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                                                                       Spinoza filosofale

Baruch Spinoza (1632 – 1677) 

 

(Appunti a cura di J. Magatti, G. Oldani e G. Arioli, studentesse della IV D del Liceo scientifico "B. Pascal" di  Abbiategrasso (2008-2009)

 

Egli teorizzò una forma di panteismo, di immanentismo → un Dio che si identifica con la natura e che non è trascendente. Teorizzò anche la liberta di parola e di stampa.

Visse nell’Olanda del ‘600 che a quell’epoca era una sorta di isola felice poiché iniziò a dominare i traffici economici, arrivando a livello della Francia e dell’Inghilterra. Verso la metà del ‘600 questo stato fu la regione egemone assoluta dell’intera Europa. Dopo una dura lotta con gli spagnoli, si era costituita una Repubblica delle Province Unite con la pace di Vestfalia del 1648; essa era governata da un partito repubblicano a capo del quale vi era Giovanni De Witt che garantì un regime liberale fino a quando fu vivo; ma volta ucciso insieme al fratello durante un’insurrezione popolare, dopo la quale il partito degli Orange riprese il potere. Per l’Europa invece fu un periodo di intolleranza, assolutismo, di lotte e di guerre religiose.

Spinoza fu amico popolare di De Witt che lo protesse e gli permise di pubblicare delle opere che rimasero anonime poiché erano spinte da un punto di vista politico.

Fu di origine ebraica quindi studiò la  Torah e la cabbala, la tradizione ebraica che non è solo contenuta nella Torah, infatti crebbe nella comunità ebraica di Amsterdam (erano tutti ebrei provenienti dalla Spagna, cacciati da Filippo II, figlio di Carlo V). Spinoza si andò avvicinando ad altri indirizzi filosofici come lo (1)Stoicismo antico, (2)il Neoplatonismo, (3)la filosofia medievale, (3)filosofia rinascimentale, Giordano Bruno e (4)la scienza moderna à Uyghens. Tutte queste filosofia lo misero in contrasto con la comunità ebraica, poco tollerante, fino ad essere scomunicato ma non rimase completamente da solo perché fu aiutato da alcuni amici; infine morì di tisi.

Le sue opere: - Tractatus de intellectus emendatione (purificazione dell’uomo verso Dio);

                     - Breve Trattato

                     - Tractatus teologico-politicus (affronta temi politici, parla di tolleranza religiosa come Hobbes);

                     - Ethica (il titolo completo è “Ethica more geometrico demonstrata”; è un’opera divisa in 2 parti:

                                 una parte dedicata a Dio ed una alle questioni morali, quali passioni ecc.)

 

* TRACTATUS DE INTELLECTUS EMENDATIONE

Spinoza tratta alcuni temi riprendendo alcuni concetti di Cartesio, come la sostanza e l’estensione, ma differisce per il suo interesse etico-politico e nel modo di concepire Dio. Ma la differenza fondamentale tra i due sta nel fatto che, mentre il ragionamento di Cartesio partiva dalla ragione umana, il suo partiva da Dio.

 

Egli affermò che se si vuole conoscere la sostanza divina e capire come da essa derivi necessariamente la natura (il mondo), non ci si può fermare al punto di vista della mente umana perché essa è limitata, ma ci si deve sollevare al punto di vista dell’intelletto infinito di Dio; e solo così potremo capire il mondo sub specie eternitatis (=nella sua eternità e non nella sua finitezza) à itinerario della mente in Dio.

Spinoza individua 4 gradi per salire a Dio (PROCESSO ASCENSIVO CONOSCITIVO E DI PURIFICAZIONE):

1.  Ciò che noi sappiamo per sentito dire (non per nostra esperienza diretta);

2.  Ciò che noi sappiamo per nostra esperienza, anche se non guidata dalla ragione (esperienza casuale);

3.  Conoscenza scientifica (esperienza guidata dalla ragione)

4.  Intuizione di Dio (grado sentimentale e non ragionevole)ß fede superiore alla scienza

 

*ETHICA MORE GEOMETRICO DEMONSTRATA

[1° parte]   Nel suo primo libro possiamo notare che vi è una certa continuazione del Tractatus de intellectus emendatione, poiché Spinoza enuncia la sua definizione di Dio: Dio è sostanza e causa.

 

Sostanza è ciò che esiste in sé e per sé e non ha bisogno di altro per esistere né del concetto di un’ altra cosa per essere conoscibile.

 

Diversamente da Cartesio, che affermava che pensiero ed estensione sono due sostanze (dualismo), Spinoza riteneva che pensiero ed estensione fossero due attributi della stessa sostanza, che è Dio (monismo).

 


 

Possiamo quindi dire che la sostanza è “causa sui” e solo Dio può essere causa di se stesso, quindi solo Dio è sostanza.

Dio, essendo il creatore del mondo è anche causa; vi sono due tipi possibili di causalità:

·          Causalità transitiva: quando la causa si trasferisce nell’effetto che produce (c’è un passaggio);

·          Causalità immanente: quando l’effetto rimane intrinsecamente connesso alla causa (non si separano, come le idee rispetto al pensiero che producono).

 

- Dio è causalità immanente perché il mondo che produce rimane intrinsecamente connesso a lui; egli non è trascendente rispetto al mondo che crea. Dio è nella natura coma natura naturalis e la natura è in Dio come natura naturata. Questo pensiero di Spinoza è una forma di panteismo, di immanentismo.

 

- In Dio libertà e necessità coincidono. La libertà consiste nel non avere nessun impedimento nel realizzare la propria natura. Dio si realizza completamente e in modo libero secondo la sua necessità.

 

- Dio non è né buono né cattivo, ma necessario e quindi anche la natura è tale poiché coincide con Dio.

 

- Spinoza si rifiuta di dare attribuiti singoli a Dio poiché si finirebbe per particolarizzarlo. Secondo il suo pensiero Dio ha infiniti attributi poiché Dio è tutto; noi però possiamo percepire solo alcuni dei suoi attributi, solo quelli che sono congeneri a noi e a Dio. Questi sono il pensiero e l’estensione.

 

Nell’Ethica Spinoza indica il PROCESSO DISCENSIVO DELLA CREAZIONE DEL MONDO:

1.       Sostanza (Dio)

2.       Attributi (estensione e pensiero)

3.       Modi          corpi        e    idee

Dalla sostanza si individuano i suoi attributi, estensione e pensiero, dai quali si ricavano rispettivamente i corpi e le idee, che sono i modi secondo i quali Dio si realizza.

 

I corpi, i quali sono formati a loro volta da altri corpi più piccoli, sono strettamente connessi l’uno all’altro, non permettendo al vuoto di esistere (Spinoza paragona i corpi alle onde del mare)àmateria: contigua e necessaria.

Le idee non sono qualcosa di separato da pensiero, sono solo delle sue modificazioni (come le onde sono modificazioni del mare).

 

DOTTRINA DEL PARALLELISMO: tra estensione e pensiero non vi è divisione e tra loro non vi sono contatti diretti: le idee corrispondono inevitabilmente ai corpi che indicano e quando accede qualcosa nel pensiero accade automaticamente nell’estensione e viceversa. Così, con la teoria del parallelismo sono spiegati anche i rapporti tra anima e corpo: quando avviene qualcosa nell’anima avviene anche nel corpo e viceversa.

 

Gli errori sono dovuti solo alla limitatezza del nostro intelletto, che non percepisce in modo chiaro e distinto un’idea (non all’intrusione della volontà nel nostro pensiero come riteneva Cartesio). → c’è una precisa corrispondenza tra l’ordine delle idee e l’ordine delle cose quindi non c’è più bisogno del principio “adeguatio rei et intellectus”.

 

[2° parte] Nella seconda parte dell’ “Ethica”, Spinoza tratta le passioni con metodo scientifico, come suggerisce la seconda parte del titolo dell’opera stessa.

 

L’uomo è una creatura razionale e si ritiene libero. La libertà non coincide con il libero arbitrio, infatti essa viene realizzata nei rapporti sociali con gli altri uomini rispettando i limiti.

In Dio libertà e necessità coincidono, poiché egli non trova nessun impedimento fuori e si può permettersi di realizzarsi come è necessario, secondo la sua indole.

Nell’uomo non è possibile trovare questa coincidenza poiché dentro e fuori di sé trova degli ostacoli, le passioni, che gli impediscono di realizzarsi in maniera perfettamente libera.

Il compito dell’uomo dunque diventa quello di purificarsi dalle passioni; i gradi di purificazione dalle passioni, Spinoza li fa corrispondere a quelli del processo ascensivo:

1.       Idee inadeguate (si può notare come Spinoza unifica gli ultimi due gradini del processo ascensivo)

2.   Idee adeguate  (scienza)

3.   Intuizione di Dio (incontro con la verità divina)

A questi tre gradi Spinoza fa corrispondere a loro volta i tre gradi della vita etica:

1.       Stato di natura

2.   Intervento della ragione sulle passioni

3.   Incontro con Dio

 

Nello stato di natura, gli uomini vivono guidati dalle passioni e dagli istinti, non dalla ragione; vivono in uno stato di guerra permanente. Ognuno di noi agisce secondo il conatus (tendenza alla conservazione di noi stessi), ciò che asseconda questa tendenza ci provocherà piacere e la considereremo bene, e ciò che ci recherà dolore lo considereremo un male. Dunque il bene e il male non sono concetti assoluti, ma sono i prodotti dell’agire umano (somiglianza con Hobbes).

 

L’intelletto umano interviene sullo Stato di natura ma non riesce a vincere le passioni poiché una passione può essere sconfitta solo da una passione più forte. La ragione può solo modellare le passioni, affinarle o indurci al sorgere di passioni positive reprimendo quelle negative e ci aiuta nella strada della purificazione.

 

Quando giungiamo all’incontro con Dio si ha la purificazione totale dalle passioni. Questo non avviene grazie alla nostra ragione, ma perché noi siamo in  estasi e non siamo più razionali (Neoplatonismo): la verità divina ci permette di realizzare la massima felicità poiché dà l’amore perfetto in quanto l’amore di Dio è completamente libero dalle passioni.

 

Lo stato civile nasce dal diritto di tutti gli uomini di felicità, libertà e dal desiderio di collaborazione.

 

* TRATTATO TEOLOGICO-POLITICO

Spinoza, per la sua concezione di Dio entrò in contrasto con la comunità ebraica e fu bandito da quella di Amsterdam; cercò una via per garantire una pacifica convivenza religiosa proponendo una religione naturale in cui trovare l’adesione di tutti.

 

Questa idea si sviluppò con l’affermazione del diritto naturale, cioè una serie di diritti che la comunità non può negare, ad esempio la vita, l’esistenza e la ricerca della felicità. Elaborò così una religione semplice e alla portata di tutti, spogliata dai dogmi, dalle esteriorità, dai culti e dai riti.

 

Riguardo alla BIBBIA ritiene che essa contenga la parola di Dio, scritta con l’ispirazione divina; ma nei confronti di essa sostiene che bisogna mantenere l’atteggiamento storico-filologico che si ha verso qualunque altro testo.

 

Tutto ciò che c’è scritto non è da prendere alla lettera poiché contiene descrizioni dei modi di vivere legati ai costumi, agli usi del popolo di quel tempo; in essa sono inoltre contenute delle interpolazioni che non fanno parte della parola di Dio, cioè aggiunte che è opportuno eliminare poiché sono solo un contorno. Dopo questo lavoro di eliminazione ci rimarranno i basilari principi religiosi che possono trovare l’adesione di tutti, quali esistenza di Dio, la sua onnipotenza ecc.

 

Per Spinoza l’origine dello stato è di tipo contrattualistica, ma a differenza di Hobbes, dove gli uomini rispettano le leggi per paura del leviatano, il contratto da vita ad uno stato dove vige libertà di culto, di parola e di religione.

La religione in quanto fenomeno pubblico deve essere sottoposta alle leggi; ma in quanto fenomeno privato lo stato deve rispettare la libertà di religione. Nel caso lo stato non garantisca questa libertà fa il proprio stesso male poiché i cittadini entrano in contrasto con lo stato, si trasferiscono oppure dissimulano, portando la corruzione.