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                                                                           Logica Anticafilosofale

    Appunti a cura di Jessica Magatti, studentessa della IV D del Liceo scientifico "B. Pascal" di  Abbiategrasso (2008-2009)

 

 

La Logica

Il termine “logica” fu coniato dagli stoici, Aristotele invece la definiva analitica.

 

Aristotele è il fondatore della logica formale, quella che studia le leggi di funzionamento del nostro pensiero; egli fu il primo a stabilire i suoi principi.

 

Egli la distingueva in – dialettica = scienza dell’argomentazione discorsiva e probabile;

                                - apodittica = scienza dell’argomentazione dimostrativa e vera.

 

L’analitica (logica) si occupa dei logoi, ossia discorsi, giudizi, ragionamenti (frutti del pensiero).

 

Quando parliamo e pensiamo esprimiamo delle proposizioni che sono dei  giudizi sul mondo. Tali proposizioni possono essere:

▪  proposizione universale                                                                affermativa (es. tutte le ragazze sono carine)

   = quando il predicato si applica a tutti i soggetti e può essere

                                                                                                                          negativa (es. tutte le ragazze non sono carine)

proposizione particolare                                                  affermativa (es. qualche ragazza è carina)

  =quando il predicato non è applicato a tutti i soggetti

                                                                                                             negativa (es. qualche ragazza non è carina)

 

a)      Se ho l’incontro tra due proposizioni universali una negativa e una affermativa ho 2 proposizioni contrarie che non possono essere entrambe vere ma possono essere entrambe false;

b)      Se ho l’incontro di due proposizioni una universale affermativa e una particolare negativa , ho 2 proposizioni contradditorie;

c)       Se ho l’incontro tra due proposizioni una universale negativa e una particolare affermativa ho 2 proposizioni contradditorie, che non possono essere né entrambe vere né entrambe false ma devono essere una vera e una falsa.

 

Come funziona la logica?

Le singole parole non hanno in sé un significato compiuto; per avere un significato compiuto bisogna collegare tali parole tra di loro costruendo una proposizione con predicato e soggetto.

 

Il metodo del sillogismo ci permette di collegare due nomi tra di loro trovando un altro termine che ha a che fare sia con l’uno che con l’altro. à questo metodo viene usato per la costruzione di giudizi. Esso consiste quindi nell’unione di 2 proposizioni (premessa maggiore e premessa minore) il cui incontro permette di arrivare ad una terza proposizione, detta termine (fine) del ragionamento (conclusione).

Es. Se tutti gli uomini sono mortali (premessa maggiore à universale)

      e se tutti i Greci sono uomini (premessa minore à particolare)

      allora tutti i Greci sono mortali (proposizione conclusiva à dovrebbe essere una nuova conoscenza ma semplicemente

                                                                 esplicita meglio qualcosa che io già sapevo).

 

La logica formale non si occupa della falsità o della verità del pensiero ma del suo funzionamento (si occupa della forma ma non del contenuto). Aristotele distingueva tra validità e verità del sillogismo.

Egli separava: - un sillogismo dialettico à parte da una premessa probabile e perviene ad una conclusione altrettanto

                                                                                    probabile;

                          - un sillogismo apodittico à parte da premesse certe e provate e perviene a conclusioni altrettanto certe

                                                                                     e provate;

 

I principi su cui si basa il pensiero sono:

 1) il principio di identità à ogni ente è immediatamente identico a sé stesso A=A

2) il principio di non contraddizione à io non posso applicare nello stesso tempo e per la medesima ragione lo

     stesso soggetto a due predicati contradditori A non è non A

     [ il principio del terzo escluso à o è una cosa o non è una cosa (o è una o è l’altra) o è A o è non A]

 

LA LOGIA DEGLI STOICI

Lo stoicismo è una delle correnti ellenistiche insieme all’epicureismo e allo scetticismo. Zenone e altri stoici chiamarono l’analitica aristotelica logica.

 

Gli stoici hanno unito i 2 principi in un unico principio di identità e di non contraddizione nella formula A è A e non è non A.

 

 

Per gli stoici la coscienza si basa sulla sensazione poiché essi sono dei materialisti:

                                                                 attraverso i sensi si provoca in noi una rappresentazione (parte passiva) alla quale noi possiamo dare il nostro assenso. Ci sono però delle rappresentazioni che pur essendo false ci paiono vere (rappresentazione non catalettica), mentre la rappresentazione catalettica ci rappresenta le cose vere come sono nella realtà. (mano aperta = sensazione; rannicchiata = assenso; chiusa in un pugno = comprensione; pugno preso nell’altra mano = conoscenza scientifica).

 

Alla base della logica  vi è la dottrina del significato, ovvero un incorporeo che collega 2corporei; i 2 corporei sono il nome e la cosa che indico con il nome à il significato collega il nome con l’oggetto; il nome  veicola (porta con sé) il significato che è incorporeo (che è una convenzione che serve a determinare tale oggetto).

 

Anche gli stoici usano il metodo del sillogismo (la logica aristotelica però è + terministica mentre quella stoica + preposizionale)

 

Esso si basa sul principio dell’implicazione, ossia la conformazione del pensiero alla realtà.

 

Es. Se è giorno c’è luce

       Ma è giorno quindi c’è luce   àsillogismo vero ≠ dal sillogismo dimostrativo (vi è bisogno di una dimostrazione)

 


 

Es. Se c’è sudore ci sono pori sulla pelle

      Ma c’è sudore quindi ci sono pori sulla pelle  à la presenza del sudore ci dimostra che ci sono pori che non sono  evidenti.

 

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