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                                                                     Nietzsche filosofale

NIETZSCHE (1844-1900)

(Appunti a cura di Jessica Magatti, studentessa della V D  del Liceo "B. Pascal" di Abbiategrasso)

 

 

Egli fu il filosofo per eccellenza della crisi, della quale ne era consapevole e se ne fece esaltatore (della crisi). Egli riguardo a sé stesso affermò: “Io non sono un uomo, sono una dinamite” poiché la sua è una critica radicale, dirompente che voleva criticare qualunque morale e qualunque religione (elemento in comune con i decadenti: critica al moralismo).

Egli usa un linguaggio metaforico, allusivo, oracolare (≠ dalla tradizione e somigliante a quello dei simbolisti).

                                                                └Scrive un’opera “Così parlò Zarathustra”, in cui vi è un profeta che annuncia l’avvento del superuomo che sostituirà l’umanità che in quanto decadente deve tramontare.

Perse il padre a 5 anni e in seguito anche il fratello maggiore, così rimase solo con la madre e con la sorella maggiore, Elizabeth, la quale ebbe un ruolo negativo in vita e anche dopo la morte di Nietzsche: lei aderiva alle visioni nazionaliste tedesche (superiorità tedesca) e intervenne sugli appunti lasciati dal fratello in favore di questa visione razzista (per questo le opere postume vennero utilizzate dai nazisti e ciò permise di usarle come il manifesto tedesco in quegli anni. Studiò teologia e filologia classica e

- lesse “mondo come volontà e rappresentazione” di Schopenhauer, che ebbe un ruolo importante sul suo pensiero;

- fu molto importante anche l’amicizia che strinse con Wagner, musicista di musica eroica.

Nell’ultimo periodo della sua vita iniziò a soffrire di una malattia nervosa, impazzì e fu rinchiuso in un manicomio.

 

*Opere:

-in vita: “La nascita della tragedia dello spirito della musica, ovvero grecità e pessimismo”

            “Considerazioni inattuali”

            “Umano, troppo umano”

            “Così parlò Zarathustra”

            “Al di là del bene e del male”

            “La gaia scienza”

            “La genealogia della morale”

-opere postume: “La volontà di potenza”

                         “Saggio di una trasmutazione di tutti i valori”

                         “Ecce homo”

                         “L’anticristo”

                         “Il crepuscolo degli idoli”

                         “Il caso Wagner”

 

● “La nascita della tragedia dello spirito della musica, ovvero grecità e pessimismo” à tale titolo induce a pensare che sia un’opera che abbia lo scopo di studiare l’origine della tragedia, invece l’intento di Nietzsche è un altro: vuole analizzare quale sia la visione che la modernità ha dell’antichità classica per verificare se essi hanno una corretta visione [polemica tra classicismo e modernisti: -‘400/’500 rinascimento; -‘600; -prima parte dell’ ‘800].

Il suo pensiero fu influenzato da: 1)filosofia di Schopenhauer; 2)musica tragico-eroica di Wagner 3)filologia classica.

  └ Che visione hanno i moderni del periodo classico?

I moderni hanno la visione di un’età perfetta in cui era stata realizzata la massima perfezione nelle arti (poesia, scultura e pittura), in cui vigevano la serenità, la razionalità e l’armonia; questo equilibrio formale, chiamato spirito apollineo, legato al culto del dio Apollo, che aveva come arte di riferimento l’architettura. Quindi l’età classica è un modello perfetto, diversamente dalla nostra epoca, che invece è considerata un’epoca di decadenza, di crisi.

  └ Secondo Nietzsche questa non è una visione completamente sbagliata, ma egli sostiene che lo spirito apollineo non era l’unico aspetto dell’epoca classica; infatti non c’era solo lo spirito apollineo, ma anche lo spirito dionisiaco, legato al culto del dio Dioniso, che veniva espresso nei balli e nelle danze ed aveva come arte di riferimento la musica; il quale esaltava l’istintività e la volontà di vivere (Schopenhauer). Quindi nell’antica Grecia dominavano spirito apollineo e spirito dionisiaco in contrapposizione l’uno all’altro, i quali però riuscirono a trovarsi in sintonia nelle tragedie di Sofocle e di Eschilo, nelle quali venne raggiunto un equilibrio che diede origine alla grande tragedia greca (Apollo parla con la voce di Dioniso e Dioniso con quella di Apollo).    

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Il termine tragedia deriva da tragos che significa capro e da canto e letteralmente è quindi il canto dei capri; infatti le persone si travestivano da capri (coro) per esternare l’irrazionalità.

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Di Schopenhauer accetta: -la volontà posta come noumeno;

                                      -idea del mondo come caos e irrazionalità (la volontà è un impulso irrazionale, una forza cieca)

    └lo spirito dionisiaco questo dimostra: il divenire, l’irrazionalità, il caos.

Di Schopenhauer non accetta: -l’ascetismo: “la volontà ci domina, non dobbiamo liberarci essa (come diceva

                                                                Schopenhauer liberarci da essa con l’ascetismo) ma liberare essa dalle

                                                                categorie razionali (sovrastrutture) che tendono ad inglobarla”.

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Nelle tragedie di Eschilo e di Sofocle vi era l’unione di questi 2 spiriti, che ne porta la grandezza della tragedia attica, ma già nelle tragedie di Euripide quest’unione si spezza con la prevalenza dello spirito apollineo che rende tali tragedie più razionali à il coro di capri che cantavano in processione (dionisiaco) viene sostituito da un prologo.

     └ Ma il vero tradimento lo abbiamo con Socrate, che con la sua filosofia fa prevalere la razionalità e il concetto (dialogo socratico inizia con una domanda: TI ES TI? = che cos’è questa cosa?).

     └ Questa vittoria dello spirito apollineo sarò definitiva con l’avvento del cristianesimo e della morale con i quali si affermerà la GRANDE MENZOGNA, la rinuncia alla vita e l’inizio di un’umanità decadente che dovrà tramontare per essere sostituita dal superuomo (critica al cristianesimo: il cristianesimo porta con sé concetti ebraici e gli ebrei sono considerati il popolo meno vitale).

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Vi sono due atteggiamenti nei confronti della vita:

1)      L’atteggiamento vitale di chi dice sì entusiasticamente alla vita, nelle quali persone domina lo spirito dionisiaco (ricerca del piacere, della bellezza, della forza fisica à irrazionalità, caos, divenire);

2)      L’atteggiamento antivitale di chi dice no alla vita, nelle quali persone domina lo spirito apollineo (rifiuto dell’istintività, ricerca della forma, della razionalità e della quiete).

Queste caratteristiche erano unite in epoca classica nelle tragedie di Sofocle ed Eschilo. E’ possibile che rinasca ai nostri tempi una nuova epoca tragica con un ritorno dello spirito dionisiaco? Sì à Nietzsche vedeva dei segni di una possibilità di ritorno all’epoca tragica nella filosofia di Schopenhauer e nella musica di Wagner (musica di Wagner: musica eroica nuova che supera il melodramma della tradizione che Nietzsche chiamava “bastarda”).

In seguito Nietzsche romperà l’amicizia con Wagner, quando quest’ultimo si avvicinò al cristianesimo e così rivalutò la musica contemporanea di Rossini ecc.

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Ancora prima della morale e della religione cristiana noi troviamo la presenza di 2 morali:

1)      La morale dei guerrieri, degli aristocratici e dei forti, ossia delle “persone riuscite” che rispecchiavano i valori di bellezza, forza fisica, amore sensuale (bello e forte = caro agli dèi) e che affermavano la loro superiorità in quanto personalità eccezionali; àla morale dei guerrieri si lega allo spirito dionisiaco.

2)      La morale dei sacerdoti, che al contrario esaltava lo spirito, non potendo competere con le personalità eccezionali sul piano fisico. Però anche i sacerdoti sentivano desideri fisici e non potendo sfidare i guerrieri elaborarono dei valori alternativi, quali il sacrificio, la castità, la rinuncia, la compassione. I sacerdoti sono dunque i “malfatti”, i deboli, che provano invidia e risentimento verso queste personalità eccezionali. à la morale dei sacerdoti si lega allo spirito apollineo. ASCETA = colui che porta avanti uno spirito anti-vitale.

Sarà lo spirito cristiano ad elaborare altri valori che rappresentano il culmine dell’atteggiamento antivitale, e porterà alla formazione di un’umanità malata, rinunciataria e decadente che dovrà tramontare e sarà sostituita da una nuova umanità: il superuomo.

 

● “Considerazioni inattuali” à II delle considerazioni (erano 4): “Sull’utilità e il danno della storia nella vita”

Un eccesso di studio storico è negativo per la vita perché tarpa le ali all’originalità e alla creatività verso il futuro, spingendo gli uomini a volgere la mente verso il passato.

      └ Nella sua epoca c’è troppa storiografia à è un’epoca di SATURAZIONE STORICA.

Vi sono 3 atteggiamenti con i quali porsi nei confronti della storia:

1)      antiquario, di chi si limita a conservare solo la tradizione del passato,

2)      monumentale, di chi, volendo fare qualcosa di grande, celebra e imita ciò che è stato fatto nel passato,

3)      critico, di chi vuole liberarsi dal passato e ha un atteggiamento di critica e di condanna verso il passato.

Nietzsche non ne condivide nessuno perché secondo il suo pensiero l’unico modo per superare la storia non è condannarla e negarla, ma accettarla riconoscendo ciò che è accaduto come necessario (“Amor fati” = riscoprire in ciò che è accaduto il destino che accadesse).

 

● “Umano troppo umano” à paragrafo intitolato “Chimica delle idee e dei sentimenti” (inizia la critica alla morale)

Nietzsche si stava avvicinando alla scienza (no positivismo) e cerca di spiegare la morale andando ad osservare le radici biologiche e mentali dei più alti valori morali per spiegare la moralità à ossia vuole applicare il metodo genealogico alla morale (come nascono i valori morali).

       └ Domanda retorica: cosa accadrebbe se questa chimica dovesse portare come risultato finale che al di sotto dei valori più alti ci sono gli istinti più bassi? à la chimica delle idee e dei sentimenti proprio a questo approda. “Laddove  voi vedete cose divine io vedo cose umane, troppo umane”.

                  MORALE à La voce della coscienza altro non è che la voce di coloro che ci hanno educati, non è la voce di Dio, ma è l’istinto del gregge (morale come conformismo à anticipa tanto di Freud): è la società che mi educa e stabilisce delle regole di comportamento (morale come controllo sociale).

Allora tutti i valori morali in cui l’umanità ha creduto sono solo una grande menzogna à ha vinto lo spirito apollineo, la morale dei sacerdoti (che esalta lo spirito), termine generico simbolo della rinuncia, della castità, del sacrificio di sé, ha vinto la morale rinunciataria del risentimento e dell’invidia (à vittoria definitiva con l’arrivo del CRISTIANESIMO: “Il Dio dei cristiani è il Dio dei malati, dei deformi”): anche il sacerdote sente il richiamo della natura, che, non potendo soddisfare, prova invidia verso i guerrieri e cerca di dominare su di essi introducendo i valori “dei malati” tentando di sopprimere gli altri valori à si è così approdati ad un’umanità malata e decadente e la morale si autodistrugge: quando la scienza dimostra che sotto la morale vi sono gli istinti, essa si distrugge. Ciò ha anche un risultato in campo religioso perché Dio muore (altro concetto Nietzschiano à morte di Dio).

                                                                              └ Dio: concetto nato negli uomini?

Per Nietzsche il mondo è caos e irrazionalità, in esso non c’è nessuno provvidenza, ma c’è la volontà che vuole affermare sé stessa (Schopenhauer); l’uomo ha il terrore di questo essere (del mondo) perché non è armonico ma è basato sulla sofferenza e sul dolore à l’uomo così ha cercato di abbellirlo per renderlo più accettabile con delle decorazioni, tra cui Dio, che è qualcosa di razionale, bello, buono, equilibrato, provvidente e quindi Dio è una menzogna che ci aiuta ad accettare il mondo. Soprattutto il Dio dei cristiani, che è il Dio dei deformi, dei malati che trasmette valori di rinuncia: il senso di colpa è tipico del modo di pensare dei sacerdoti, è un modo per dominare i belli, i forti, quelli che seguono lo spirito dionisiaco, che dicono sì alla vita; l’idea del peccato è un modo per tenere soggiogati con il senso di colpa le personalità superiori poiché, in quanto a forza fisica, vitalismo, bellezza ecc., i sacerdoti, i deboli e rinunciatari non sono all’altezza. Con il peccato fanno nascere negli uomini “dionisiaci” il senso di rimorso in modo da dominarli.

Se Dio è solo una decorazione Dio muore à ma l’umanità è pronta ad accettare questo? La religione cristiana, erede del popolo ebraico = popolo + sacerdotale, ha prodotto un’umanità malata, decadente, composta da uomini auto-tormentati dal senso del peccato, che non sono pronti ad accettare la morte di Dio.

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Zarathustra (è il profeta di Dioniso)predica la morte di Dio e annuncia il superuomo  con un linguaggio oracolare: “Io vengo in anticipo, sto annunciando una verità che si sta realizzando”. Il superuomo è consapevole della morte di Dio è può vivere senza. Vi sono 2 interpretazioni: 1_il superuomo è una personalità che domina gli altri

                                                               2_è l’umanità intera.

“L’uomo è un tramonto” à deve fare spazio al superuomo.      

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La conseguenza dell’auto-soppressione della morale e della morte di Dio è il nichilismo: se si sposta il relativismo gnoseologico (sofisti) sul campo etico, tutti i valori sono uguali à il nichilismo è l’esasperazione di questo, ossia l’annullamento di tutti i valori.

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Contributo della scienza e della metafisica alla morale della rinuncia:

-la scienza ha contribuito a far vincere la menzogna perché si è trasformata da conoscenza senza fini delle cose a strumento di dominio delle cose (tecnica) à perdita del valore originario;

-la metafisica, inventandosi un mondo dell’aldilà ritenuto superiore e più vero di questo, che per Nietzsche è l’unico, ha svalutato il mondo (già con Socrate e Platone à iperuranio); anche questo è n dire “no” alla vita.

E’ stata la ragione umana a far questo e ora è la stessa ragione umana a svelare questa menzogna con la chimica dei sentimenti e questa denuncia porta al nichilismo (=il nulla di valori).

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L’epoca di Nietzsche è un’epoca nichilista, ciò vuol dire che l’epoca precedente ha portato ad uno svuotamento di valori;

          -campo gnoseologico à epoca del relativismo (opinioni sullo stesso piano), può essere positivo o negativo,

          -campo etico à nichilismo (valori sullo stesso piano).

Cosa ha portato al nichilismo? Ci sono diverse strade che portano al nichilismo:

1)      La strada maestra è quella della grande menzogna che ha svalutato i veri valori del mondo introducendone dei valori fittizi à umanità malata e decadente arrivata fino all’epoca contemporanea;

2)      La strada dell’intellettuale disincantato moderno che svela la millenaria menzogna; egli non è un trionfatore perché, così facendo anche lui stesso fa esperienza del nulla e dell’annullamento dei valori (fino a quel momento tutto si reggeva su valori fittizi).

Vi sono 2 tipi di nichilismo:

1_ nichilismo passivo: è il nichilismo di quest’umanità malata e decadente che approda a questa situazione di svuotamento dei valori, accettando la situazione à condizione di passiva accettazione.

2_nichilismo attivo (o radicale, il suo): è la presa di consapevolezza del nichilismo e non la mera (pura) passiva accettazione, ma la denuncia del nichilismo e la proposta di superarlo introducendo una nuova scala di valori, i valori dionisiaci (libertà che Schopenhauer voleva negare e che invece lui vuole liberare).

 

● “Saggio di una trasmutazione di tutti i valori” (intervenne la sorella)

Nietzsche afferma: “Questa è la formula che io propongo: trasmutazione di tutti i valori” = completo ribaltamento.

Egli pone alla base il concetto della fedeltà alla terra: “Vi scongiuro fratelli, rimanete fedeli alla terra, non credete a coloro che vi promettono speranze ultraterrene perché loro seminano veleni” à l’unico mondo esistente è quello terreno.

L’uomo è come un albero, che per elevarsi in alto deve avere radici profonde, così l’uomo può svilupparsi se rimane fedele alla terra con radici ben profonde.

       └ “L’uomo è corpo e solo corpo” à l’anima è una particella materiale del corpo.

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Nietzsche propone i valori dionisiaci di forza, amore, bellezza, violenza, potenza delle personalità eccezionali che costituiscono un nuovo sistema di valori, un nuovo spirito tragico del quale vedeva i segni premonitori in Schopenhauer e in Wagner; ma egli va oltre essi rifiutando l’approdo all’ascetismo di Schopenhauer e l’avvicinamento al cristianesimo di Wagner.

 

● La trasmutazione dei valori è la base dell’avvento del superuomo.

Ci troviamo di fronte ad un’umanità decadente e “malaticcia” provocata essenzialmente dal cristianesimo col senso del peccato che non permette di essere vitali (arma + sottile e + subdola che la casta sacerdotale ha usato per vincere il rimorso, tarpando le ali e facendo così sentire in colpa quelle personalità eccezionali che i sacerdoti non avrebbero potuto vincere con la forza.

Quest’umanità malata e decadente deve tramontare e lasciare spazio all’avvento del superuomo, che è stato soggetto a varie interpretazioni: -concezione nazista del concetto di superuomo (a causa della sorella): concetto ripreso da Hitler

                                                            nella suddivisione dell’umanità in superuomini e sottouomini;

                              -concezione più positiva àHϋbermensch tradusse superuomo con la parola “oltre uomo”; infatti

                                                                con “superuomo” si pensa ad un’elitè ristretta e superiore che domina sugli

                                                                altri, mentre con “oltre uomo” si intende un messaggio rivolto all’intera

                                                                umanità per indurla ad andare oltre all’umanità contemporanea.

Nelle opere di Nietzsche troviamo agganci ad entrambi tant’è che Nietzsche è il “filosofo ambiguo” per eccellenza per il suo linguaggio oracolare e allusivo.

▪Il superuomo è colui che prende consapevolezza della morte di Dio e riesce a vivere senza Dio, a differenza dell’umanità malata e decadente che non accetta la morte di Dio; vivere senza Dio significa non aver bisogno di addossare a qualcuno la responsabilità di ciò che accade.

Il superuomo è colui che fa a meno della morale perché vive al di là del bene e del male, ponendosi al di là delle prescrizioni e dei divieti della morale; non si parla di Immoralismo ma di Amoralismo (il superuomo non è un delinquente), di qualcosa che sta al di sopra della morale, non contro e che vuole affermare la vita perché le categorie morali reprimono l’istintività.

Il superuomo esprime la volontà di potenza e si proietta nel futuro: per lui tutto ciò che è passato e già accaduto non è un peso, ma diventa strumento, martello nelle proprie mani per forgiare il futuro.

Il superuomo è colui che deve esprime la volontà di potenza, non espressione di qualche forma di assoluto, provvidenzialità, razionalità; non c’è necessità: l’unica necessità che c’è nel mondo è la necessità della volontà che vuole eternamente sé stessa (Schopenhauer) e così il mondo vuole tornare eternamente sé stesso.

    └ Ci sembra di vedere sempre cose diverse, ma in realtà accade sempre la stessa cosa: la volontà che vuole sé stessa; à egli ha una visione ciclica del tempo e sostiene l’eterno ritorno dell’uguale: il tempo è un circolo, tutto è circolo (Eraclito, stoici à il mondo viene distrutto ciclicamente dal fuoco). Con questa visione ciclica critica la visione lineare del tempo nel cristianesimo, che sostiene che il mondo non è eterno ma è stato creato e sarà distrutto.

Il superuomo è colui che è in grado di accettare l’eterno ritorno dell’uguale (ossia che l’uomo viva sempre la stessa vita ài cristiani, invece hanno bisogno che la vita porti ad un approdo) e che grazie all’amor fati si riconcilia con la storia, perché solo accettandola come necessaria è possibile sorpassarla, si concilia con il passato e con tutto l’essere.

 

● La MORALE è inganno e autoinganno ed è una costruzione dell’uomo funzionale al controllo sociale (strumento di dominio sugli altri).                                                              ↓

                                             Non esistono fenomeni morali, ma interpretazioni morali dei fenomeni: non c’è niente di giusto o ingiusto, ma solo cose naturali (es. l’egoismo è una tendenza naturale ad affermare sé stessi).

         └ L’aggressività che c’è in ognuno di noi è proiettata verso l’esterno, infatti l’uomo in natura è aggressivo verso gli altri; l’uomo però è l’unico animale che fa male a sé stesso a causa della morale, che fa addossare all’uomo il senso di colpa: “l’uomo sottomesso alla morale è come un animale in cattività” (morale = ammaestramento).

L’umanità malata non è altro che la società di massa, conformista, ammaestrata di fine ‘800;

                                                       └ è una società in cui vive un’umanità decadente, che ha perso la sua originalità.

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Il superuomo è, invece, espressione della volontà di potenza (termine generico che indica qualcosa di completamente naturale), che è la tendenza di ogni essere vivente ad affermare sé stesso, anche a danno di altri (non è da giudicare moralmente): “Dovunque c’è un essere vivente, c’è anche volontà di potenza”. [Hitler: superuomo à razza ariana; volontà di potenza à necessità di trovare uno spazio vitale].

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Vi è così un ritorno alla terra e al di là della morale bisogna liberare questa volontà di potenza ed esercitarla (accettazione gioiosa della vita, dell’essere così come si presenta): “L’essere è al di là della morale, è solo naturale, solo le costruzioni umane sono morali”.

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PROSPETTIVISMO: così come non c’è una morale, allo stesso modo non c’è una coscienza stabile, vera. Infatti ognuno di noi è caos e irrazionalità: così come in campo morale ognuno cerca di affermare sé stesso, anche in campo della conoscenza ognuno cerca di affermare il suo punto di vista, la sua prospettiva: non ci sono fenomeni uguali per tutti, ma interpretazioni diverse di questi fenomeni. Per questo bisogna mettere insieme le diverse prospettive per vedere meglio il mondo.

 

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