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                                                                Ottocento filosofale

      IL 1800 (XIX sec.)

 (Appunti a cura di Jessica Magatti, Giorgia Oldani, Giorgia Arioli , Giulia Piazza e Mattia Ierardi, studenti della V D  del Liceo "B. Pascal" di Abbiategrasso)

Epoca napoleonica terminò a Waterloo con la sconfitta di Napoleone.

              |_ egli era arrivato a costruire un impero.

Nel 1800 si parla di restaurazione, segnata dal Congresso di Vienna (1815) à con esso si apre l’ ‘800 ed è il tentativo di “portare indietro le lancette della storia”, facendo come se Napoleone e la rivoluzione francese non ci fossero mai stati e ritornare all’anciénne regime.

                                                                            ↓

Questa forzatura di ritorno al passato creò moti insurrezionali soprattutto borghesi, i quali non volevano perdere il potere acquistato in quel periodo.

 

*QUADRO ECONOMICO

I FASE (primi 3/4 decenni) à forte sviluppo economico fino al ‘46 [in tale periodo l’Inghilterra vedeva la

                                           2°fase della rivoluzione industriale; mentre x le altre nazioni europee vi era la

                                           1°fase della rivoluzione industriale].

II FASE à crisi del ’46-’48 à tale crisi riguarda sia l’agricoltura, sia l’industria: mentre per l’agricoltura è la

                                            solita crisi, per quanto riguarda l’industria è piuttosto insolita perché è una CRISI

                                            CAPITALISTICA ≠ da quelle da carestia poiché è una crisi di sovrabbondanza e

                                            sovrapproduzione (si produce + di quanto si riesce a consumare à ciclicità delle

                                            crisi à caratteristica del capitalismo à ne parla Marx).

III FASE (anni ’50) à boom economico, forte nuova ripresa à fase chiamata 2° rivoluzione industriale,

                               caratterizzata dallo sviluppo dell’industria pesante(metallurgia, siderurgia e meccanica), che diviene

                               il settore guida (≠ dalla 1° rivoluzione in cui il settore guida era l’industria leggera).

IV FASE (1873) à nuova crisi sia nell’agricoltura (arrivo in Europa del grano americano a basso costo à produttori

                           europei in rovina perché fece concorrenza) sia nell’industria (crisi da sovrapproduzione). Questa fu una

                           crisi profonda chiamata GRANDE DEPRESSIONE à come reagiscono le potenze europee? Con

                           l’imperialismo = una nuova forma di colonialismo che, diversamente da quello precedente, vede

                           l’intervento degli stati europei in prima persona sui territori afro-americani, occupandoli militarmente e

                           creando in essi un impero; essi si impadronirono della materie prime di questi territori in modo che

                           l’occidente riesca a superare la crisi grazie a queste risorse à questo poi genererà dei contrasti tra le

                           potenze capitalistiche stesse a causa della concorrenza.

 

*QUADRO POLITICO

I FASE (primi 3/4 decenni) à congresso di Vienna che ridefinisce geopoliticamente i confini europei; in seguito ad una

                                           ripresa di potere da parte dell’aristocrazia riprendono i contrasti borghesia-aristocrazia che

                                           portarono a 3 ondate rivoluzionali:

                                                                 1)MOTI del ’20-’21

                                                                 2)MOTI del ’30-’31

                                                                 3)rivoluzione del ’48 à in Francia prende il potere Luigi Bonaparte che diventa presidente della Repubblica e successivamente diventerà imperatore con il nome di Napoleone III (perché era il nipote à Napoleone I da Maria Luisa d’Asburgo ebbe un figlio maschio che però morì giovane); egli creerà in 2˚impero che finirà quando la Francia sarà sconfitta dalla Russia con Bismark.

1861 à viene proclamato il Regno d’Italia

1871 à unificazione della Germania dopo gli scontri con l’Austria e la Francia

1861-1875 à guerra di secessione americana.

Congresso di Vienna

Il congresso di Vienna durò dal settembre del 1814 al settembre del 1815 e vi fu la partecipazione di quasi tutte le potenze europee, compresa la Francia, rappresentata da Talleyrand che, grazie alle sue capacità diplomatiche, presentò la Francia come la “vittima” e non come l’”aggressore” e così riuscì a condizionare certe decisioni.

Le decisioni vennero prese dalle potenze vincitrici: Inghilterra, Austria, Prussia e Russia seguendo precisi principi e criteri:

1)      PRINCIPIO DI LEGITTIMITA’ à proposto da Talleyrand, secondo cui dovevano tornare sul trono legittimamente i sovrani spodestati o nel caso che fossero morti, i loro legittimi successori.

2)      PRINCIPIO DI EQUILIBRIO à era un tentativo di ristabilire la pace e di far cessare le guerre in Europa; esso stabiliva che nessuna nazione dovesse essere troppo preponderante (forte) militarmente rispetto alle altre.

3)      In realtà ci fu la richiesta di un altro principio, il PRINCIPIO DI NAZIONALITA’, di cui però non se ne tenne conto; esso consisteva nel rispettare i confini naturali di ogni nazione in modo che un popolo non finisse sottomesso ad un altro.

Durante in congresso di Vienna fu istituita la santa alleanza, proposta dallo zar di Russia e basata sui principi della cristianità, alla quale parteciparono Austria, Russia e Prussia (non aderirono né il papato né l’Inghilterra).

Il cancelliere austriaco Metternich propose un altro trattato, la quadruplice alleanza per far restare unite le potenze vincitrici e al quale si unì anche l’Inghilterra à ciò per unire le forze e mettere fine a future rivoluzioni e insurrezioni.

LE DECISIONI:

FRANCIA : Talleyrand riuscì a far in modo che il territorio francese rimanesse integro e per il principio di legittimità il

                   sovrano francese chiamato alla guida della Francia fu Luigi XVII; essa perse però i territori conquistati e fu circondata dai “territori cuscinetto” per acquietare il suo spirito conquistatore e di espansione:

-          A nord della Francia furono messi Belgio e Olanda, forzatamente uniti come Regno dei Paesi Bassi;

-          A sud fu ricostruito il Regno di Sardegna con Vittorio Emanuele I;

-          A est (Reno) fu costituita la Confederazione tedesca di cui facevano parte la Prussia e l’Austria.

AUSTRIA : si appropria di tutto il Regno Lombardo-Veneto.

POLONIA : viene smembrata e vari territori vanno sotto il controllo dell’Austria o della Prussia o della Russia;

                   rimanendo solo il piccolo stato di Varsavia con una certa indipendenza.

INGHILTERRA : ne esce “bene” mantenendo l’egemonia.

ITALIA : è molto frazionata à Metternich disse: “L’Italia è un’espressione geografica, non una nazione”:

                      -il ducato di Parma e Piacenza venne affidato a Maria Luisa d’Asburgo (2^moglie di Napoleone);

                      -il Ducato di Modena e Reggio à  a Francesco IV d’Este-d’Asburgo;

                      -il Gran Ducato di Toscana à a Ferdinando III di Lorena;

                      -lo Stato Pontificio à a Papa Pio VIII;

                      -il Regno di Napoli unificato a quello di Sicilia formò il Regno delle 2 Sicilie à a Ferdinando IV Borbone

                       (Ferdinando I).

 

*QUADRO CULTURALE

La 1^ parte dell’800 à dominata dalla corrente del romanticismo, nata successivamente e in opposizione all’altro grande movimento, l’illuminismo, che alla fine del ‘700 iniziò andare in crisi.

    |_Il termine romanticismo deriva dalla parola francese ROMANTIC che riprende il carattere avventuriero dei romanzi.

▪PRINCIPALE DIFFERENZA: mentre l’illuminismo esaltava la ragione, elemento che uguaglia gli uomini;

                                       il romanticismo esalta le passioni e i sentimenti, elemento che differenzia gli uomini.

▪Il romanticismo rivaluta la storia e la religione, svalutate nel periodo precedente (l’illuminismo svaluta molto soprattutto il Medioevo, periodo più assoggettato alla religione e alle superstizioni e, per gli illuministi, pieno di errori).

▪Dal punto di vista storico-politico come si pone il Romanticismo? Esso si presenta con un “doppio volto”:

                     I FASE à il Romanticismo sembra in sintonia alla rivalutazione del passato (=Restaurazione) proposta nel

                                   congresso di Vienna (Romanticismo vicino alla tradizione);

                     II FASE à (+ liberale) i Romantici, attraverso l’elaborazione del concetto di nazione, diventano patrioti,

                                     liberali.                                                                                                ↓

                                                           Si cominciò a dare importanza ai caratteri specifici di ogni singola nazione che la distinguevano da ogni altra nazione, e ciò portò ad esaltare l’autonomia e l’indipendenza (Mazzini fu di quest’idea).

Punto di vista religioso: fu un’epoca di opposizione tra i liberali e chi rivoleva l’assolutismo; anche in campo religioso ci fu un contrasto tra la religione tradizionale e il cattolicesimo liberale che andò affermandosi: ciò è dovuto al fatto che vi era l’esigenza che la Chiesa non si alleasse con i sovrani e con i potenti, ma con gli umili.

 

MOTI DEL ’20-‘21

I patrioti, essendo vietato opporsi, presero ad organizzarsi in società segrete (fatto già presente in epoca di Napoleone, ma meno diffuso) che avevano lo scopo di:

(1)    combattere contro l’assolutismo napoleonico    

(2)    di lottare o per l’indipendenza della propria nazione o per la concessione delle costituzioni.

▪Queste società hanno come origine la massoneria, che si proponeva di portare avanti ideali di uguaglianza, libertà e socialismo.

▪Sostanzialmente in Europa questi moti furono un fallimento: infatti la Restaurazione ebbe la meglio e ogni movimento venne represso poiché non trovò un appoggio popolare, ad eccezione dei successi in Grecia e in America Latina.

 

A)In realtà i moti insurrezionali iniziarono già nel 1816 in America centro-meridionale: le colonie spagnole si ribellarono alla loro madrepatria e riuscirono ad ottenere l’indipendenza.               ↓

                                                                                         Tali colonie erano in mano alla Spagna:

                                               -a livello economico dominava la borghesia creola (= discendenti degli antichi coloni),

                                                che aspirava anche al potere politico;

                                               -a livello politico dominava la madrepatria;

                                               -la restante popolazione si divideva in indios, meticci e neri.

Quando Napoleone spodestò Ferdinando VI di Spagna, le colonie ne approfittarono aspirando all’indipendenza; e quando ritornarono sul trono i sovrani spodestati le colonie si ribellarono e così iniziarono a dar vita ai moti insurrezionali, che ebbero successo grazie all’appoggio delle potenze d’Inghilterra e degli Stati Uniti: nel 1823 il presidente degli Stati Uniti, James Monroe, tenne un discorso al congresso degli Stati Uniti affermando che si sarebbe opposto ad ogni intervento europeo nel continente americano.

 

B)Nel 1820 partì un’insurrezione a Cadice, in Spagna, dove si verificò un ammutinamento (= i soldati si ribellano al generale) da parte dell’esercito.

                     |_il moto inizialmente ebbe successo tant’è che venne concessa la costituzione, la quale si rifece a quella di Cadice del 1812; ma successivamente si rivelò un fallimento.

 

C)Nel 1820 anche in Portogallo partì un’insurrezione in seguito ad un ammutinamento; venne concessa la costituzione sotto la pressione popolare, ma in seguito fallì anch’essa.

 

ITALIA MERIDIONALE

D)Nel 1821 anche l’insurrezione di Napoli, a Nola, si rivelò un fallimento.

 

E)A Palermo prese luogo un’insurrezione che teoricamente avrebbe dovuto sostenere quella di Napoli, ma a causa della sua venatura separatistica, il fronte rivoluzionario si indebolì creando disagi che portarono ad un finale fallimento.

 

ITALIA SETTENTRIONALE à scoppiarono dei moti insurrezionali a Torino, a Genova ed a Alessandria sostenuti dai leader: Santorre di Santarosa e Cesare Balbo.

F)A Torino: questi leader avevano contatti con il principe ereditario del Regno di Sardegna, Carlo Alberto (Vittorio Emanuele I si era rifiutato di concedere la costituzione e decise di abdicare in favore del fratello Carlo Felice, che affidò la reggenza a Carlo Alberto), che concesse la costituzione. Lo zio Carlo Felice allora lo sconfessò immediatamente e gli ordinò di lasciare Torino e di unirsi all’esercito rimasto fedele al generale De La Tour à così anche tali moti fallirono.

 

G)Nel 1823 scoppiarono moti rivoluzionari anche in Grecia, sottostante all’impero turco-ottomano; tale impero era già in crisi e giocò a suo sfavore l’intervento di alcune nazioni europee, interessate al territorio dei Balcani, che appoggiarono i moti insurrezionali in Grecia.                                           ↓

                                                      Tra queste nazioni vi furono:

                             -lo zar di Russia à che li appoggia non perché era favorevole ai moti rivoluzionari (tant’è che represse quello verificatosi nel suo territorio) ma per i suoi interessi strategici in tali zone;

                             -l’Inghilterra;

                             -la Francia.

A far riuscire tale moto fu proprio l’aiuto di queste grandi potenze: patrioti di tutta Europa si mossero per l’indipendenza della Grecia, anche perché la Grecia era considerata la culla della cultura occidentale.

            |_nel 1832 la Grecia riuscì a raggiungere l’indipendenza.

 

H)Nel dicembre del 1825 partì un moto insurrezionale in Russia, chiamato moto decabrista (richiamo a Dicembre) che si ribellò per motivi politici contro il sistema autocratico russo (Russia: grande potenza militare, ma nazione fortemente arretrata politicamente ed economicamente, infatti costituita per la maggior parte da contadini che vivevano in uno stato feudale, - contadini privi di qualunque diritto, erano servi della gleba – mentre a livello politico vi era lo zar che aveva un potere dispotico affiancato da una ristretta elite di nobili, proprietari delle terre e dei contadini stessi.           ↓

                                                                                                                                                                                     Alcune idee illuministe erano ormai arrivate in Russia e portarono la popolazione a riflettere sulla loro situazione: si crearono così dei gruppi di opposizione che aspiravano ad abbattere il regime autocratico e a modernizzare la Russia.

      |_tale movimento però fu elitario, con una scarsa partecipazione del popolo, e quindi essendo debole, fu represso dalle truppe zariste.

 

MOTI DEL ’30-’31

Questa seconda ondata di moti rivoluzionari si sviluppa in diversi paesi e segna la fine dell’epoca della Restaurazione, iniziata con il Congresso di Vienna.

 

*L’INGHILTERRA fu la nazione che rimase estranea a questi moti, poiché nelle altre nazioni si combatteva per far attuare riforme che già in questa nazione vigevano.          ↓

                                                                                      L’unico problema era dato da un movimento operario avanzato, che contrastava la borghesia capitalistica: nacquero i primi sindacati (trade unions) che difesero gli operai e la loro condizione lavorativa.                           ↓

                                    Sempre in questo stato, nel 1832, fu approvata la Reform Bill, cioè una riforma elettorale che segnava il trasferimento del potere politico dell’aristocrazia alla borghesia; vennero aboliti i borghi putridi (che si erano formati in seguito al trasferimento della popolazione in città), piccoli centri rurali egemonizzati dall’aristocrazia che mandava in Parlamento i suoi rappresentanti, senza mandare i rappresentanti della realtà industriale.

 

Cosa successe nei paesi toccati dai moti del 30-31?La rivoluzione scoppia in Francia, Belgio, Polonia e Italia.

*FRANCIA: Nel 1824 era salito al trono Carlo X, fratello di Luigi, capo degli ultras, cioè dei conservatori; sotto il suo governo: ▪ venne approvata una legge che prevedeva il risarcimento dei nobili spodestati;

              ▪ venne approvata anche la legge del sacrilegio: chi commetteva un delitto contro la religione doveva subire il

                taglio della mano da parte di un’autorità.

              ▪ l’azione del re fu contrastata dal Parlamento di maggioranza liberale e si cercò di eliminare quest’opposizione

                del Parlamento; così il capo del governo, Polignac, in accordo con il re, emana 4 ordinanze nelle quali:

                -scioglieva il Parlamento,

                -sospendeva la libertà di stampa,

                -modificava la legge elettorale a favore dell’aristocrazia,

                -indiceva nuove elezioni.                                  ↓

                                                                     In seguito alla promulgazione di queste riforme, la popolazione si ribellò: nacque così l’insurrezione delle “3 giornate gloriose” 27-28-29 Luglio, la quale ebbe successo e così il re fu costretto a lasciare la Francia.        ↓      

                La borghesia una volta cacciato il re decise di soffocare l’insurrezione e proclamare re Luigi Filippo d’Orleans, il quale legittimava il suo potere dicendo di essere stato scelto dalla sua stessa nazione e accettò di proclamare la Costituzione.

 

*BELGIO: (stato cuscinetto per la Francia: unione forzata con L’Olanda con prevalenza di potere degli olandesi) l’insurrezione in questo paese scoppiò proprio per questo motivo: il Belgio desiderava separarsi dall’Olanda e diventare autonomo. à I due paesi erano stati assemblati dopo il Congresso di Vienna ed erano stati chiamati Paesi Bassi, ma essi non avevano assolutamente niente in comune né sul piano culturale né su quello sociale.                           ↓

                                                                                                                                                 La Francia si espose chiedendo alla Santa Alleanza di non intervenire per soffocare la rivolta, così fu e dunque si sfaldarono le decisioni del Congresso di Vienna: il Belgio e l’Olanda vennero dichiarati autonomi l’uno dall’altro.

 

*POLONIA: Questo paese voleva unificarsi sotto la stessa corona, non voleva rimanere frammentato (era per la maggior parte sotto il dominio prussiano) e così venne ideata un’insurrezione che però venne subito soffocata dalla Santa Alleanza.     ↓

                   La Polonia sperava in un intervento tempestivo della Francia ma quest’ultima intervenne solo nel caso del Belgio per fare in modo che uno degli stati cuscinetto costruiti intorno a lei avrebbe potuto sfaldarsi.

 

*ITALIA: Per quanto riguarda il nostro paese, riguardo a questi anni, possiamo citare i moti nati nell’Italia centro-settentrionale (Bologna, Modena, Ancona, Forlì, Ferrara, Parma).

        |_Sperando in un intervento francese, si erano accordati due leaders rivoluzionari, più precisamente Ciro Menotti e Enrico Misley, con il duca Francesco IV d’Asburgo d’Este, il quale aspirava ad allargare i suoi possedimenti; ma in un secondo momento quando il duca comprese che i francesi non sarebbero intervenuti fece il volta faccia e indicò persino i leaders rivoluzionari per farli arrestare.                          ↓

                                                                 Nonostante questo avvenimento l’insurrezione partì, in un primo momento ebbe anche successo e si formò il Governo delle Province Unite: venne approvato un decreto che dichiarava decaduto il potere temporale del Papa.               ↓

                                                I francesi decisero di non intervenire anche in questo secondo momento, lasciando soli i rivoluzionari, all’interno dei quali nacquero dei dissapori che non fecero altro che indebolire il fronte rivoluzionario. A questo punto subentrarono le truppe papaline che fecero una strage.                  ↓

                                                                                                      La Francia così decise di intervenire occupando Ancona, ma fu un intervento  troppo tardivo e viene ripristinato il governo precedente. In seguito a questa sconfitta vennero criticate le società segrete con l’accusa di essere appunto troppo segrete, non trasmettendo i loro ideali al popolo.

 

Aspetti politico-culturale degli anni ’20-’30 à in questi anni vi fu il diffondersi del socialismo utopistico(1), del cattolicesimo liberale(2) e del pensiero di Giuseppe Mazzini(3).

 

(1)SOCIALISMO UTOPISTICO: In questi anni di sviluppo capitalistico possiamo assistere allo sviluppo della cosiddetta questione sociale: aumento dei problemi della condizione degli operai (problemi di alcolismo, disoccupazione, sfruttamento delle donne e dei bambini, mancanza di pensioni, mancanza delle assicurazioni per le malattie, ritmi estenuanti di lavoro).

                               ↓

Di fronte a questa situazione di grave disagio, alcuni intellettuali, pur provenendo dalla borghesia (classe agiata), presero coscienza di questi problemi ed elaborando alcune teorie in difesa degli operai nelle fabbriche.

                        |_I primi ad occuparsi della questione sociale furono i socialisti utopisti (in un secondo momento con Marx studieremo il socialismo scientifico, perché ebbe la pretesa di fare una ricerca scientifica del socialismo).

I socialisti utopisti proposero una società futura migliore, perfetta, senza problemi, ma così facendo essi presero le distanze dalla realtà non pensando a qualcosa che si potesse fare realisticamente.

Possiamo citare i seguenti nomi:

·          Saint-Simon fu considerato l’antesignano del positivismo; esaltava l’industria, il lavoro, la scienza, la tecnica e aveva la convinzione che la società, grazie allo sviluppo di questi, tendesse all’armonia. Infatti nella storia individuava un’alternarsi di: -epoche organiche (Medioevo), società nelle quali vigeva un sistema di valori riconosciuto da tutti,

                                                   nel quale non c’era rivalità à epoca statica, ordinata e organica;

                       -epoche critiche (Rivoluzione Francese), in cui il sistema di valori non era in riconosciuto da tutti à

                                               epoca disordinata.

                                                               ↓

La società in cui lui viveva era appena uscita dalla Rivoluzione Francese e così credeva che avrebbe dovuto nascere, di lì a poco, un’epoca organica ed in particolare prevedeva un’alleanza tra i diversi ceti produttivi che egli distingueva dai ceti parassitari.

              |_A proposito di questo scrisse un breve articolo intitolato “La parabola” in cui fece una supposizione: facciamo finta che all’improvviso scompaiano dalla Francia principi, i baroni, le baronesse, duchi ecc. (cioè quel ceto che lui chiamava parassitario), nonostante la scomparsa della maggior parte della popolazione, non causerebbe alcun danno alla regione francese; se, invece, all’improvviso venissero a mancare gli operai, gli imprenditori (ceto produttivo), in questo caso la nazione cadrebbe in rovina, poiché per un paese sono essenziali.

·          Fourier invece elaborò la visione di una società armoniosa del futuro, che si sarebbe organizzata nei falansteri, cioè in tante piccole comunità di lavoratori che si autogestiscono.

·          Owen (Inghilterra) rimase famoso come il primo proprietario di fabbrica inglese che cercò di migliorare la condizione dei suoi operai.

·          Proudhon fu un filosofo (socialista utopista), il quale scrisse un piccolo saggio intitolato “che cosa è la proprietà”, in essa considera la proprietà il male dei mali, è un furto. Egli viene considerato il padre teorico dell’anarchismo, poiché sosteneva il bisogno di abolire lo stato e di vivere in piccole comunità autogestite.

 

(2)CATTOLICESIMO LIBERALE: vi fu un’opposizione tra cattolicesimo tradizionale e cattolicesimo liberare, che iniziò a diffondersi in Francia, ma anche in Italia.

                         |_ Lamennais fu un abate che da giovane era schierato con i conservatori, poi si diresse verso il cattolicesimo liberale a causa di una sua crisi interiore.

                                                               ↓

Tale movimento sosteneva l’esigenza che la Chiesa non stesse dalla parte dei sovrani e dei potenti (dei privilegi), ma che si alleasse al popolo e ai più umili rispondendo alle esigenze e alle problematiche di questi ultimi.

                                                                                                  ↓

La Chiesa condannò questo movimento perché ritenuto peccaminoso, e Lamennais rispose scrivendo “Le parole di un credente”.                                             ↓

                          Per quanto riguarda l’Italia possiamo citare: Antonio Rosmini (che scrisse il famoso testo messo all’indice dalla Chiesa: “Le 5 Piaghe della Chiesa Cattolica”), Manzoni e Niccolò Tommaseo.

Nel 1891 con Leone XIII “Rerum novarum” vi fu un’apertura al cattolicesimo liberale.

 

(3)GIUSEPPE MAZZINI: Mazzini fu importante perché - diede un gran contributo al concetto di nazionalità

                                                                                    - per il suo pensiero di unità d’Italia

                                                                                                 ↓

                                                            Il problema italiano era di come unificare il regno d’Italia e cacciare lo straniero. Mazzini era un genovese che aderì alla Carboneria e una volta che ne uscì iniziò a criticare le società segrete affermando che esse erano “troppo segrete” e ciò non consentiva di poter coinvolgere in modo adeguato il popolo.

▪IDEALI MAZZINIANI: unità, indipendenza e Repubblica (il 3˚faceva di lui un radicale, poiché metteva in discussione la monarchia).

▪Egli aveva una visione religiosa della storia: secondo il suo pensiero Dio opera nella storia in direzione del progresso (religione laica) e per realizzare il progresso nella storia Dio affida ad ogni popolo una missione: di liberare sé stesso e di partecipare alla liberazione delle altre nazioni per arrivare ad un’umanità affratellata à vedeva nella storia un operare di Dio che tendeva al miglioramento.             ↓

                                                                    Un ideale di Mazzini era la Repubblica: per poter raggiungere la Repubblica era necessaria un’azione insurrezionale del popolo, che secondo Mazzini doveva essere educato alla Repubblica e alla guerra.

1^FORMULA: Dio è popolo à per raggiungere la libertà e la Repubblica non basta un’attività diplomatica, ma serve

                                             anche un’azione insurrezionale del popolo.

2^FORMULA: pensiero / azione à il popolo deve essere educato dai pensatori per ribellarsi.

▪Nel 1831 Mazzini fonda la “Giovine Italia”: società segreta, ma meno segreta delle altre, poiché i mazziniani pubblicavano il loro programma volendo portare avanti l’opera di educazione del popolo.

▪Nel 1837 Mazzini fonda la “Giovine Europa”: la sua visione andava al di là della singola nazione (nazionalismo positivo: perché esalta la propria patria, ma rispetta quella degli altri).

               |­_ neanche lui riuscì a coinvolgere il popolo, infatti anche i suoi tentativi insurrezionali fallirono tutti:

1844 à i fratelli Bandiera, due italiani appartenenti alla stessa setta di Mazzini arruolati nella marina austriaca, andarono in Calabria con l’intento di far scoppiare un’insurrezione.

▪Questi erano gli anni della questione sociale: gli operai e i lavoratori avevano problemi più immediati, la loro condizione lavorativa à Mazzini la rinviava perché secondo il suo pensiero bisognava prima realizzare l’unità d’Italia.

                       |_ rispetto al socialismo marxiano ebbe un atteggiamento di critica: egli era contrario alla lotta di classe = i lavoratori che si ribellano alla borghesia à Marx e Hegel proponevano al lotta del proletariato contro la borghesia (erano gli anni della pubblicazione del manifesto comunista 1848).

 

● Mazzini faceva parte dei democratici radicali; oltre alla sua posizione vi era quella dei moderati:

            *tra i moderati cattolici vi era Vincenzo Gioberti che scrisse “Del primato morale e civile degli italiani”à questo primato è dovuto alla presenza sul territorio italiano dello Stato del Vaticano: ultimamente la Chiesa ha però smarrito questo primato, che per ritrovare deve aprirsi alla libertà del popolo e ai problemi moderni (missione universale).    ↓

                                                                                                             Egli proponeva una confederazione degli stati

                         ↓                                      esistenti allora in Italia sotto la presidenza del Papa (posizione neoguelfista).

I moderati cattolici avevano 2 limiti: 1_Per realizzare questo progetto era necessario che il Papa fosse aperto alle

                                                        modernità, ossia che vi fosse un Papa liberale; ma l’attuale papa Gregorio XVI non

                                                        era un papa liberale; in seguito verrà eletto Pio IX che è un papa liberale, ma ciò

Casella di testo: Nel 1846 viene eletto Mastai Ferretti, Papa Pio IX, che aveva fama di essere liberale e quindi l’Austria si oppose alla sua elezione; ciò provocò una simpatia nei suoi confronti e un entusiasmo del il popolo italiano; lui però non era proprio liberale, ma le manifestazioni di giubilo lo condizionarono tant’è che egli concesse un’amnistia (liberati carcerati in maggior numero) più vasta delle altre e qualche altra riforma à per questo il popolo fu illuso che potesse realizzarsi la proposta di Gioberti.
                                                        non porterà comunque ad un buon esito del progetto.

 

                                                     2_Tale progetto non si pronunciava su come cacciare gli Austriaci dall’Italia.

            *tra i moderati laici vi era Cesare Balbo che scrisse “Le speranze d’Italia” à egli proponeva una confederazione degli stati esistenti allora in Italia sotto la presidenza dei Savoia.     

                                                                                               ↓

Per quanto riguarda invece il problema degli Austriaci egli sosteneva una soluzione diplomatica: a causa della crisi dell’impero-ottomano si sarebbero liberati i territori dei Balcani, a cui l’Austria era interessata; a tal punto l’Austria, per non infrangere il principio di equilibrio espresso nel congresso di Vienna, avrebbe dovuto abbandonare i territori italiani.

 

● Appartenente al federalismo democratico vi era Carlo Cattaneo e Giuseppe Pisacane à più vicini alla posizione di Mazzini, in quanto vogliono una trasformazione dello stato monarchico in repubblica.

 

Gli anni ’46-’48 furono anni di crisi economica e gli altri stati premono i sovrani affinchè anche loro concedano le stesse riforme di Pio IX àl’unico stato italiano che non potè godere di queste riforme fu il Regno delle 2 Sicilie à infatti nel gennaio del 1848 partì un’insurrezione a Palermo che si diffuse in Sicilia e nel napoletano à Ferdinando I concede la costituzione, che viene successivamente concessa anche in Piemonte, in Toscana e a Roma (anno della concezione degli statuti) à il più famoso statuto fu lo statuto concesso da Carlo Alberto in Piemonte à statuto albertino che diventerà la costituzione d’Italia (1848-1948).

 

(4)SOCIALISMO SCIENTIFICO

Negli anni ’40 del XIX secolo si sviluppa un altro tipo di socialismo, il socialismo scientifico, il cui sviluppo coincise non volutamente con la pubblicazione del “manifesto del partito comunista” da parte di Marx ed Engels.

                                                                                                                                ↓

Essi sono anche considerati i fondatori di questa nuova corrente; e furono coloro che assegnarono anche i nomi a questi due diversi tipi di socialismo che abbiamo considerato; essi distinguono i due tipi perchè:

                                          -le teorie elaborate dai socialisti utopisti, pur partendo da problemi reali, non diedero nessuna risposta pratica ai problemi di quel tempo, tant’è che si allontanarono dalla realtà delineando come risposta a tali problemi una città irrealizzabile;

                                         -invece Marx ed Engels ebbero la pretesa di fare un’analisi scientifica della realtà capitalistica e di trovare come soluzione qualcosa del quale si potessero trovare le linee di sviluppo nella società già esistente.

(infatti di fronte a questi problemi avrebbero potuto o ideare una società del tutto diversa da quella già esistente oppure proporre dei cambiamenti da attuare nella realtà).

 

Nella prima parte del “manifesto del partito comunista” Marx ed Engels analizzano i diversi tipi di socialismo esistenti, analizzano la società capitalistica, riconoscono un grande merito alla borghesia per essersi opposta all’aristocrazia; ma analizzando la realtà di quel periodo vedono che ora è il proletariato che, come la borghesia si rivoltò all’aristocrazia, si deve unire ed ingaggiare una rivoluzione contro la borghesia, creando una società senza classi sociali e senza la proprietà privata à infatti il socialismo prevedeva una visione comunista. Il manifesto si conclude con la frase “proletari di tutto il mondo unitevi!”.

 

Inoltre Marx ed Engels propongono una diversa concezione della storia, chiamata materialismo storico. Ciò che interessava a Marx era trovare cosa avviene in concreto nella storia: nella storia avviene la LOTTA DI CLASSE (scontro di interessi tra le classi sociali), che è il motore grazie al quale avviene la storia in tutte le società abbiamo avuto un motore che ha fatto andare avanti la storia, esso è la lotta di classe.

Inoltre Marx sostiene che la società sia costituita da:

1)      una struttura: alla base di ogni società troviamo la struttura economica, cioè le attività materiali che permettono la sopravvivenza del paese;

2)      e una sovrastruttura: è l’insieme delle attività culturali, intellettuali e spirituali.

Secondo Marx la struttura condiziona la sovrastruttura e la prevale: da come si lavora (da come viviamo materialmente) dipende il modo di pensare. Il rapporto tra le due, però, non è univoco ma è un rapporto dialettico, perché in certi casi la sovrastruttura può rendersi autonoma e influenzare la struttura à no rapporto meccanico e diretto, ma storico e dialettico=reciproco. In ultima analisi sottolinea però che è la struttura che determina la sovrastruttura:

-inizialmente le due sono in accordo, sono solidali,

-ma in un secondo momento la struttura (= forza produttiva) è capace di svilupparsi più velocemente della sovrastruttura, cioè le idee tendono a diventare tradizionali ed ad invecchiare à così nasce un contrasto tra di esse poiché le idee il più delle volte ostacolano lo sviluppo del paese,

-le forze produttive dunque devono ribellarsi alla sovrastruttura per non rimanere arretrate.

 

[es. società medioevale: alle origini le forze produttive consistevano nell’agricoltura e nei servi della gleba e per quanto riguarda il modo di pensare si aveva una concezione feudale à così struttura e sovrastruttura inizialmente sono in sintonia, ma poi si verifica uno scontro].

Marx quindi non vede la storia come uno sviluppo graduale ma uno sviluppo per salti rivoluzionari.

 

MOTI DEL ‘48

La terza ondata rivoluzionaria dell’800 inizia in Sicilia, più precisamente a Palermo nel Gennaio del ‘48, in quello stato che aveva rifiutato di introdurre qualsiasi riforma proposte dal Papa Pio IX appena salì al potere.

Il 48 fu anche l’anno in cui entrarono in vigore diversi statuti, il più famoso tra questi fu quello introdotto in Piemonte, conosciuto con il nome di statuto Albertino → quando l’Italia si unificherà lo statuto ufficiale sarà appunto quello albertino, il quale resistette anche negli anni fascisti, ma che verrà soppiantato dallo statuto attuale, introdotto nel 1948 (lo statuto Albertino durò esattamente un secolo).

 

Questi moti coinvolsero tutta Europa eccetto l’Inghilterra (stato nel quale si sviluppò il cartismo, movimento che chiedeva il voto segreto, una tassazione più equa e il suffragio universale maschile; esso fu represso ma le idee che sosteneva continuarono a circolare).

Cause di questi moti:

1.       causa economica: dal 46 al 48 in tutta Europa si sviluppò una crisi da sovrapproduzione.

2.       causa politica:Dal punto di vista politico l’Europa di quei tempi era suddivisa in due parti:

                -una parte più sviluppata dove vi erano conflitti politici più avanzati come l’Inghilterra, l’Olanda (non  

                 c’era lo straniero che occupava il territorio ecc.);

                -l’altra parte, sud-orientale di cui facevano parte Italia e Spagna, era più arretrata; in essa non si era

                 presentata ancora la rivoluzione industriale, infatti in Italia si verificò nel primo decennio del ‘900;

Dunque per spiegare i moti del 48, ai quali partecipò tutto il mondo del lavoro, bisogna unire la causa economica a quella politica, considerando che essa era diversa da stato a stato.

 

Stati toccati dai moti del 1848:

*FRANCIA In seguito all’insurrezione di Palermo, nel Febbraio del 48, si sviluppa una rivolta anche in Francia, a Parigi.

Al trono c’era Luigi Filippo d’Orleans il quale era costituzionale, ma favoriva l’alta borghesia e l’aristocrazia à così si creò il malcontento tra la bassa borghesia e delle classi popolari a causa della crisi economica. Dunque dalla parte del re vi erano alta borghesia e aristocrazia, invece schierati contro di lui vi erano: la destra cattolica,

                                                                                                           il centro liberale e

                                                                                                           la sinistra socialista.

Tra gli oppositori erano usuali banchetti, alla fine dei quali si tenevano comizi di ordine politico, ma nel Febbraio del 48 vennero vietati così si accese in breve tempo uno scontro rivoluzionario e il sovrano decise di scappare. Dunque venne proclamata la Repubblica in cui Albert, un operaio, riuscì a diventare ministro.

               |_questo governo provvisorio ma radicale: ▪ introdusse meno ore di lavoro,

                                                                             ▪ diritto di ognuno al lavoro,

                                                                             ▪ abolizione della schiavitù e della pena di morte.

                                                                             ▪In questo periodo vennero introdotti anche gli ateliers nationeau

                                                                              cioè fabbriche nazionali, in cui lo stato si fa imprenditore proprio

                                                                              per fronteggiare il problema della disoccupazione.

In seguito alle elezioni di Aprile, i moderati salgono al potere così vennero cancellate le riforme introdotte dai radicali, ma la forma di governo rimase la Repubblica.

                                               ↓

Nel Dicembre del 48 si svolsero altre elezioni per la presidenza della Repubblica vinte da Luigi Napoleone.

-Nel ’51 fece approvare una nuova costituzione, la quale affidava a lui stesso la carica decennale di presidente della Repubblica. Così riuscì ad ottenere il potere esecutivo nelle sue mani, mentre il potere legislativo venne affidato a tre organi diversi:

·          Senato

·          Consiglio di Stato

Entrambi non erano elettivi ma di nomina presidenziale, così Luigi Napoleone ebbe il modo di detenere anche il potere legislativo.

·          Corpo Legislativo, questo organo veniva eletto per mezzo del suffragio universale, ma esso non aveva potere.

-Il suo governo iniziò diventare autoritario, fino a quando nel Dicembre del ‘52 con un nuovo plebiscito si fa nominare imperatore dei francesi con il nome di Napoleone III. Questo nuovo impero istituito verrà chiamato secondo impero da lui stesso.

 

(In un secondo momento anche in Germania si afferma il potere autoritario di Bismarck: Francia ed Inghilterra seguono una traiettoria autoritaria, negli altri stati avremo figure liberali ma non autoritarie)

*GERMANIA Inizialmente la rivoluzione sembra avere successo e a Francoforte venne istituita un’assemblea che subito affrontò un problema importantissimo: l’unificazione della Germania à vennero trovate 2 soluzioni a questo problema:

1.       soluzione PICCOLO TEDESCA, la quale sosteneva l’unificazione della Germania sotto l’egemonia prussiana

                                           escludendo l’Austria;

2.       soluzione GRANDE TEDESCA, la quale sosteneva l’unificazione della Germania includendo l’Austria sotto

                                           l’egemonia dell’Austria stessa.

In quell’assemblea si decise per la soluzione piccolo tedesca e venne offerta la corona al sovrano prussiano Federico Guglielmo IV, esso però rifiuta la corona in quanto offertagli da rivoluzionari (lui era un re tradizionalista). Con questo rifiuto tutto salta: l’unità della Germania la realizzerà Otto Von Bismark con le 3 guerre.

 

*ITALIA (1° guerra per l’indipendenza italiana)

Scoppiò la rivoluzione a Palermo, poi il 17 Marzo 1848 il popolo insorse a Venezia, il cui governo provvisorio venne affidato a Daniele Manin, il 18 Marzo a Milano dove si verificheranno le famose “5 giornate di Milano”.

                                                                                                                                ↓

A Milano scesero in piazza donne, uomini, bambini e senza nessun aiuto, ottennero successo riuscendo ad allontanare gli austriaci, i quali erano capitanati dal generale austriaco Radetzky, che con tutte le truppe si allontana da Milano rifugiandosi nel quadrilatero delle 4 fortezze: Mantova, Peschiera, Verona, Legnago.

                                                           ↓

A questo punto i milanesi, il 21 Marzo, chiesero aiuto ai piemontesi, governati dai Savoia così Carlo Alberto re del Piemonte dichiara guerra all’Austria: i piemontesi varcano il Ticino.

[Proprio in questa circostanza Manzoni pubblicò “Marzo 1821”, ode patriottica che critica tutti coloro che aspettano l’intervento straniero ed esalta l’aspirazione del popolo italiano alla libertà.

Mazzini scioglie la “Giovine Italia”: egli spiegò che bisognava unire le forza per cacciare gli austriaci, non c’era tempo per dividersi tra repubblicani e non].

     |_Tutti gli stati (Gran ducato di Toscana, regno delle 2 Sicilie) mandano contingenti per aiutare i piemontesi àe così questa 1^ fase di guerra prese il nome di GUERRA FEDERALISTA, alla quale parteciparono un po’ tutte le regioni d’Italia e anche i volontari.                                               ↓

                                Carlo Alberto, che era anche temuto dai lombardi perché si pensava che si muovesse per annettere territori al suo stato, prima di vincere rallentò le operazioni non sferrando l’attacco definitivo. A questa ambiguità di Carlo Alberto si aggiunse anche la decisione del papa Pio IX: “In quanto padre di tutta la cristianità non posso permettere che le mie truppe combattano contro altri  cristiani (gli austriaci)” così lo Stato della Chiesa ritirò le sue truppe.

     |_Gli altri stati (gran ducato di Toscana e Regno delle 2 Sicilie) per paura di fallire si ritirarono à la guerra venne denominata GUERRA REGIA, alla quale partecipò solo lo stato piemontese.

                                                             ↓

Nel frattempo Radetzky era riuscito a ricevere i rinforzi, così partì un contro-attacco che portò alla sconfitta di Carlo Albero a Custoza, nella quale gli austriaci riuscirono a prevalere per l’arrivo di nuove truppe, Carlo Alberto è costretto a ritirarsi e ad allontanarsi da Milano à venne firmato l’armistizio di Salasco: i piemontesi si ritirano oltre il Ticino e la Lombardia ritorna nelle mani degli austriaci.

                                ↓

Successivamente ripartirono le azioni dei democratici, i quali non avevano intenzione di rinunciare all’indipendenza: insorge Firenze e insorge Roma → in queste città si forma una Repubblica provvisoria: Leopoldo di Toscana, re fiorentino e il Papa si rifugiano a Gaeta; in tutte e due le città sale al potere un triumvirato:

-Firenze: Montanelli, Guerrazzi e Mazzoni;

-Roma: Mazzini, Armellini e Saffi.

                                      ↓

Nel 1849 Carlo Alberto dichiarò ancora guerra all’Austria: i piemontesi vengono sconfitti a Novara e quindi dovettero sottostare all’armistizio di Vignale.

In quell’occasione si incontrarono Radetzky e Vittorio Emanuele II (figlio di Carlo Alberto, il quale aveva abdicato) → Ai piemontesi viene concesso ancora di mantenere lo statuto albertino (Piemonte = unico stato costituzionale).

 

Ma nel frattempo cosa successe alle altre città italiane che insorsero?

-Brescia insorse ma resistette solo dieci giorni

-Firenze fu la prima a cadere e nello stato fiorentino tornerà a governare Leopoldo.

-Roma venne attaccata da 3 contingenti europei che la chiusero in una morsa:

                          1_la Francia àmandò alcune truppe coordinate dal generale Oudinot

                          2_Regno delle Sicilie

                          3_Austria

(questi militari volevano la restaurazione della monarchia a Roma). Garibaldi guidava le truppe difensive.

Mentre le truppe nemiche entrarono a Roma il governo provvisorio continuava a scrivere una nuova costituzione, la quale non entrerà mai in vigore nonostante si rivelò la più avanzata tra quelle estese fino in quel momento à Mazzini verrà costretto ancora all’esilio e Garibaldi si allontanò da Roma e andò a dar man forte a Venezia.

                                                                                                                            |_venne attaccata sia via mare che via terra e all’interno della città si diffuse un’epidemia di colera. Nonostante il popolo veneziano fu sconfitto, ad esso fu reso l’onore delle armi e i capi andarono in esilio.

 

I moti del 48 furono chiamati anche PRIMAVERA dei POPOLI à questa denominazione dimostra il desiderio di rinnovamento dei singoli popoli, che però da nessuna parte poté adempirsi à fine 1^GUERRA DI INDIPENDENZA.

 

MOTI DAL ’50 AL ’75

Inizia un grande sviluppo economico interrotto nel 1873.

                           |_che porta alla 2^ rivoluzione industriale, caratterizzato:

-da un incremento produttivo mai visto;

-da un nuovo settore trainante: l’industria pesante.

-da uno sviluppo anche nel campo dei trasporti: “si rompe il collo di bottiglia” che rallentava lo sviluppo industriale, nella “pancia” si produceva tanto, ma l’inefficiente sistema dei trasporti ne limitava lo sviluppo à “si rompe il collo di bottiglia”  grazie ai nuovi sistemi di trasporto (ferrovie, battelli a vapore) ànel 1869 viene aperto il canale di Suez che ridona al Mar

                                                                                             Mediterraneo il controllo delle merci verso l’Oriente;

                                                                                          àvi è anche una velocizzazione nel passaggio delle

                                                                                             informazioni grazie al telegrafo.

-a livello culturale questa rivoluzione è accompagnata dal positivismo = esaltazione della scienza, tecnica, industria, capitalismo (Saint Simon à posto come antesiniano del positivismo) e dal Marxismo = che li critica.

Dalla rivoluzione del ’48 deriva una rivoluzione di tipo più moderato:

-in Francia e in Prussia il moderatismo si rivestì di autoritarismo;

-in Italia (Cavour) e in Inghilterra il moderatismo si rivestì di liberalismo, riformismo.

 

*INGHILTERRA: È la nazione più avanzata dal punto di vista della legislazione. Questo per l’Inghilterra è il regno della regina Vittoria ed è definito “periodo d’oro” poiché costruì un immenso impero coloniale.

                |_La caratteristica che rende l’Inghilterra più avanzata rispetto le altri nazioni è il comportamento lungimirante delle classi dirigenti, che allora erano divisi in Tories e Whigs, i quali erano aspri nemici politici poiché i primi rappresentavano il mondo agrario ed erano più conservatori e gli altri il mondo industriale.

                                |_entrambi i partiti, pur facendo ognuno i propri interessi, su alcune questioni di importanza nazionale ebbero la capacità di portare avanti un discorso comune:

       |_Nel 1846 Robert Peel (Tories) fece una riforma che portò all’abolizione delle corn laws = leggi protezionistiche che impedivano l’importazione del grano, eliminando così la concorrenza straniera à queste leggi favorivano l’agricoltore; ma poiché riteneva che abolirle fosse per il bene comune, siccome si sarebbero aperti gli scambi con gli altri paesi, le abolì nonostante andò contro all’interesse del suo ceto di riferimento.

                                                 ↓

Anche nella 2^parte del secolo vi fu un’alternanza dei 2 partiti:

·         Liberali (Whigs) QUOTE   Palmerston e Gladstone

·         Conservatori (Tories) QUOTE   Derby e Disraeli

|_Nel 1867 il governo conservatore approva la “Second Reform Act”, insieme di leggi che:

-          prevedevano la scuola elementare obligatoria per tutti;

-          laicizzavano l’istruzione universitaria (i professori non devono più obbligatoriamente fare una professione di fede);

-          stabilivano un concorso pubblico per l’accesso ai ruoli della pubblica amministrazione;

-          prevedevano che una qualunque legge che fosse stata approvata per 2 volte consecutive dalla Camera dei Comuni (prevalenza borghese) sarebbe entrata in vigore anche con l’opposizione della Camera dei Lords. à POTERE MAGGIORE ALLA BORGHESIA

*FRANCIA: La Francia proveniva da un periodo di guerre quindi il suo unico desiderio era quello di un periodo di pace à infatti, Napoleone III, nonostante il suo fu un comportamento autoritario, non fu visto come un despota che stava togliendo loro la libertà, perché ai francesi importava solamente che qualcuno garantisse loro un periodo di pace.

             |_egli infatti seppe farsi amare portando avanti un progetto di grandi lavori pubblici con i quali assorbì parte della disoccupazione, dando lavoro al popolo nel periodo di crisi attraverso la costruzione di ferrovie, trafori, viali rettilinei = boulevars, ecc.

            |_Ma la politica che egli aveva intrapreso lo portò a combattere in molte guerre e questo non piacque al popolo francese: nel 1853 vi fu infatti la guerra di Crimea (la Francia entrò in guerra nel ’54).

                                                             ↓

Si trattava della solita questione d’Oriente della progressiva crisi dell’imepro turco-ottomano:

-la Russia si stava espandendo e aveva occupato i regni di Moldavia e Baldacchia (territori ottomani);

-il sultano chiede alla Russia di abbandonare quei luoghi altrimenti avrebbe dichiarato la guerra;

-la Russia si rifiuta ed ebbe inizio la guerra tra Russia e Turchia;

-Francia che l’Inghilterra speventate si alleano con i Turchi e chiedono anche all’Austria di unirsi, ma questa preferisce rimanere neutrale e impedisce inoltre il passaggio delle truppe di Francia ed Inghilterra sul suo territorio, così sono obbligati a combatte a Crimea, penisola sul Mar Nero.

-Successivamente Francia ed Inghilterra chiedono rinforzi al Piemonte e Cavour, primo ministro, mandò un contingente militare piemontese à egli dovette convincere il governo parlamentare: egli aveva pensato che in caso di vittoria avrebbe potuto chiedere appoggi per essere aiutato contro l’Austria (lungimiranza diplomatica di Cavour). 

-Inghilterra e Francia escono trionfanti dalla guerra, ma la Russia non venne sconfitta definitivamente (vittoria di Sebastopoli): venne fatto un armistizio.

-nel 1856 si tiene il Congresso di Parigi, al quale partecipa anche Cavour e nel quale:

· La Russia abbandona i territori occupati;

· Il sultano turco si impegna a concedere anche ai sudditi cristiani le stesse libertà dei sudditi musulmani.

· Cavour al congresso di Parigi può finalmente presentare la situazione del’Italia e chiedere aiuto.

                                                  ↓

Il successo portò Napoleone III ad essere amato un po’ di più dal popolo italiano, ma c’erano ancora degli oppositori à uno dei quali, Felice Orsini, attentò alla vita di Napoleone III, causando una strage senza però riuscire ad ucciderlo. Prima di essere giustiziato lasciò a Napoleone una lettera nella quale gli chiedeva di aiutare l’Italia. Questo fatto lo convinse in parte ad allearsi con l’Italia contro l’Austria: nel ’58 vi è un incontro segreto a Plombiers tra Napoleone III e Cavour per stipulare questa alleanza.

*GERMANIA: La Prussia inizialmente era un Ducato, ma con i trattati di Utrecht (1713) e di Rastadt (1714) erano nati 2 nuovi regni: -il Regno di Prussia

                  -il Regno di Sardegna à (motori unificanti per le rispettive aree = protagonisti dell’unificazione della

                                                        Germania e dell’Italia)

In Prussia dominavano gli Junker, ossia nobili proprietari di terre di antica carica militare, i quali governavano in una struttura di tipo autoritario à si sentiva forte l’esigenza dell’unificazione.         ↓

                                                                                                         Nel 1861 divenne nuovo re di Prussia Guglielmo I di Hohenzollern (discendente del Barbarossa), il quale aveva intenzione di riformare l’esercito ma il Parlamento non glielo permise, così nel 1862 affidò la carica di cancelliere a Otto Von Bismark, uno Junker, il quale non tenne per nulla conto del Parlamento e approvò le riforme militari; e diventato capo del governo si pose subito come scopo l’unificazione della Germania, dichiarando: “La Germania sarà unita non con i trattati diplomatici, ma col ferro e col sangue”.                         ↓

                La Germania però era ostacolata da 2 potenze:

1)      Austria che voleva unificare sotto di sé la Germania;

2)      Francia che non voleva che oltre i confini del Reno si formasse una potenza unita che avrebbe potuto mettere a rischio la potenza francese.

 

_Prima delle guerra contro queste due potenze, la Germania combatté insieme all’Austria contro la Danimarca poiché la Prussia si era impossessata dei due suoi territori di Schlewig e Holstein, che avevano una forte componente di lingua tedesca e volevano unificarsi alla Germania (Sclewig all’Austria e Holstein alla Prussia).

 

_Nel 1866 iniziò la guerra tra Austria e Prussia.

                   |_l’Italia, che si era già unificata, si alleò con la Prussia e, anche se in battaglia l’Italia (3° guerra per l’indipendenza italiana) subì molte perdite, la Prussia riesce a sconfiggere l’Austria a Sadowa (in Germania) e l’Italia viene premiata con il recupero del Veneto (ma l’Austria lo cederà a Napoleone III che lo darà all’Italia per simboleggiare che non ce lo siamo meritati; nel 1870 ci verrà restituita anche Roma).

 

_Con questa guerra Bismark riesce a eliminare uno dei suoi ostacoli; ora Bismark provoca la Francia:

Si era reso vacante il trono di Spagna in seguito alla morte del sovrano Carlo II; egli aveva proposto come suo erede un parente del re di Prussia à questa parentela intimorì Napoleone III che vide la Francia circondata.

                                                                               |_Napoleone III chiede al re di Prussia di convincere il suo parente a rifiutare l’offerta e il re capisce la situazione e accetta. Napoleone III per essere più sicuro invia un ambasciatore a Hemes, località balneare, dal re di Prussia. Il re di Prussia invia poi un dispaccio (=telegramma) a Bismark come informativa, ma questo prima di pubblicarlo ne modifica i toni così da risultare offensivo nei confronti dei francesi.

                     |_Napoleone offeso, cede alla provocazione e dichiara guerra alla Prussia, che si concluse nel 1870 con la battaglia di Sedan, nella quale la Francia venne sconfitta.

Conseguenze  molto gravi per la Francia:

-crolla il 2˚ impero e viene proclamata la Repubblica;

-deve cedere i territori dell’Alsazia e della Lorena e permettere che alcuni territori siano occupati;

                                                     ↓

Il 18 marzo 1871 il popolo parigino insorge per queste condizioni a cui deve sottostare.

Le ragioni di questa rivolta sono varie:

▪Lo spirito nazionale offeso per la perdita di parte del territorio;

critica nei confronti del governo repubblicano che ha accettato le richieste;

▪motivo socio-economico.

Il governo repubblicano di rifugiò a Versailles e borghesia e proletariato si allearono formando un governo comunale, denominto “Comune di Parigi” (è il 1˚ tentativo riusciuto nella storia di creare uno stato socialista), la quale lanciò un appello alle altre città poiché era necessario creare tanti comuni ed arrivare ad una confederazione.

      |_Il nuovo governo, di prevalenza socialista (proletariato) decise di:

-diminuire gli orari di lavoro;

-nazionalizzare le industrie dai proprietari durante la rivoluzione.

                                                |_ questa idea di abolizone della proprietà privata spaventò molto la borghesia, che fino adesso aveva appoggiato l’insurrezione à il fronte della comune così si indebolì.

                                                               ↓

Il governo francese repubblicano, guidato da Thiers, si prepara per la rivolta e riesce a convincere Bismark a liberare 100.000 uomini imprigionati durante la guerra, ultilizzandoli per assediare Parigi à ci fu una strage di 20.000 morti con seguente crollo della comune à torna il governo repubblicano e inizia così la 3° repubblica francese. [1^ à Robespierre; 2^ à ’48; 3^ à questa; 4^ à fine della seconda guerra mondiale; 5^ 1958]

La Prussia è finalmente libera di unificarsi e ciò avvenne Così nella reggia di Versaills nel 1870  ci fu l’unificazione della Germania con la proclamazione del 2˚ Reich (=impero), sotto l’egemonia della Prussia e con l’eliminazione dell’Austria. Il re di Prussia diventa imperatore e Bismark cancelliere del re.

 

*RUSSIA (vedi pag. 3 situazione della Russia: potenza arretrata poiché l’economia era basata sull’agricoltura; contadini senza diritto né civile né politico).      ↓

(1)                                      Quando il potere passo nelle mani dello zar Alessandro II (successo a Nicola I), i problemi vennero in parte risolti: nel 1861 venne abolita la servitù della gleba (almeno sulla carta, ma le condizioni dei contadini rimasero uguali) e il nuovo sovrano fece anche approvare una riforma agraria in cui costringe i grandi proprietari a cedere parte delle loro terre ai contadini.

                                                      |_I territori erano destinati agli ex-servi della gleba venivano tolti ai nobili, ma tali terre non vennero assegnate al singolo contadino direttamente dallo stato, ma passavano prima nelle mani del MIR, una struttura collettiva che aveva il compito di distribuire i territori da coltivare all’interno del suo villaggio (terre date ai contadini come usufrutto) si rivelò un fallimento poiché le terre non bastavano al sostentamento.

                                                                     

(2)Proprio per la mancanza di diritti, dei quali i cittadini non godevano, si sviluppò una grande opposizione che prese il nome di POPULISMO: movimento di solidarietà nei confronti del popolo. Esso si sviluppò anche nelle classi più agiate: i giovani aristocratici si sentivano in colpa per i lori averi, eccessivi rispetto a quelli del popolo, e andavano persino ad aiutare i contadini a coltivare la terra. Riguardo a questo movimento populista possiamo citare i due leaders: Herzen e Cernysevsky.                     ↓

                      La parola populismo, che indicava qualcosa di positivo, con il passare del tempo assunse una connotazione negativa: il leader viene visto come colui che fa finta di difendere il popolo, viene eletto dal popolo stesso, ma una volta al potere fa gli interessi delle classi più agiate facendo finta di far valere l’interesse del popolo.

 

(3)In questo periodo, in Russia, nacque anche l’ANARCHISMO grazie a Bakunin (a livello teorico Proudhon anticipa l’anarchismo), questo leader visse anche in Italia e riteneva il nostro paese fosse in una condizione idonea per l’avvento di una rivoluzione.

Differenze tra anarchismo e socialismo (o populismo o marxismo):

1.       individuazione del soggetto rivoluzionario: -Marx lo individuava negli operai;

 (coloro che dovevano far la rivoluzione)       -anarchici nei contadini.

2.       In seguito alla rivoluzione il marxismo sosteneva dovesse riformarsi uno stato (che si sarebbe dissolto in un secondo momento di maggior stabilità); mentre per gli anarchici lo stato avrebbe dovuto dissolversi e rimanere solo piccole comunità confederate.

                                                 ↓

Nei paesi come l’Italia e la Spagna si diffuse prima l’anarchismo e poi il socialismo; per quanto riguarda l’anarchismo e il nostro paese possiamo citare Andrea Costa, il quale successivamente passò al socialismo e riuscì a farsi eleggere anche in Parlamento.

 

*ITALIA: Si completa il nostro Risorgimento (‘50-‘75)

Dopo il trattato do Vignale del ’48 gli Austriaci consentono al Piemonte di tenere lo statuto albertino (il Piemonte è l’unico stato costituzionale in Italia e per questo molti intellettuali e poeti italiani cercano rifugio lì).

Dal ’49 al ’51 le cariche amministrative sono così disposte in Piemonte:

-capo del governo: D’Azeglio (1˚ministro)

-ministro delle finanze: Camillo Benso conte di Cavour

Leggi contro la Chiesa:

▪Nel ’50 vengono proposte in Parlamento e approvate, nonostante il dissenso dei ceti conservatori e del clero, le “Leggi Siccardi”, le quali estendevano la giurisdizione dello Stato anche nei confronti degli ecclesiastici (abolivano i tribunali ecclesiastici, il diritto di asilo dei conventi).

▪Fu proposta una legge che prevedeva la nascita del matrimonio civile, ma in questa occassione fu il re in persona a opporsi e quindi non venne approvata.

 

Nel 1852 venne nominato dal re come 1˚ministro Cavour (fino al 1861, sua morte e unificazione di Italia), il quale portò avanti una “politica del connubio”, ossia una sorta di alleanza tra centro sinistra, con leader Urbano Rattazzi e centro destra, con leader lui stesso (le fazioni più moderate).

                                                          ↓

_Cavour cercò di modernizzare lo stato piemontese proponendo delle riforme e andando contro anche lui alla Chiesa: nel ’52 vennero presentate delle leggi che scioglievano gli ordini religiosi parassitari per confiscarne le proprietà à ciò provocò la crisi calabiana (vescovo di Monferrato): il re si schierò con il clero e Cavour indignato si ritira, ma poi la legge viene leggermente modificata e quindi decide di tornare.

 

_Cavour cercò specialmente di inserire il Piemonte nella rete dei rapporti sia politico-diplomatici sia economici dell’Europa, perché aveva la speranza di trovare nelle altre potenze quelle alleanze che gli sarebbero servite per la guerra contro l’Austria: -economico: sottoscrive una serie di trattati commerciali con altre potenze europee;

                        -politico-diplomatico e militare: si unisce alla Francia e all’Inghilterra nella guerra di Crimea.

                                                                                             |_’58 à accordi di Plombieres, contenuti:

-          Napoleone III si impegnava ad aiutare il Piemonte nella guerra contro l’Austria a condizione che fosse l’Austria ad attaccarlo;

-          In cambio la Francia avrebbe ottenuto Nizza e la Savoia;

-          Era prevista anche un assetto politico dell’Italia (divisa in 3):

1)     il regno settentrionale destinato ai Savoia;

2)     il regno centro-settentrionale sotto l’influenza francese (affidato a Gerolamo Bonaparte)

3)     il regno del sud alla Francia

             ↓

Il Piemonete cerca di indurre l’Austria a dichiarare guerra: -rinforza l’esercito;

                                                ↓                                   -confini del Ticino.

L’Austria invia al Piemonte un ultimatum chiedendo al Piemonte di ritirare le armate, altrimenti avrebbe dichiarato la guerra à il Piemonte rifiuta à ’59 si apre la 2˚guerra per l’indipendenza italiana.

                                                    ↓

Nei territori della Toscana e dell’Emilia, dove avrebbe dovuto nascere quello stato filo-francese, partono delle insurrezioni poiché volevano essere annessi al Piemonte à ciò raffredda Napoleone III che viene indotto a cessare la guerra (altro motivo àPrussia).                      ↓

                                      Napoleone firma l’armistizio di Villafranca con l’Austria riconoscendo al Piemonte solo una piccola parte di Lombardia, non mantenendo i patti di Plombiers. Cavour si rimette, ma poi ritorna (stallo diplomatico), poiché la Francia rischiava di tornare a casa a mani vuote, proponendo a Napoleone III di rinunciare allo stato filo-francese permettendo che nei territori insorti si tenessero i plebisciti in cambio di Nizza e di Savoia. 

                                                          ↓

Così nel ’59, in seguito ai plebisciti si ottenne il 1˚nucleo di unità d’Italia: Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia.

                           ↓

A questo punto si ferma l’iniziativa dei moderati (di Cavour) e parte quella dei democratici (dei mazziniani); nel ’60 parte un’insurrezione (di venatura separatistica) in Sicilia, a Palermo, la quale fu subito sedata, ma fece in tempo a divagare in tutta la Sicilia.                                                                |_Il popolo, il cui leader era Francesco Crispi, sapendo di

                                non avere la forza di abbattere i Borboni, chiesero aiuto ai “fratelli” del Nord, chiedendo a Garibaldi di intervenire à partì così la “spedizione dei mille” con il consenso di Vittorio Emanuele I ma con il dissenso di Cavour, poiché sapeva che sarebbero giunti fino a Roma dove a protezione del Papa ci erano le armate francesi.

                                                           ↓

Nonostante il suo dissenso, nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860, Garibaldi partì con le “camicie rosse” (patrioti provenienti da ogni parte di Italia, specialmente da Bergamo, appartenenti a tutti i ceti sociali à esercito disorganizzato) da Quarto e giunge a Marsala accolto con grande entusiasmo dai “picciotti siciliani” à che vedevano in lui un liberatore non solo politico (dai Borboni) ma anche economico-sociale (dalla loro difficile situazione di vita).

                                                 |_appena arrivato, infatti, fu nominato “Dittatore dell’isola” e per stimolare i giovani siciliani ad arruolarsi distribuì parte delle terre a chi si arruolasse à tali riforme aggravarono quell’equivoco iniziale, ossia che si trattasse di una ricoluzione sociale (invece solo politica).

                                                                ↓

Questo modo di vedere Garibaldi spinse il popolo a insorgere contro i potenti in modo cruento e lo stesso Garibaldi si trovò costretto a reprimere queste rivolte poichè per il suo scopo era necessario l’aiuto delle classi dominanti, non solo delle masse. (Nino Bissi). Il successo di Garibaldi cresceva sempre di più fino alla completa liberazione della Sicilia dai Borboni.                                                         ↓

                                                       Garibaldi continuò il suo cammino, attraverso le stretto per giungere in Calabria  e poi a Napoli, la quale sentondo il successo dei garibaldini si era già liberata da sola.

                                                                ↓

Nel frattempo le preoccupazioni di Cavour e ora anche di Vittorio Emanuele I iniziarono a farsi sentire, poiché Napoleone III minacciava di intervenire. Il re si trovò così obbligato a condurre di persona un’armata per fermare Garibaldi. Durante il tragitto liberò le Marche e l’Umbria, salta Roma e va dritto verso le truppe di Garibaldi a Teano il 26 ottobre del 1860: lo scontro tra i due eserciti fu evitato dalla “professionalità” di Garibaldi, il suo unico interesse era quello di unificare l’Italia, e lasciò il suo esercito e le terre liberate in mano al re Emanuele II. Inseguito in tutte le terre liberate venne effettuato un plebiscito e quindi tutte le terre vennero ammesse al Piemonte. 17 MARZO 1861 VIENE PROCLAMATA LA NASCITA DEL REGNO DI ITALIA.       ↓

                                                              In seguito all’unificazione i garibaldini furono trattati male, non gli permisero di entrare a far parte dell’esercito piemontese poiché si temeva potessero diffondersi nuclei repubblicani in tutta Europa.

 

 

 

L’ITALIA DOPO L’UNIFICAZIONE

L’Italia si unificò nel 1861 ma non molti erano pronti a scommettere sulla tenuta di uno stato unitario; infatti il nuovo stato si trovava ad affrontare problemi di grande difficoltà.

Come si presentava l’Italia appena dopo l’unificazione?

1*_come uno stato arretrato prevalentemente agricolo (agricoltura “a grano e pecore” ad accezione della Pianura Padana dove c’era un’agricoltura meno arretrata) con una struttura industriale quasi inesistente (escludendo Milano, Torino e Genova dove si era formato un triangolo industriale);

2*_come un paese frammentato: -da un punto di vista territoriale-geografico, privo di un mercato nazionale a

                                                  causa della mancanza di efficaci collegamenti a livello stradale tra Nord e

                                                  Sud (l’Italia predisponeva di una linea ferroviaria lunga 2000km che non

                                                  collegava però nord e sud (l’Inghilterra invece ne aveva una di 17000km);

                                                 -da un punto di vista amministrativo (diverse monete, diversi regolamenti di

                                                  polizia, di amministrazione in generale).

I problemi principali erano:

 

-il problema di un’unificazione non ancora completa; infatti nel ‘61 mancavano ancora i seguenti territori:

Roma, entrerà a fare parte del territorio italiano il 20 Settembre 1870 con il famoso episodio della “Breccia di Porta Pia” (non era entrata subito a far parte del territorio italiano perché il Papa non voleva rinunciare al suo potere temporale);

Veneto, con la 3° guerra di indipendenza italiana, 1866;

Trento e Trieste, con la fine della 1° guerra mondiale.

 

-il problema dell’analfabetismo: al Nord questo problema era esteso sul 70/75% della popolazione, al Sud toccava punte più alte (85/90% della popolazione); infatti erano molto diffuse i dialetti locali (il privilegio di saper parlare e scrivere in italiano era riservato solo ai membri delle classi più agiate (frammentazione linguistica).

 

-il problema della questione meridionale: vi era una grande differenza di sviluppo tra Nord e Sud in ambito economico-sociale e di legislazione.       ↓

                                                     Tale problema era aggravato dalla delusione del Sud, che con l’unificazione non aveva ottenuto alcun vantaggio (“Gattopardo” à erano rimasti a capo i soliti potenti che si erano alleati con i Piemontesi). à questo malcontento generò la diffusione del brigantaggio (fenomeno di massa).

                                                                                         |_Questo problema fu affrontato quasi con una guerra civile dal ’61 al ‘65 in cui vi furono migliaia di morti; ma lo stato non affrontò mai le cause del problema e non toccò gli interessi dei grandi proprietari agrari meridionali: infatti lo stato non cercò di risolvere il problema ma solo di reprimerlo à negli anni a seguire vi fu un sentimento di rassegnazione verso la povertà meridionale.

          |_Nel ‘63 con la “Legge Pica” vennero istituiti i tribunali speciali per i briganti (legge militare).

             |_Nel ’67 fu tentata una riforma agraria a danno della Chiesa: furono sciolti gli ordini religiosi parassitari e furono incamerate le loro terre per venderle ai contadini, i quali però non poterono comprarle e quindi finirono ai grandi proprietari.

 

-il problema del forte deficit di bilancio dello Stato (le uscite superavano le entrate): il nuovo Stato aveva ereditato gli indebitamenti degli stati precedenti e così si trovava a dover pagare tutte le spese di guerra e le spese dovute alla costruzione di infrastrutture, strade, ponti, trafori.

 

-il problema politico-elettorale: vi era una legge elettorale censitaria (era necessario avere un certo reddito per poter votare) in cui votava solo il 2,2% della popolazione (su 26 milioni di abitanti àla stragrande maggioranza non aveva diritto di voto); ne conseguiva che le classi popolari non avevano un rappresentanza in Parlamento. 

                                                              ↓

 Vi erano 2 partiti politici, che erano espressione del 2,2% della popolazione e quindi provenivano da una ristretta elitè di votanti:

1)      destra storica (conservatrice), della quale facevano parte i proprietari agrari, che difendendo i propri interessi, chiedevano una politica economica liberistica e proponevano una soluzione accentratrice per l’unificazione amministrativa del paese.

2)      Sinistra storica (progressista), della quale facevano parte i proprietari industriali, i quali difendendo i bisogni dei lavoratori, chiedevano una politica economica protezionistica (le industrie andavano protette dalla concorrenza) e proponevano una soluzione decentratrice per l’unificazione amministrativa del paese (affidare più potere agli ambiti locali).

                     ↓

Nel 1861 vi è la 1a elezione politica generale, nella quale vinse la destra storica, che governerà dal 1861 al 1876 (15 anni di governo della destra storica).

 

Il bilancio del governo della destra storica

La destra storica vuole continuare l’opera di Cavour, morto nel ’61:

 

1.       Vi fu un’unificazione amministrativa del paese attraverso la soluzione accentratrice: il potere fu dato ai prefetti, nominati dal governo, i quali rappresentavano lo stato a livello periferico.

2.       Vi fu una “piemontizzazione” in seguito all’estensione su tutto il paese dello Statuto Albertino (legislazione piemontese) e del sistema fiscale piemontese, a discapito della questione meridionale.

3.       Fu imposta la leva obbligatoria, che accrebbe il malcontento meridionale.

4.       Fu estesa la “Legge Casati” (prima in vigore soltanto in Piemonte) in risposta al problema dell’analfabetismo: tale legge rendeva per tutti obbligatori i primi due anni della scuola elementare; il problema dell’analfabetismo però rimase aperto e risolto solo in età giolittiana nei primi del ‘900.

5.       Si sviluppano reti di trasporto.

6.       Si risolse il deficit di bilancio, grazie alla tassa sul macinato, che colpiva la povera gente: parte del macinato agricolo veniva lasciato allo Stato [di solito si considerava più giusta la tassazione diretta (irpef) à colpisce il reddito e di conseguenza in base a quanto è più alto il reddito paghi di più, rispetto alla tassazione indiretta (iva) à colpisce i consumi]. La destra annunciò il risanamento del bilancio nel ’76, anno che concise con la caduta stessa della destra.

7.       Nel ’66 il Veneto entra a far parte dello Stato Italiano in seguito alla 3° guerra di indipendenza, nella quale l’Italia partecipò contro l’Austria alleandosi alla Prussia.

8.       Nel 1870 anche Roma  entra a far parte dello Stato Italiano.

                         

                  In precedenza si aprì la cosiddetta questione romana: Roma era da sempre considerata come naturalmente destinata ad essere capitale d’Italia; ma ciò era ostacolato dalla presenza del Papato e dall’attaccamento di esso al potere temporale (già Cavour, prima di morire, aveva detto che portare avanti l’unificazione dell’Italia sarebbe stato più difficile delle guerre d’indipendenza à il suo motto era “libera chiesa in libero stato”: la chiesa è libera di esercitare la sua funzione, ma deve sottostare alle leggi dello stato italiano)

        |_Nel ’62, Urbano Rattazzi (che apparteneva alla sinistra à + disponibile) permise che Garibaldi arruolasse volontari in Sicilia per una marcia su Roma à questa divenne una questione internazionale poiché Napoleone III minacciava di intervenire a favore del Papato: Garibaldi attraversò lo stretto di Messina e arrivò in Calabria (Aspromonte); Napoleone III minaccia di intervenire, Rattazzi si deve dimettere e fu mandato l’esercito dello Stato contro l’esercito di Garibaldi à lo scontro avvenne in Aspromonte: Garibaldi viene ferito ad una gamba e si ritira a Caprera, dove aveva una piccola tenuta.

        |_Nel ’64 lo stato italiano firmò con quello francese la “convenzione di settembre”, che prevedeva:

         -il ritiro del contingente francese da Roma, ma la garanzia di protezione di Roma e del Papa;

                      -lo spostamento della capitale da Torino a Firenze (capitale Firenze).

        |_Nel ’67 Garibaldi organizzò un’altra spedizione: per aggirare la convenzione organizzò un’insurrezione interna a Roma, per poter intervenire a sedarla su richiesta del popolo romano à l’insurrezione fu sedata, ma Garibaldi marciò lo stesso su Roma; un contingente francese intervenne e si scontrò con Garibaldi a Mentana.

        |_Nel ’70 Napoleone III venne sconfitto a Sedan e crollò il 2° impero franceseà così il 20 Settembre del 1770 un gruppo di bersaglieri organizzarono la “breccia di Porta Pia”, le truppe papaline vengono sconfitte e Roma viene presa e il Papa si dichiara prigioniero dello Stato italiano (Roma capitale).

                                                  ↓

Nel ’71 viene approvata la “Legge delle guarentigie” (garanzie), la quale cercava di applicare il motto di Cavour “libera Chiesa in libero Stato”:

            -il Papa aveva sovranità nei piccoli territori,

            -poteva esercitare le sue funzioni,

           -veniva riconosciuta una dotazione annua (2 milioni di lire) per il mantenimento economico della Chiesa.

                                                ↓

Cavour, prima di morire, mandò emissari, e anche gli eredi, ma il Papa non ne volle sapere (solo nel 1929 con i “patti Lateranensi” la frattura tra Stato e Chiesa verrà supertata (sotto i fascisti) [era una questione ideologica contro il liberalismo].                            ↓

                                   Nel ’64 Pio IX promulgò il sillabo = elenco di proposizioni che la Chiesa cattolica condannava (elenco di quelli che la Chiesa riteneva errori della modernità: libertà di pensiero, di stampa ecc.).

 

2a RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Negli anni ’50 inizia un grande sviluppo economico intervallato nel 1873 dalla grande depressione.

                                                 |_che porta alla 2^ rivoluzione industriale, caratterizzata:

-da un incremento produttivo mai visto.

-da un nuovo settore trainante: l’industria pesante (metallurgia, siderurgia e meccanica, non + tessile).

-dall’introduzione di nuove fonti di energia: il petrolio e l’energia elettrica

                               à grazie a quest’ultima nelle case l’illuminazione a gas viene sostituita da quella elettrica; 

                               à l’energia elettrica fu molto importante anche per le fabbriche, che poterono introdurre il

                                   motore elettrico.

-dall’utilizzo di nuovi materiali come la gomma e l’acciaio (una lega) grazie all’ideazione di una nuova macchina convertitrice che trasformava i metalli ferrosi in acciaio.

-dallo sviluppo dell’industria chimica (vengono perfezionati i coloranti chimici), dalla quale si svilupperà l’industria farmaceutica.

-da uno sviluppo anche nel campo dei trasporti: “si rompe il collo di bottiglia” che rallentava lo sviluppo industriale, nella “pancia” si produceva tanto, ma l’inefficiente sistema dei trasporti ne limitava lo sviluppo à “si rompe il collo di bottiglia”  grazie ai nuovi sistemi di trasporto (ferrovie, battelli a vapore):

                                                                             ànel 1869 viene aperto il canale di Suez che ridona al Mar

                                                                                Mediterraneo il controllo delle merci verso l’Oriente;

                                                                             àvi è anche una velocizzazione nel passaggio delle

                                                                                informazioni grazie al telegrafo e il telefono.

-a livello culturale questa rivoluzione è accompagnata dal positivismo = esaltazione della scienza, tecnica, industria, capitalismo (Saint Simon à posto come antesiniano del positivismo) e dal Marxismo = che li critica.

-verso i primi anni del ‘900 nelle fabbriche si diffuse il sistema del TAYLORISMO (esso prese il nome dall’ingegnere Taylor che ideò tale sistema), che:

                à velocizzò la catena di montaggio eliminando i cosiddetti “tempi morti”;

                àportò ad una parcellizzazione del lavoro: il lavoro viene suddiviso n tante piccole fasi.

                                                ↓

Ciò causò la diminuzione del lavoro e lo sfruttamento operaio e il conseguente fenomeno dell’alienazione: la mano d’opera dell’operaio perde valore, il suo salario si abbassa e lui stesso è facilmente sostituibile da un macchinario.                                 ↓

                          Questo sistema venne adottato per la prima volta nella fabbrica della Ford, la quale progettò un’auto che chiamò modello T (1a auto compoletamente costruita sulla catena di montaggio).

-vi furono la nascita di forme di monopolio e oligopolio: per poter mantenere una fabbrica servivano enormi quantità di capitali, di cui godevano soltanto i grandi imprenditori; con l’avanzare della rivoluzione i piccoli capitalisti non riuscirono più a sostenere i costi delle loro fabbriche e furono costretti a venderle ai grandi capitalisti à così le attività produttive si concentrarono delle mani di pochi, dei grandi capitalisti (oligopolio), che in alcuni casi degenerò fino ad arrivare al monopolio (le attività produttive sono addirittura nelle mani di un solo grosso capitalista).                     ↓

                                                             Lo stesso processo di concentrazione si verificò nel campo finanziario: i grandi produttori che avevano molte fabbriche, non avevanoa disposizione liquidi da investire, poiché i loro capitali consistevano nelle fabbriche e nei macchinari; così quando essi avevano bisogno di liquidi andavano a chiedere prestiti alle banche; avviene così la fusione tra capitale bancario e capitale industriale, da cui nacque il capitale finanziario (concentrazione in pochissime mani di un’ingente disponibilità di denaro).

         |_Di conseguenza molti volevano investire i loro capitali non solo nella loro città, ma anche in paesi dove la mano d’opera costava poco (Africa, Asia), permettendo così al fenomeno della delocalizzazione delle industrie di svilupparsi.

CRISI DEL 1873 & IMPERIALISMO

Nel 1873 vi fu una nuova crisi sia nell’agricoltura (arrivo in Europa del grano americano a basso costo à produttori europei in rovina perché fece concorrenza) sia nell’industria (crisi da sovrapproduzione).

              |_Questa fu una crisi profonda chiamata GRANDE DEPRESSIONE.

Come reagiscono le potenze europee?

Con l’imperialismo, ossia una nuova forma di colonialismo che, diversamente da quello precedente, vede l’intervento degli stati europei in prima persona sui territori afro-americani e asiatici, che non si limitarono ad aprire scali commerciali privati, ma occuparono militarmente questi territori creando in essi un impero; essi si impadronirono della materie prime di questi territori in modo che l’Occidente poté riuscire a superare la crisi grazie a queste risorse. Il capitalismo riguardò la maggior parte dei paesi europei, che si mobilitarono per crearsi un impero e portò così a creare contrasti tra le potenze capitalistiche stesse a causa della concorrenza (àquesta rivalità sfocerà poi nella 1a guerra mondiale).       

                                                        ↓     

L’imperialismo fu accompagnato da una nuova forma di nazionalismo, negativo in quanto esclusivista e di esaltazione della propria patria a discapito delle altre nazioni; esso si regge su alcuni miti irrazionali che giustificavano queste sottomissioni:

·          La superiorità biologica di una razza rispetto ad un’altra;

·          Guerra come bagno purificatore;

·          Violenza.

                    |_Benedetto Croce scrisse “Storia d’Europa” e disse: ciò che un tempo era considerato con disprezzo (violenza, guerra ecc.), ora viene esaltato come se si trattasse di qualcosa di esteticamente bello àla crisi del positivismo fu sostituita da questa irrazionalità, che prese il nome di decadentismo = esaltazione della sfera irrazionale, che portò ad una crisi dei valori.

Questi erano decenni di crisi, ma non per tutta l’intera popolazione; le classi borghesi possedevano ancora un certo tenore di vita à Bell’Epoque, caratterizzata dall’ottimismo, dalla spensieratezza ecc. 

                             

●In ASIA penetrarono: Inghilterra, Francia, Spagna, Olanda, Russia, America.

 

*INGHILTERRA

-l’India: gli inglesi già prima della crisi del ’73 governavano i commerci indiani con l’East Indian Company; proprio in questo periodo ci fu l’insurrezione dei Sepoys, in seguito alla quale gli inglesi incrementarono la loro presenza sul territorio e la trasformarono in una colonia: venne nominato un vice-re inglese che controllava la politica indiana e la regina Vittoria divenne imperatrice d’India.

-la Cina: era un paese molto arretrato, tradizionalista e chiuso al mondo occidentale, nel quale regnava la dinastia Ching (che però aveva preso il potere solo dal 1600, prima di essa governava la dinastia Ming). I primi ad arrivare in Cina furono gli Inglesi, che subito combatterono due guerre chiamate “guerre dell’oppio” (la prima durò dal 1840 al 1842, la seconda durò dal 1856 al 1860); in seguito ad esse vennero stipulati i due “trattati ineguali”, in seguito ai quali l’Inghilterra la costrinse la Cina a coltivare e a consumare l’oppio.

 

*GIAPPONE

-la Cina: nel 1894 il Giappone aggredisce la Cina ottenendo alcuni territori, tra cui la Manciuria; in seguito all’intervento giapponese la Cina fu dunque costretta ad aprirsi con il mondo occidentale e a lasciarsi sfruttare. Intorno al 1900 in Cina prese luogo la rivolta di Boxers, gruppo anti-occidentale xenofobo, i cui membri venivano chiamati “pugilatori della libertà”. Questa rivolta venne repressa dagli occidentali con il sangue (in questa situazione intervennero anche alcuni generali italiani).

                                              

*AMERICA

-il Giappone: anche lo stesso Giappone in quei tempi era uno stato arretrato, contrario a qualsiasi apertura con il mondo occidentale, che considerava corrotto.

            |_Il potere non era nelle mani dell’imperatore, considerato più che altro una figura rappresentativa, ma era nelle mani della famiglia aristocratica dei Tokugawa; essa governava il paese affiancata da un gruppo di funzionari, chiamati Shogun (infatti il sistema di amministrazione del Giappone era chiamato shogunato). Altre figure importanti erano i Samurai, che acquisteranno potere successivamente.

     |_Nel ‘53 le navi militari statunitensi si presentarono davanti al porto giapponese e minacciarono guerra allo stato nel caso che essi non avessero accettato di aprirsi ai commerci mondiali. Così il Giappone si aprì al commercio e reagì in maniera diversa rispetto agli altri paesi arretrati: iniziò ad imitare il mondo occidentale pur   conservando le loro tradizioni (questa duplicità è una caratteristica giapponese che contraddistingue quel popolo ancora oggi):   -non facendosi sottomettere

                      -avviando un processo di riforme politiche-economiche,

                      -introdusse alcuni istituzioni liberali.

I Giapponesi inoltre avviarono anche un processo di industrializzazione e così iniziarono a dover affrontare problemi tipici, come la crisi da sovrapproduzione che li portò a volersi espandere e a proseguire con una politica imperialistica à il Giappone aspirava a diventare la nazione egemone in Asia e a cacciare gli occidentali dal continente asiatico (come Monroe disse “l’America agli americani”, il Giappone diceva “l’Asia agli asiatici”).

 

*RUSSIA

-la Cina: i russi approfittarono delle rivolta dei Boxers per appropriarsi di alcuni territori cinesi, ma il Giappone intervenne à nel 1904 ci fu una guerra tra Giappone e Russia, dalla quale i giapponesi ne escono vincitori.

 

●In AFRICA penetrarono: Portogallo, Spagna, Olanda, Inghilterra.

 

*PORTOGALLO, SPAGNA, OLANDA

I primi a colonizzare l’Africa furono i portoghesi, i quali si appropriarono di alcuni suoi territori al tempo delle esplorazioni, quando Vasco da Gama circumnavigò l’Africa per trovare la via verso le Indie. Dopo i portoghesi in Africa arrivarono gli spagnoli e successivamente gli olandesi che si insediarono in Sud-Africa.

 

*INGHILTERRA

-il Sud-Africa: l’Inghilterra volle colonizzare il Sud-Africa, così nel 1899 si scontrò con i Boeri, discendenti degli olandesi, nella guerra anglo-boera, che vide la vittoria inglese in seguito alla quale gli olandesi furono costretti a ritirarsi e a spingersi verso nord.

-l’Egitto: gli inglesi arrivarono in Egitto, dove però nacque un’insurrezione capitanata da Mohammed Alì, il quale era detto Mahdi (cioè il profeta); tale movimento prese il nome di “movimento dei dervisci” (= poveri) e fu un movimento antioccidentale che non si diffuse solo in Egitto ma anche in altri stati come il Sudan.

                                    

*FRANCIA occupò la parte settentrionale dell’Africa (Algeria e Tunisia) e arrivò anche in Asia (Vietnam e Cambogia).

 

*ITALIA arrivò per ultima insieme alla Germania, poiché l’Italia non aveva né le forze militari né le forze economiche per poter colonizzare altri paesi. In seguito colonizzò l’Africa Orientale (Eritrea, Somalia, Etiopia) ma con poco successo.

 

*GERMANIA arrivò per ultima poiché Bismarck era contrario al colonialismo. Quindi solo dopo il 1890, dopo la morte di Bismarck la Germania si dedicò all’imperialismo.

 

Interpretazioni teoriche dell’imperialismo

Possiamo citare alcuni studiosi che vissero a cavallo tra l’800 e il ‘900, i quali elaborarono teorie sul fenomeno dell’imperialismo:

*Hobson à scrisse “L’imperialismo: uno studio”; era un socialista riformista (≠ da Marx che era rivoluzionario) appartenente alla Fabian Society. Egli individuava le cause dell’imperialismo nell’economia: l’imperialismo come conseguenza del capitalismo (“Se c’è una crisi da sovrapproduzione inevitabilmente si vanno a sfruttare altri paesi”).

*Lenin à scrisse “Imperialismo: fase suprema del capitalismo”; era un socialista rivoluzionario. Egli aveva una visione meccanicistica ed economicistica che lo portava ad affermare che il capitalismo evolve necessariamente in imperialismo.

*Fieldhouse à scrisse “Politica ed economia del colonialismo”; era un liberale che individuò le cause dell’imperialismo nella politica: ciò che mosse le nazioni europee all’imperialismo fu il desiderio di portare avanti una politica di prestigio (non negò completamente le cause economiche).

 

Organizzazione del movimento operaio

Durante il capitalismo si formano 2 classi: -la borghesia

                                                             -il proletariato (classe operaia, che cerca di difendere i suoi diritti).

                                                                         ↓

Il proletariato si organizzò a livello sindacale dando vita alle trade unions, che nacquero in Inghilterra e alle quali fu riconosciuto per la 1a volta nella storia il diritto di sciopero.

                                                                          ↓

Il proletariato si organizzò anche a livello politico dando vita ad organizzazioni: esempi sono la Fabian society, un movimento socialista riformista, e il Labour party, anch’esso con tendenze riformiste e non rivoluzionarie. Poi nacque il partito social democratico tedesco, del quale ne facevano parte un’ala rivoluzionaria ed un’ala riformista (di quest’ultimo partito è famoso il leader Bernstein, un riformista, che aveva portato avanti la revisione delle opere di Marx, interpretandole in modo riformistico).

Anche un partito socialista francese, guidato da Geusde e poi da Jaures (quest’ultimo assassinato alla vigilia della prima guerra mondiale).

Per quel che riguarda l’Italia e in Spagna si sviluppò l’anarchismo, il cui leader fu Bakunin, che tenterà di creare movimenti rivoluzionari insieme ad Andrea Costa e a Malatesta.

Successivamente in Italia nasce il Partito degli operai italiani a Milano (1883); poi il Partito dei lavoratori italiani    (1892), che diventerà il  Partito Socialista Italiano (PSI) (1895)                                  

                                     ↓

Questi partiti, per rendersi più forti, tentarono di unirsi anche a livello internazionale:

-nel 1864 ci fu la 1a internazionale (che si concluse nel 1876), che aiutava i singoli partiti e sindacati e fu caratterizzata da un duro scontro tra marxisti e anarchici (ad un certo punto gli anarchici verranno addirittura espulsi da tale assemblea). La prima internazionale, in seguito alla caduta della Comune di Parigi, entrò in crisi.

-nel 1889 si apre la 2a internazionale (che si concluse nel 1914), in cui domina il partito social democratico tedesco. In questa seconda internazionale si sviluppa il principio del PACIFISMO INTERNAZIONALE, che prevedeva una solidarietà tra tutti gli operai dei diversi paesi europei: essi non avrebbero mai lottato tra di loro in caso di guerra à tutti i partiti socialisti europei però, a parte il partito socialista italiano e il partito socialista russo, alla vigilia della prima guerra mondiale votarono in favore della guerra tradendo così questo principio di pacifismo internazionale.

 

La gravità della questione operaia fu tale che, non solo provocò l’interesse dei letterati e dei romanzieri, ma spinse tutti a prenderne coscienza, persino la Chiesa cattolica.

                                                                       |_E’ rimasta famosa un’enciclica scritta nel 1891 dal Papa Leone XIII, intitolata “Rerum novarum”, enciclica che costituiva una novità nell’atteggiamento della Chiesa (apertura verso le modernità). Essa condannava lo sfruttamento operaio e legittimò la presenza del Cattolicesimo Liberale: in questa lettera si affermava che il capitalista deve dare all’operaio la “giusta mercede” = il giusto guadagno.

 

GLI STATI UNITI D’AMERICA

Gli USA stanno diventando potenti e tra poco saranno la nazione egemone al posto dell’Inghilterra.

Prima della guerra di secessione (1861-1865) gli USA si trovavano in un periodo di:

-sviluppo nell’agricoltura e nell’industria

-completamento della conquista del West (i bianchi colonizzarono i pellerossa che avevano una loro cultura che venne

                                                            completamente distrutta à tribù nomadi e feticiste che si cibavano dei bisonti)

-contrasti tra              nord                                          e                                                        sud:

          ▪+ avanzati e sviluppati capitalisticamente                                    ▪avevano un’economia basata sull’agricoltura

          ▪contrari alla schiavitù (per un motivo di interesse:                       

          l’abolizione della schiavitù al sud avrebbe fatto sì che

          il lavoro degli schiavi sarebbe stato sostituito da quello

          dei loro macchinari)

          ▪volenti una politica protezionistica                                             ▪volenti una politica liberistica perché interessati 

                                                                                                          agli scambi.

          Una volta che uno stato superava un certo numero di abitanti, entrava a far parte della confederazione:

          ▪volevano incrementare il potere dello stato centrale                     ▪volevano concedere ai singoli stati maggiori

           (federale)                                                                                  libertà.

 

Così si svilupparono contrasti tra nord e sud fino a che nel 1860 venne eletto presidente degli Stati Uniti Abram Lincoln, di origini sudiste, il quale voleva l’abolizione della schiavitù.

     |_Gli stati del sud dichiararono la secessione ed elessero come presidente Jefferson Davis e proclamarono come nuova capitale Richmond, in Virginiaà scoppia così la guerra.

                       |_Gli stati europei appoggiarono il nord (per il fatto della schiavitù) che prevalse e vinse la guerra.

                                                                       ↓

Nel 1863 Lincoln abolì la schiavitù attraverso un decreto e quando nel 1865 venne assassinato da un fanatico, venne meno la personalità che avrebbe potuto garantire la pacificazione tra nord e sud.

               |_Negli stati del sud vi fu un forte risentimento che si riversò sui neri, che sulla carta erano liberi ma in realtà si trovavano in una forma di discriminazione razziale e venivano uccisi dal Kucuz Clun (aparthided).     

                                                                            ↓

                                    Gli Usa, superata la guerra civile, si aprirono alla politica imperialistica, diversa da quella degli altri paesi poichè gli Stati Uniti spesso si sono limitati ad occupare gli altri stati portando avanti “l’economia del dollaro”. Si espandono in direzione dell’America centrale e meridionale (viene completata e integrata la dottrina di Monroe).

       |_2 CASI DI INTERVENTO MILITARE DA PARTE DEGLI STATI UNITI:

-Nel caso di Cuba intervennero militarmente appoggiando il popolo contro gli spagnoli: Cuba diventerà uno stato indipendente, ma in esso subentrerà l’economia statunitense; più tardi si svilupperà a Cuba la terribile dittatura di Batista (abbattuta da Fidel Castro);

-Un altro intervento fu a Panama, dove completarono il taglio dell’Itzmo di Panama, iniziato dalla Francia; in cambio chiesero al governo colombiano di poter sfruttare il canale: il governo accettò ma il parlamento lo sconfessò, così gli USA intervennero militarmente e ottennero la possibilità di utilizzare il canale.

Successivamente si dirigeranno verso l’Asia.

 

L’EUROPA degli ultimi 25-30 ANNI dell’800

Ritroviamo come protagonista di tutta la politica e diplomazia Otto Von Bismarck, che assunse la carica di cancelliere del 2˚reich e con la politica che prese il nome di Real potitik cercò di mantenere quell’equilibrio in Europa che era la base dell’egemonia tedesca.

▪Il suo obbiettivo era quello di mantenere isolata la Francia, per non permetterle di cercare rivincite (la quale Francia rivoleva l’Alsazia e la Lorena e considerava la sconfitta di Sedan un’offesa).

▪In direzione di quest’obbiettivo tesse una rete diplomatica di alleanze, patti e trattati:

                -nel 1873 stipulò il patto dei 3 imperatori che vedeva l’alleanza tra Germania, Austria e Russia (Russia e

                 Austria erano in contrasto per i Balcani);

                -nel 1882 si allearono Germania, Austria-Ungheria e Italia (vi era un’inimicizia tra Italia e Austria poichè

                 l’Austria aveva ancora Trento e Trieste: per questo parte del popolo italiano vedeva quest’alleanza una cosa

                 negativa, mentre l’altra parte come positiva in quanto l’Italia avrebbe potuto sedersi al tavolo dei vincitori)

                 nella triplice alleanza.

In questo modo aveva un appoggio a Sud contro la Francia.

               -nel 1887 Bismark firma il patto di contro-assicurazione tra Germania e Russia alle spalle dell’Austria:

                Bismark prometteva ai russi terre dei Balcani (Austria interessata a questi territori) in cambio di neutralità nel

                caso di un attacco francese.

▪Nonostante questa rete diplomatica vi erano comunque contrasti in Europa:

               -Germania e Francia à per i territori dell’Alsazia e della Lorena;

               -Germania e Inghilterra à per il predominio sui mari;

               - Austria e Italia à per i territori di Trento e Trieste.

               -Austria e Russia à per i Balcani;

                                                      |_Una delle aree più calde di contrasto continuava ad essere il territorio dei Balcani, dominato dall’impero turco-ottomano, che era in crisi: nel 1874-75 parte un’insurrezione di questi paesi (anche la Bulgaria) contro l’impero turco-ottomano per ottenere l’indipendenza; la Russia interviene a loro favore e li libera, ma Francia ed Inghilterra, preoccupate dell’avanzamento russo intervengono a fianco dell’impero turco-ottomano.

                                                 ↓

Bismarck si fa promotore della convocazione del congresso di Berlino (1878), al quale partecipano molte nazioni e con il quale ripristina la pace confermando il suo ruolo di mediatore:

          -Russia à perde tutti i territori che aveva conquistato, i quali diventano indipendenti, ma comunque sotto il

                         dominio dell’impero turco-ottomano;

          -Francia à viene spianta da Bismark verso il Marocco (la distoglie dagli interessi europei);

          -Italia à non ottiene nulla “Politica delle mani nette” e vi sono forti polemiche;

          -Austria à ottiene di espandersi nei Balcani;

          -Germania à è quella che ne esce meglio.

 

Politica interna della Germania

▪La politica interna della Germania è una politica di equilibrio tra le classi sociali: la politica di Bismark prevedeva un’alleanza tra i ceti conservatori in funzione anti-socialista e anti-operaia (in Germania si stava formando il + forte partito social-democratico).                           ↓

                                   Si crea un blocco conservatore che vede l’alleanza tra gli Yunker (nobili proprietari terrieri prussiani) e i proprietari industriali, l’esercito e il clero.

 

▪Vengono approvate delle leggi eccezionali (1878) che limitavano le libertà costituzionali per reprimere il movimento operaio; contemporaneamente fece approvare le leggi moderne anche a favore degli operai (pensioni, assicurazioni per infortuni e malattie) à il tutto rientrava nella sua politica autoritaria e paternalistica: era disposto a concedere diritti agli operai a patto che essi rimanessero passivi, senza far rivoluzioni.

 

▪Esercitò anche una politica repressiva nei confronti dei cattolici perché il partito di centro (cattolico) si opponeva al suo autoritarismo àla repressione prese il nome di Kulturkampf (battaglia per la civiltà). I cattolici erano accusati di essere nemici dell’impero perché obbedivano ad un sovrano straniero, il Papa. Si verificano arresti e deportazioni del clero, i cattolici resistono, ma è Bismarck stesso a rinunciare a questa battaglia perché la sua preoccupazione per i socialisti era maggiore; così si allea con i cattolici per combattere contro i socialisti.

 

…come si arriva alla 1a guerra mondiale

La carica di cancelliere di Bismarck dura dal 1871 al 1890, anno in cui è costretto dal nuovo imperatore Guglielmo II a dare le dimissioni. Ciò fu dovuto a un motivo personale poiché Bismark era ingombrante dal punto di vista del prestigio e oscurava l’imperatore; ma il motivo predominante fu la contrarietà di Bismarck all’imperialismo. Prima delle dimissioni era stato costretto sotto pressioni del mondo industriale a fare qualche concessione, tant’è che arrivò lui stesso in Africa e in Asia.                                   ↓

                                       Si passa dalla Real politik alla Welt politik (welt=mondo), cioè la politica imperialista segnata da aggressività militare ed economica; accompagnata dalla “politica del dumping”, caratterizzata dalla vendita sotto costo delle merci all’estero per sbaragliare la concorrenza e dal conseguente aumento dei prezzi all’interno.

                          ↓

La Germania penetrò in Asia e in Africa entrando in contrasto con le altre potenze imperialistiche.

Con al morte di Bismarck viene meno quel quadro politico-economico che stava alla base della sua politica dell’equilibrio: Bismarck aveva cercato di evitare che la Francia stringesse alleanze per non dover combattere su due fronti in caso di guerra.                        ↓

                        Si irrobustisce il contrasto tra Francia e Germania per la contesa dei territori dell’Africa: la Francia si stava espandendo verso il Marocco;

         ë Guglielmo II si oppose à si recò in Marocco nel 1906, si dichiarò anti-francese e protettore degli africani;

                                                       ë la guerra viene evitata (1° crisi marocchina).

Nel 1911 la Germania invia una nave da guerra davanti alle coste del Marocco à la guerra viene evitata (2° crisi marocchina).                                        

                         In questi stessi anni alcune potenze continuarono ad essere interessate ai territori dei Balcani, sottostanti l’impero turco-ottomano: Russia e Austria.

Nel 1912 Monte Negro, Serbia, Grecia e la Bulgaria si ribellarono all’impero turco, appoggiati dalla Russia (1° guerra balcanica 1912-1913) à riuscirono ad ottenere l’indipendenza, ma questi stessi paesi litigarono per la spartizione del territorio ed in particolare per la Macedonia;

                          ë la Bulgaria dichiara guerra agli ex alleati per conquistare territori (1913-1914 à 2° guerra balcanica)

                                      à hanno la peggio i bulgari.

 

il Nazionalismo!

Il nazionalismo è quell’ideologia che accompagnò e giustificò l’imperialismo. Si diffuse in tutte le nazioni europee: in Francia prese il nome di boulangismo (da Boulanger, generale che aveva tentato un colpo di stato contro lo stato liberale) e in Inghilterra prese il nome di gingoismo (da “by Gingo” = “per Giove” à motto: per Giove andremo alla guerra); in Italia il nazionalismo si diffuse nei primi del ‘900.

 

In questo clima di razzismo si sviluppò l’antisemitismo (atteggiamento anti-ebraico). Un caso famoso riguarda l’episodio dell’ “Affaire Dreyfuse” in Francia: nell’esercito francese fu scoperto un caso di spionaggio militare a favore della Germania; venne individuato come capro espiatorio il generale Dreyfuse, di religione ebraica, e nonostante non fosse il vero colpevole fu condannato ai lavori forzati; ciò provocò una divisione in Francia fra innocentisti e colpevolisti tant’è che si arrivò ad un passo dalla guerra civile.                                      |_Le divisioni erano interne addirittura alle stesse

                                                                 famiglie e colpì anche gli intellettuali: “Emile Zola” scrisse un articolo

                                                        intitolato “J’accuse” nel quale denunciava questo processo di Dreyfuse.

 

Tale nazionalismo era interno anche alle stesse comunità ebraiche e prese il nome di sionismo: movimento che spingeva gli ebrei a tornare nella Terra Promessa ed ebbe come leader Herzl.

 

Si sviluppò anche quel fenomeno che i sociologi chiamano “nazionalismo delle masse”, ossia quel processo ideologico di mobilitazione delle masse con gesti coreografici (es. parate militari) che rappresentava la potenza unitaria della nazione e dava un senso di protezione all’individuo. Queste masse divenne lo strumento di dominio dell’imperialismo e l’individuo trovò in esse una sorta di coinvolgimento che dava sicurezza; ma in esse l’individuo si annulla e perde la personalità perché nella società di massa tutto viene unificato (individuo-massa). In “Psicologia delle folle” di Le Bon, l’autore dice che il modo di pensare della folla è diverso da quello dell’individuo, che talvolta è spinto a fare cose che non farebbe.

 

Furono gli anni dell’emancipazione delle donne (suffragette).

 

L’ITALIA degli ultimi 25-30 ANNI dell’800

Dal 1861 al 1876 l’Italia era governata dalla destra storica; tra il 1874-75-76 si notò un graduale spostamento di consensi dalla destra alla sinistra, che portò poi alla vittoria di quest’ultima nel 1876.

 

La crisi della destra fu parlamentare, interna alla destra stessa, causata da alcuni dissapori: si stava procedendo con la nazionalizzazione delle ferrovie à questo progetto di consegnare nelle mani dello stato le ferrovie era ritenuto strategico e la parte più radicale della destra storica era contraria a questo.

 

Nel 1876 inizia il governo della sinistra storica che presentava come leader Agostino Depretis, il quale già nel 1874 aveva presentato i punti fondamentali del programma della sinistra storica in un discorso elettorale a Stradella.

Il suo programma comprendeva:

·          Allargare il diritto di voto (allargare il suffragio);

                ë fu approvata la legge elettorale nuova censitaria (si passò dal 2,2% al 6,9% di votanti).

·          Rendere i primi anni di scuola elementare gratuiti, obbligatori e laici;

                            ë nel 1877 fu approvata la “legge Coppino” (ministro dell’istruzione) à vennero resi obbligatori i primi

                              due anni di scuola elementare (istruzione gratuita e obbligatoria);

                            ë nel 1859 era stata approvata la “legge Casati”, che era molto simile à entrambe non risolsero il 

                              problema dell’analfabetismo: c’erano poche scuole, difficilmente raggiungibili, pochi insegnanti e le

                              famiglie avevano bisogno del lavoro dei bambini (entrambe rimasero solo sulla carta).

·          Abolire la tassa sul macinato (odiata dalle classi più povere);

                ë fu abolita la tassa sul macinato, sostituita da altre tasse.

·          Avviare un’inchiesta parlamentare nelle campagne per individuare i problemi per un’eventuale riforma agraria;

                            ë l’inchiesta nelle campagne rivelò condizioni di vita misere: avevano solo ciò che serviva appena a

                              sfamare le famiglie, che furono colpite dal vaiolo e dalla malaria al sud, e al nord dalla pellagra;

                            ë nulla però fu fatto per la riforma agraria (=distribuzione delle terre ai contadini) che era nelle

                              Intenzioni, perché nessuno voleva toccare i possedimenti di alcuni grandi proprietari nel sud d’Italia.

·          Decentrare il potere e affidarlo agli enti locali.

                            ë il potere non fu decentrato per paura di una disgregazione.

 

Politica interna ed estera

La destra storica non tornerà più al potere, la vittoria della sinistra storica fu quasi definitiva, poiché gli esponenti di destra si sposteranno a sinistra ® sotto il governo di Depretis si sviluppò il fenomeno del trasformismo: tendenza dei deputati della destra a “trasformarsi”, cioè a schierarsi con la sinistra, con la maggioranza.

      ë si costituì una maggioranza troppo ampia, lasciando come minoranza la destra e la sinistra estrema, marginali, le quali non poterono costituire un’alternativa.                 

      ë così la sinistra portò avanti anche le esigenze della destra; non c’era più un’opposizione che potesse aspirare a salire al potere, per cui la sinistra non è più stimolata a governare bene.

 

Dopo il 1873 anche in Italia arrivò la crisi agricola: non fu una crisi delle industrie, ma dell’agricoltura, determinata dall’arrivo del grano americano a basso costo.

         ë questa crisi determinò anche effetti politici: siccome la crisi era causata dai prodotti stranieri, anche i proprietari agrari si convertirono al protezionismo (® prima la destra era liberistica per essere libera di commerciare e la sinistra protezionistica).                      ↓

                                   Vi fu una svolta protezionistica: si formò un’alleanza conservatrice tra gli agrari e industriali in funzione anti-operaia, anti-socialista (come in Germania tra junker e industriali).

       ë il filosofo Gramsci, che scrisse “Quaderni del carcere”, definì questa alleanza blocco agrario industriale.

Questo blocco chiedeva:  * una politica interna repressiva e autoritaria per frenare l’avanzata di idee socialiste;

                                     * una politica esterna imperialista.

Il leader di questo blocco conservatore, proveniente dalla sinistra mazziniana (partecipò alla spedizione dei mille, era Francesco Crispi.

 

Nel 1887 Depretis applicò la tariffa generale, che applicò dazi alle dogane per prodotti industriali e agrari.

         ë la Francia si oppose e nacque una guerra doganale tra Francia e Italia; si raffreddano così i rapporti tra i due paesi, mentre viene rinnovata la triplice alleanza (Italia, Germania, Austria).

 

Sotto Depretis avviammo una politica imperialista: l’Italia acquistò la baia di Assab nell’Africa orientale (vicino alla Somalia) attraverso la società di navigazione “Rubattino”.

                  ë il passo successivo fu l’occupazione del porto di Massawa, e da lì tenderemo a penetrare in Etiopia.

Nel 1887 veniamo attaccati da un esercito più grande del nostro e veniamo sconfitti a Dogali ® questo disastro provoca una crisi a Roma (nostro 1° approccio con l’imperialismo, fallito).

       ë E’ anche la data della morte di Depretis; al suo posto salirà al potere Francesco Crispi (sinistra radicale, mazziniana

         repubblicana).

 

L’Italia era un paese arretrato e in crisi, soprattutto per quanto riguarda i ceti sociali più bassi e poveri (crisi agricola) ® alla crisi aveva risposto con il protezionismo, che aveva avvantaggiato i ricchi proprietari.

       ë si creò una frattura tra paese legale e paese reale: il paese legale corrisponde alla classe dirigente, che non avvertiva i problemi del paese reale, che è il resto della popolazione.

                  ë a questa frattura si cercò di rispondere con 2 tentativi di soluzione:

                             * 1° tentativo: la politica autoritaria di Francesco Crispi del “pugno di ferro”: repressione nei

                                                   confronti dei lavoratori (blocco agricolo industriale);

                             * 2° tentativo: la politica di Giolitti (costituzione à età giolittiana).

 

●Crispi si fece leader di quel blocco di agrari-industriali, la cui politica era autoritaria e protezionistica e frenava l’avanzata dei socialisti. Era chiamato il “piccolo Bismarck”; il suo progetto comprendeva:

                                     * una politica interna repressiva e autoritaria per frenare l’avanzata di idee socialiste;

                                     * una politica esterna imperialista ed espansionistica.

                                                              ↓

                                             POLITICA ESTERA: l’Italia cercò diplomaticamente di penetrare nell’Etiopia, appoggiando un rash locale, Menelik, che grazie al nostro sostegno diventerà imperatore dell’Etiopia, ricambiando il nostro favore con il trattato di Uccialli, che riconosceva all’Italia: -il dominio in Eritrea

                                                                      -il protettorato italiano sulla stessa Etiopia.

Ci fu però un equivoco, in quanto ci furono 2 redazioni del trattato, una in lingua italiana e una in lingua amarika che presentavano alcune differenze.

                                                                          Crispi:

(1)rafforzò il potere esecutivo a discapito di quello legislativo,

(2)ci fu una diminuzione della libertà (es. di associazione),

(3)rafforzò i poteri del prefetto di elezione governativa, per aumentare il potere centrale del governo a discapito degli enti locali (come Bismarck aveva una visione paternalistica).

(4)Sotto Crispi fu approvato “il codice Zanardelli” (uno dei leader della sinistra costituzionale): aboliva la pena di morte e riconosceva il diritto di sciopero.

·          Sinistra liberale, costituzionale à Giolitti, Zanardelli

·          Sinistra autoritaria à Crispi

·          Sinistra radicale à Costa

(5)Ci fu un ulteriore raffreddamento nei rapporti tra Italia e Francia con conseguente aumento della crisi doganale.

(6)Le condizioni peggiorano e si verificano anche scioperi degli operai in tutta Italia: rimasero famosi quelli avvenuti a Milano, in Romagna e quelli siciliani che presero il nome di “fasci siciliani” (da non collegare con il Fascismo) del 1891 à in Sicilia scioperarono contadini e zolfatari, essi chiedevano l’aumento dei salari e del numero di terre da coltivare.

                                                  ↓

Per alcune dinamiche interne, il governo di Crispi va in rovina ed egli è costretto a dimettersi: per un breve periodo (dal 1891 al 1892) venne sostituito da Antonio di Rudinì e nel 1892 salirà al governo Giolitti, il quale però governerà solo per un anno, fino al 1893.                                                                                         ↓

                                                                                         Giolitti era un riformista (cioè più propenso a fare riforme):

-          sosteneva che lo stato durante gli scioperi deve lasciare che essi si esauriscano da soli (lo stato non si deve schierare a favore di nessuno);

-          sentiva l’esigenza di allargare il diritto di voto, in realtà in quell’anno non attuò nessuna riforma; solo nei futuri anni del suo governo, definiti dagli storici come età giolittiana, farà entrare in vigore il suffragio universale maschile.

-          Seguiva un principio della politica di Cavour: “le riforme fatte al momento opportuno, evitano la commozione rivoluzionaria”; infatti non era sua intenzione reprimere le masse con una “politica della sciabola” se no sarebbero diventate nemiche dello stato.

Giolitti fece in tempo solo ad annunciare il suo piano di governo poiché i grandi proprietari terrieri temevano una possibile rivoluzione dei socialisti, così lo accusarono di essere il responsabile dello scandalo finanziario alla banca di Roma; Giolitti riavvicinò l’Italia alla Francia e represse il protezionismo, ma nel 1893  dovette dimettersi e rientrò, per la gioia dei ceti più conservatori, Crispi che portò avanti ancora:

-          la sua politica “del pugno di ferro” all’interno dell’Italia = politica autoritaria all’interno,

-          l’imperialismo all’estero = politica colonialista all’estero.

 

In politica estera l’Italia riprese la sua espansione dopo l’equivoco del trattato di Uccialli (di questo trattato vennero stese due versioni: una in lingua amarika e l’altra in lingua italiana, in quest’ultima veniva riconosciuto all’Italia il protettorato sull’Etiopia) à la colpa di questo equivoco venne addossata a Menelik e contro di lui venne inviato un esercito, guidato dal generale Baratieri.

                     ënel 1896 questo esercito italiano viene sconfitto ad Adua.

 

●A Roma prende forma una grave crisi politica, Crispi si dimette ed esce di scena definitivamente àviene chiamato a capo del governo Antonio di Rudinì che tentò di costruire un clima di pacificazione in Italia, ma in realtà continuavano ad esserci manifestazioni da parte dei partiti riformisti (la camera del lavoro e il partito socialista);

                                                        ëquesti partiti vennero scambiati dal governo per partiti rivoluzionari à di Rudinì decide così di dare poteri speciali all’esercito e a Milano e nel 1898 il generale Bava Beccaris decide di sparare con i cannoni sulla folla inerme che manifestava (in sciopero) e uccise più di 80 persone.

                   ëOvviamente questo sembrò un gesto di arroganza da parte del potere verso il popolo, ma il re Umberto I di Savoia dona un’onorificenza al generale per il servizio reso al paese.

 

●Successivamente di Rudinì si dimette e a capo del governo sale Pelloux, il quale fa un’amnistia, ma presenta in parlamento disegni di legge che limitavano le libertà costituzionali dei cittadini (essi limitavano, ad esempio, la libertà di parola/stampa à Pelloux dunque tentò di compiere un colpo di stato con riforme).

                                ëQuando presentò il suo disegno di legge in parlamento la sinistra insorse, tanto che quest’ultima arrivò persino ad utilizzare il fenomeno dell’ostruzionismo: i deputati dell’opposizione allungavano ad arte i loro interventi tanto che non si arrivava mai al momento decisivo del voto à Pelloux allora tenta di introdurre le sue riforme con dei decreti, i quali possono entrare subito in vigore e verranno discussi in parlamento in un momento successivo.

                                 ëQuest’operazione però viene bloccata dalla corte di cassazione che decide di non dargli il permesso di modificare la costituzione con decreti-legge à Pelloux decide di:

- sciogliere le camere;

- indire nuove elezioni che si tengono nel 1900.

 

●Le elezioni fortunatamente non vanno come il governo si aspettava, infatti la sinistra ottenne un buon successo: Pelloux si dimette e sale al governo un vecchio liberale Giuseppe Saracco.

                     ëNello stesso anno delle elezioni viene ucciso Umberto I di Savoia in un attentato, opera dell’anarchico Gaetano Bresci, il quale voleva vendicare i morti di Milano à Vittorio Emanuele II diventa il nuovo sovrano, il quale opera scelte non più in direzione di una politica autoritaria, ma si avviò lungo un’altra strada:

                  -nel 1901 nomina capo del governo Giuseppe Zanardelli

                  -Giolitti assunse l’incarico di ministro degli interni.

 

●Successivamente nel 1903 salirà a capo del governo Giolitti dando inizio all’età giolittiana(1903-1914), il quale lascerà definitivamente la scena alla vigilia della Prima Guerra Mondiale à durante l’età giolittiana, definita decennio d’oro dallo scrittore Benedetto Croce, non solo venne introdotto il suffragio universale maschile, ma in Italia si verificò la Prima Rivoluzione Industriale grazie ad una congiunzione economica internazionale.

 

LA RUSSIA agli inizi del 1900

Nel 1905 si verificò una rivoluzione che anticipò la grande rivoluzione del 1917 (rivoluzione comunista).

                                        ëLa Russia si andava espandendo in Asia occupando la regione cinese della Manciuria (approfittando della rivolta dei boxers) ed entrando in una direttrice di contrasto con il Giappone, che avendo mire espansionistiche sulla Cina, non voleva far insediare europei in Asia. Così il Giappone attaccò la Russia nel 1904 uscendone vincitore à questa sconfitta militare aggravò maggiormente la situazione della Russia diminuendone il prestigio stesso dello zar.                                                                                               ↓

                                                           -Da sempre la Russia è una grande potenza militare;

                                               -a quel tempo presentava condizioni socio-economiche disastrose;

                                               -pochi contatti con il resto del mondo occidentale;

                                              -prevaleva l’agricoltura poiché gli insediamenti industriali erano veramente pochi

                                               à anni di profonda arretratezza;

                                               -i contadini non avevano alcun diritto (la servitù della gleba venne solo abolita

                                                sulla carta nel 1861 dallo zar Alessandro).

Con la sconfitta della Russia lo zar perse il suo prestigio infatti si svilupparono movimenti antizaristi, che miravano appunto ad abbattere lo zarismo:

§          da una parte vi erano i cadetti che volevano creare uno stato liberale borghese;

§          dall’altra vi era il partito social democratico russo (Marx), il quale era diviso in:

                       -MENSCEVICHI = riformisti, volevano instaurare il socialismo con riforme;

                       -BOLSCEVICHI = rivoluzionari, volevano instaurare il socialismo con atti rivoluzionari. Essi

                                                 avevano già il loro leader Vladimir Lenin.

Dopo molte manifestazioni il 22 Gennaio 1905 (episodio passato alla storia come “domenica di sangue”) la guardia imperiale sparò contro la folla in manifestazione e compì una strage.

                     ëPartì immediatamente una rivoluzione spontanea: si verificò un ammutinamento e la compagnia della corazzata Potemkin si ribellò ai propri comandanti, portò la nave verso il porto di Odessa dove spara contro l’esercito e si schiera dalla parte dei rivoluzionari.

                    ëLo zar decide di attuare delle concessioni tra cui l’istituzione del parlamento e la libertà di stampa à il fronte rivoluzionario si divide tra:

- moderati, i quali sono soddisfatti di queste concessioni

- e rivoluzionari, che volevano portare a termine la sconfitta dello zar.

Lo zarismo verrà abbattuto solo nel Febbraio 1917.

 

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