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                                                     Neopositivismo filosofale

NEOPOSITIVISMO

(Appunti a cura di Jessica Magatti, studentessa della V D  del Liceo "B. Pascal" di Abbiategrasso)

 

 

L’EPISTEMOLOGIA (o DIBATTITO EPISTEMOLOGICO) è la riflessione critica sulla storia della scienza.

 

Il neopositivismo può essere anche chiamato neoempirismo, positivismo logico o circolo di Vienna. Quest’ultimo nome riprende il fatto che il neopositivismo nacque a Vienna presso l’Università di Vienna negli anni ’20, anni in cui Vienna era uno dei centri culturali europei più importanti. Nel 1922 fu chiamato ad insegnare presso tale università Moritz Schlick, che occupò la cattedra di filosofia delle scienze induttive, tenuta precedentemente da Mach.

Schlick fu un discepolo di Heisenberg e divenne uno dei 3 più grandi esponenti del neopositivismo; egli, cominciando a tenere seminari, fu il responsabile della nascita dell’associazione Ernst-Mach che prese poi il nome di circolo di Vienna.

Arrivarono poi ad insegnare in tale università anche Otto Neurath e Rudolf Carnap, gli altri 2 esponenti  principali del neopositivismo, che insieme ad altri autori, nel 1929, scrissero un opuscolo intitolato “La concezione scientifica del mondo” che divenne poi il manifesto del neopositivismo.

Schlick fu ucciso sulle scale dell’università di Vienna da uno studente nazista, mentre gli altri scapparono proseguendo il loro progetto filosofico, di realizzare un’unificazione di tutte le scienze, negli Stati Uniti.

 

Neopositivismo Vs Positivismo

*Legami: -visione scientifica del mondo,

              -rifiuto della metafisica e delle scienze non empiriche

*Differenze: -cambia il modello scientifico di riferimento (positivismo ‘800 à fisica classica newtoniana;

                                                                                  neopositivismo à teoria della relatività e dei quanti)

Caratteristiche principali:

▪Si voleva arrivare all’unificazione di tutte le scienze e per arrivare a ciò i vari autori si divisero:

                 -alcuni sostenevano che poteva essere effettuata solo con un linguaggio formale comune a tutte le scienze;

                 -altri individuando un metodo comune per tutte le scienze;

                 -altri ancora con la traducibilità di un linguaggio di una scienza nel linguaggio di un’altra.

▪Un’altra importante caratteristica è il fisicalismo (= riduzionismo alla fisica): qualunque fosse stata la scelta tutti erano d’accordo che bisognasse assumere come modello di riferimento una delle scienze: la fisica.

▪Un importante carattere inoltre è il principio di verificabilità, teorizzato da Schlick e poi anche dagli altri autori, anche se usato in maniera diversa:

          -noi possiamo risolvere un problema scientifico individuando le condizioni di esperienza (empirismo) che ci

           forniscono questa risposta,

          -tale risposta è una proposizione che può essere vera o falsa;

          -per verificare la veridicità di tale proposizione bisogna indicare le condizioni di esperienza che la rendono vera e le

           condizioni di esperienza che la rendono falsa, ossia le condizioni delle propria verificabilità;

          -dopo aver stabilito che una teoria è scientifica, non si sa ancora se sia vera o falsa (anche se è falsa rimane

           scientifica). Una teoria può essere vera ma se non è verificabile non è scientifica (es. magari Dio esiste davvero ma in quanto non è verificabile, la teoria dell’esistenza di Dio può essere vera ma non scientifica). Viceversa una teoria può essere scientifica perché offre le prove della sua verificabilità ma può avere un contenuto falso.

 

Neurath accetta questo principio di verificabilità, interpretandolo però in maniera differente rispetto a Schlick; Neurath ha dato molta importanza al linguaggio della scienza: la scienza è linguaggio, poiché tutte le operazioni che si fanno nella scienza si fanno in un certo linguaggio, e tale linguaggio è intrascendibile.

               └ Secondo Neurath una proposizione scientifica si verifica mettendola a confronto con le altre proposizioni passate già accettate, non con la realtà. Queste proposizioni “vecchie” sono proposizioni protocollari, elementari descrittive di un esperimento. Il problema nasce quando arrivano le proposizioni rivoluzionarie che tendono ad essere rigettate in quanto in contrasto con le protocollari (es. rivoluzione copernicana: teoria vera e scientifica ma in contrasto con i protocolli del passato che credevano come vera solo la teoria del geocentrismo).

 

Carnap fu l’altro grande esponente del neopositivismo il quale accetta il principio di verificabilità, ma anche egli lo interpreta in maniera diversa da Schlick avvicinandosi a Neurath; Carnap sostiene che la scienza è la costruzione logica del mondo, fatta ossia di proposizioni, costruzioni logiche linguistiche, con le quali interpretiamo il mondo.

                 └ Carnap rappresenta la scienza come una sorta di ALBERO GENEALOGICO:

-alle radici del quale vi sono le proposizioni protocollari,

-e via via vi sono costruzioni sempre più astratte (= sviluppo teorico in sintonia con le proposizioni protocollari).

                           ↓

Carnap inoltre dice che ogni scienziato parte dai propri protocolli personali (esperienze che ha fatto in laboratorio) e che tra i vari scienziati non per forza i protocolli iniziali devono risultare identici perché inizialmente ognuno elabora la propria costruzione logica del mondo à nella logica deve vigere infatti il principio di tolleranza poiché non vi sono morali siccome ogni scienziato deve essere libero di elaborare la propria costruzione logica del mondo.

    └ SOLIPSISMO METODOLOGICO = essere soli con sé stessi.    

 

POPPER

●“Logica della scoperta scientifica”

Popper entrò in discussione con i neopositivisti poiché propose un principio alternativo a quello di verificabilità.

Egli partiva riprendendo Hume e la critica che aveva mosso all’induttivismo, il quale movimento sosteneva che una teoria scientifica nasce in seguito ad un numero congruo di esperienze favorevoli: secondo Hume non bastano le numerosissime osservazioni favorevoli per rendere vera una teoria scientifica perché l’esperienza continua (es. se tutti i cigni osservati finora sono bianchi, chi mi dice che domani non potrò osservare un cigno nero?).

         └ Basta avere un solo caso contrario per far sì che la proposizione sia falsa. Popper introduce così il principio di confutazione o falsificazione, ossia una teoria è scientifica quando indica le condizioni della propria falsificabilità (≠ dal neopositivismo à principio di verificabilità = una teoria è scientifica quando indica le condizioni della propria verificabilità à poi se è falsa è un altro discorso es. proposizioni della metafisica: “Dio esiste” “l’anima è immortale” non sono scientifiche perché non si possono verificare e sono prive di senso). La scienza va aventi, non cercando conferme, ma per falsificazioni, cercando quell’unico caso che la falsifica.

                            └ Una teoria T2 sostituisce una vecchia teoria T1:

-quando T2 è + precisa e fa + precise previsioni (perché è più facilmente falsificabile, mentre se è vaga è più difficile),

-spiega + fenomeni di quanti ne spiega T1 e quindi essendo estesa a un campo più vasto è più facilmente falsificabile e quindi più scientifica.

 

●“La società aperta e i suoi nemici”

Egli contrappone la società aperta alla società chiusa à autoritaria in cui l’ordine prevale sull’individuo poiché vi domina

                                                                                un potere assoluto ed è statica.

Come colpevoli Popper individua gli UTOPISTI perché, avendo in mente un modello perfetto, tendono ad applicarlo rigidamente e a non rispettare le libertà individuali. 1°colpevole: Platone, 2°colpevole: Hegel (visione della storia in cui l’individuo può essere sacrificato), 3°colpevole: Marx.

 

THOMAS KUHN

E’ uno studioso della filosofia della scienza che partecipò a questo dibattito epistemologico.

Nel 1962 pubblicò “La struttura delle rivoluzioni scientifiche”, in cui sostiene che la storia della scienza è un alternarsi di periodi di: * scienza normale à periodi + lunghi in cui nella società domina un paradigma scientifico sul quale tutti gli

                                              scienziati sono d’accordo (PARADIGMA SCIETIFICO: non solo una teoria o un insieme di

                                              teorie, ma un sistema di valori complessivo) à la scienza va avanti cumulativamente

                                              sviluppandosi conoscenze sempre all’interno di quel paradigma;

         * rivoluzioni scientifiche à iniziano a verificarsi anomalie, ossia osservazioni che il paradigma non è più in

                                        grado si spiegare e così il paradigma vecchio viene sostituito da un paradigma nuovo à

                                        superiore? Non si tratta di superiorità, ma di un diverso modo di guardare alle cose. La

                                        rivoluzione porta ad un RIORDINAMENTO GESTALTICO (= forma à si legge gestaltico).

 

 

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