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                                                                       Locke filosofale

John Locke  (1632-1704)

 

(Appunti a cura dI J. Magatti, G. Oldani e G. Arioli, studentesse della IV D del Liceo scientifico "B. Pascal" di  Abbiategrasso (2008-2009)

 

Visse in Inghilterra nel periodo delle due rivoluzioni (Hobbes fece in tempo a vedere solo la prima). Vi è una piena coincidenza della teoria con gli avvenimenti che si verificano nell’Inghilterra di quel tempo: vi fu l’affermazione del costituzionalismo che lui teorizzava, insieme con la libertà della religione; Hobbes invece elaborò la teoria assolutistica dello stato. In questo periodo vi fu lo scontro tra corona e parlamento, aristocrazia e borghesia; egli fece carriera politica con Lord Ashley che poi cadde in rovina, così lasciò l’Inghilterra, poi vi ritornò e morì in solitudine.                1) INNATISMO _ critica delle idee innate;

*Opere: - Il saggio sull’intelletto umano diviso in 4 libri:  2) ORIGINE delle IDEE _ proseguimento del I libro;

                                                                                  3) LINGUAGGIO _ funzione che il linguaggio svolge

                                                                                                             nella conoscenza;

                                                                                  4) TEORIA della CONOSCENZA

           - 4 lettere sulla tolleranza tra cui la più famosa è la 1° epistola, epistola tholerantia in cui parla non di

             libertà ma di tolleranza religiosa (ma in realtà non usa la libertà perché non può spingersi troppo);

     - 2 saggi sul governo civile à opera politica in cui teorizza costituzionalismo affermando i concetti di

       stato natura e di contratto sociale;

           - Pensieri sull’educazione à opera pedagogica;

           - Sulla ragionevolezza del Cristianesimo à saggio in cui afferma che la religione cristiana è quella più

             ragionevole;

    - Sulla condotta dell’intelletto à richiama il metodo di Cartesio.

 

* Fu un pensatore che si inserì nella tradizione empiristica anglosassone, risalente alla scuola di Oxford.

Critica Cartesio e ogni forma di innatismo poiché le idee secondo il suo parere derivano solo dall’esperienza. Nasce l’empirismo moderno (forte con Hume) che cambia rispetto a quello tradizionale perché, nonostante mantenga il principio secondo il quale venga prima la realtà e poi l’idea, i nuovi empiristi iniziano a cogliere una maggior complessità nell’ambito conoscitivo e  ritengono che la conoscenza sia condizionata dagli organi percettivi e quindi modificata da noi quando cerchiamo di conoscere la realtà à c’è la parte soggettiva che interviene.

 

*SAGGIO SULL’INTELLETTO UMANO

(1° LIBRO) _ CRITICA DELL’INNATISMO (a Cartesio)

Locke (1)nega che esistano in noi delle idee innate perché altrimenti le percepiremmo e ne saremmo consapevoli; (2)le idee secondo lui vengono acquisite da noi dal momento che qualcuno ce le comunica e quindi facendo esperienza anche le idee più semplici sono il risultato di un lungo e difficile processo di acquisizione;

Egli nega anche l’innatismo delle facoltà conoscitive (la ragione) sostenendo che maturano con il tempo.

 

L’esperienza quindi è alla base della conoscenza: le idee derivano dall’esperienza e non sono un tesoro innato che Dio ha infuso in noi e che abbiamo fin dalla nascita. La ragione è come un foglio bianco, una tabula rasa che grazie all’esperienza si riempie di conoscenze.

Vi sono due tipi di esperienza:

·          Interna - di cui  fanno parte i ricordi e i sentimenti ed è ottenuta tramite l’organo della riflessione;

·          Esterna - ottenuta tramite l’organo della sensazione;

L’esperienza è all’inizio e alla fine del processo conoscitivo e ci fornisce il materiale su cui riflettiamo che penetrando dentro di noi provoca la conoscenza. Non posso pensare quello che voglio nell’ambito della conoscenza scientifica ma mi servo del criterio della ragionevolezza.        

 

(2° LIBRO) _ ORIGINE DELLE IDEE

Gli oggetti con cui opera la nostra mente non sono le cose in sé ma le idee (idealismo).

Vi sono: • le idee semplici che non sono una    à hanno delle qualità primarie in quanto appartengono 

               costruzione della mente umana ma                                                   oggettivamente alle cose;

               derivano dall’esperienza                     à hanno delle qualità secondarie in quanto risultano

               (intelletto passivo)                                                        dall’incontro dei nostri sensi con gli enti;

             • le idee composte sono invece una              

                costruzione della mente umana, siccome

                l’intelletto ora attivo mette insieme due o

                più idee semplici e possono essere:   à di modo: indicano un ente che non esiste di per sé, ma     

                                                                                         esiste in altro;

                                                                      à di sostanza: indicano ciò che esiste di per sé e non ha

                                                                                              bisogno di altro per esistere;

                                                                      à di relazione: indicano il rapporto di un ente con un altro

                                                                                               ente, o di un ente con sé stesso. Nel 1°caso

                                                                                            c’è un rapporto di causalità, nel 2° di identità.

Es. L’idea di Dio è un’idea composta di sostanza formata da un fascio di idee semplici (di conoscenza, di bontà) portato all’infinita potenza; però non si può essere sicuri della sua esistenza, si può solo presupporre perché l’idea di sostanza non mi indica che al di fuori di me ci sia un sostrato che si riferisce a tale idea sicuramente.

 

(3° LIBRO) _ LINGUAGGIO

Locke dà un’interpretazione convenzionale del linguaggio; ossia il linguaggio è formato da segni che devono essere comprensibili tanto a chi parla tanto a chi ascolta.

E’ un nominalista, infatti secondo il suo parere tutti gli enti che incontriamo sono particolari mentre i nomi che si usano per indicarli sono universali.

 

(4° LIBRO) _ TEORIA DELLA CONOSCENZA

Egli cerca i limiti della ragione nella conoscenza.

Definisce conoscenza la percezione di un accordo o di un disaccordo tra le idee (≠ dall’empirismo tradizionale perché sarebbe la percezione di un accordo o di un disaccordo tra le idee che ho intesta e la realtà).

Questa percezione può essere di 2 tipi: _ intuitiva, ossia che non ha il bisogno di avere idee che fungono da

                                                            prova;

                                                         _ dimostrativa, ossia che si serve di altre idee che fungono da prova

                                                            nel confronto.

 

Egli sostiene che bisogna confrontare l’idea con la realtà per verificare il grado di verità/realtà di conoscenza. Posso ritenere reali le idee semplici e quelle complesse di relazione, mentre per quanto riguarda quelle si sostanza non si può mai essere certi della loro esistenza al di fuori di noi e si verificano quindi i diversi gradi di probabilità.

In generale in ogni ambito della conoscenza, la nostra ragione può solo raggiungere un grado di probabilità, senza mai arrivare ad una conoscenza assoluta; per avvicinarsi sempre più alla conoscenza assoluta dobbiamo farci guidare dal criterio di ragionevolezza.

 

*ETICA Egli come Hobbes riduce il bene al piacere considerando il bene e il male non dei concetti assoluti, ma dei prodotti dell’agire umano.

 

*POLITICA _ 2 SAGGI SUL GOVERNO CIVILE

In essi egli teorizza il costituzionalismo.

 

1^saggio: è una polemica di un’opera di Robert Filmer “Il patriarca o del potere naturale del re”; al contrario di costui che teorizzava l’assolutismo e faceva derivare il potere dei sovrani da Adamo, per Locke invece da Adamo derivava il potere paterno.

 

2^saggio: Anche Locke parte dal concetto di stato di natura, ma la sua visione dell’uomo è più ottimistica rispetto a Hobbes.

Gli esseri umani già nello stato di natura godevano di alcuni diritti naturali fondamentali (quali quello alla vita, alla libertà e alla proprietà) che appartengono all’uomo in quanto tale e che nessuna costituzione può violare.

Lo stato di natura quindi avrebbe potuto essere pacifico se tutti gli esseri umani avrebbero rispettato questi diritti e sarebbe cioè uno stato felice; ma mancando la sicurezza che ciascuno li rispettasse l’uomo decise di abbandonare lo stato di natura con lo scopo di ricercare una garanzia maggiore di questi diritti.

 

Il patto di Locke infatti è differente da quello di Hobbes poiché è un patto tra il popolo e il sovrano in cui nessuno, neanche il sovrano stesso, rimane estraneo ad esso; il sovrano si impegna a rispettare il patto e dichiara la sua inferiorità alla legge.

Locke sostiene il diritto di ribellione del popolo nei confronti del sovrano quando quest’ultimo non rispetta il patto contrassegnato e si trasforma in un tiranno. Nei momenti di crisi si può cambiare il sovrano.

 

Dal costituzionalismo nacque poi il liberalismo che prevede l’autonomia dell’individuo rispetto allo stato (lo stato è tanto migliore quanto più lascia liberi i cittadini).

Nel liberalismo è assolutamente necessaria la divisione dei poteri (TEORIA della DIVISIONE dei poteri), affinché lo stato non sia dispotico e affinché sia garantita la libertà. In Locke il potere legislativo è diviso dagli altri due ma quello giudiziario e quello esecutivo non sono ancora separati.

 

*RELIGIONE

_SULLA RAGIONEVOLEZZA DEL CRISTIANESIMO

Secondo il suo pensiero è vero che le religioni parlano di cose che vanno al di là della nostra esperienza, e della ragione; però non possono dirci cose che vanno contro a queste.

La religione più ragionevole è quella del Cristianesimo perché si lascia ridurre ai pochi semplici principi che sono universalmente accettabili e si lascia ridurre alla moralità della volontà buona (del fare il bene al proprio prossimo).

 

_ EPISTOLA DE THOLERANTIA

Egli teorizza la libertà religiosa che allo stato è conveniente dare, perché se non venisse concessa:

1)      i cittadini da dissidenti religiosi diventerebbero anche dissidenti politici;

2)      eserciterebbe violenza sui cittadini (la violenza è un principio contrario al Cristianesimo).

Egli però negava questa libertà agli atei perché il loro giuramento non ha valore e anche a coloro che obbedivano ad un altro sovrano (es. papisti).

 

*PEDAGOGIA _ PENSIERI SULL’EDUCAZIONE

L’educazione deve basarsi sulla ragionevolezza, ossia deve far nascere nel giovane l’orgoglio di ragionare (Kant à illuminismo = fuoriuscita dell’uomo da uno stato di minorità a lui stesso dovuta, cioè l’incapacità di ragionare con la propria mente).

L’educazione deve essere completa, ossia deve far nascere nei giovani la dignità personale con consigli e raccomandazioni e non con le punizioni perché esse umiliano.

L’educazione deve realizzarsi con l’equilibrio tra l’azione di chi educa e la spontaneità dell’allievo.