Crea sito

                                                                        Leibniz filosofale

 

 Gottfried LEIBNIZ (1646 – 1716)

(Appunti a cura di Jessica Magatti, Chiara Laura, Giorgia Arioli, Valeria Rotella, Giorgia Oldani, Stefania Costa, studentesse della IV D  del Liceo "B. Pascal" di Abbiategrasso)

 

 

Visse in Germania quando stava terminando la guerra dei Trent’anni da cui la Germania nel 1648  uscì stremata, sia dal punto di vista economico sia culturale. Il merito di Leibniz fu quello di aver risollevato la cultura tedesca.

Egli fu un razionalista (esaltazione della ragione nel metodo deduttivo) sul cui pensiero influirono:

           ▪ la tradizione scolastica medioevale (non sulla religione)

           ▪ il cartesianesimo

Fu un uomo poliedrico che non lasciò un corpus sistematico della sua filosofia (no filosofia sistematica): si dedicò anche a vari altri problemi in campo della logica e della matematica che lo portarono a scoprire il calcolo infinitesimale (accusato di plagio poiché lo scoprì qualche anno dopo Newton).

Fu prima segretario del duca di Magonza e successivamente bibliotecario del duca di Hannover; portò avanti 2 progetti: - riconciliazione tra cattolici e protestanti à non ottenne alcun risultato

             - fondazione di un’accademia internazionale delle scienze a cui potessero partecipare tutti gli scienziati

               di ogni nazione.

Fu un autore metafisico ma vicino alla scienza (infatti cercò di far conciliare la tradizione scolastica con la nuova scienza).

*OPERE: - Discorso di metafisica

             - Il nuovo sistema della natura

             - Monadologia

             - Nuovo saggio sull’intelletto umano à entra in polemica con Locke, prima di pubblicarlo venne a

                                                                     conoscenza della morte di locke e quindi fu pubblicato postumo

             - Teodicea (il migliore dei mondi possibili)

 

*LOGICA

Egli recupera la logica formale e il sillogismo aristotelico criticati per tanto (x Galileo e Bacone non sono metodi che portano a nuove scoperte); egli invece afferma che possono portare a nuove conoscenze

 

Egli ricorre ad una matematizzazione della logica (= algebrizzare la logica) per poter realizzare una sorta di alfabeto (una lingua caratteristica universale) della logica, essere rigorosi e non perdersi in lunghe dispute:

                 • noi possiamo ridurre tutti i concetti complessi ad un certo numero di oggetti semplici;

                 • assegnare ad ognuno di questi concetti semplici un segno;

                 • realizzare tutte le possibili combinazioni tra questi segni.

Tutti i nostri giudizi si basano su 2 principi logici:

1-      PRINCIPIO DI IDENTITA’ e NON CONTRADDIZIONE (di Aristotele) à A è A e non è non-A

Su di esso si basano le verità necessarie della logica e della metafisica che sono espresse in proporzioni identiche (il predicato esplicita qualcosa che è già contenuto nel soggetto) che non possono essere negate perché se no si cadrebbe in contraddizione (verità di ragione).

Es. Gli scapoli non sono sposati (è già implicito nella parola scapoli che essi non sono sposati e perciò non può diventare à gli scapoli sono sposati).

2-      PRINCIPIO DI RAGION SUFFICIENTE à non può esistere una qualunque cosa se non c’è una ragion sufficiente.

Su di esso si basano le verità contingenti, ossia quelle verità nella realtà che possiamo negare senza cadere in contraddizione (verità di fatto).

Es. Mario è andato al cinema (lo posso negare anche se è andato perché cadrò in errore ma non in contraddizione).

Vi sono quindi 2 tipi di verità: le verità di ragione, necessarie e le verità di fatto, non necessarie. La distinzione tra esse è valida solo per le menti finite, non per Dio perché in lui coincidono essendo entrambe necessarie à quindi sono come due rette parallele che si incontrano all’infinito in Dio (mentre per noi il mondo è contingente per Dio è necessario).

 

*METAFISICA

Egli elaborò il concetto di monade (ripreso da una lunga tradizione: pitagorici, Platone, neoplatonici, Cusano, Bruno) definendola come quella sostanza (non ha bisogno di nient’altro per esistere) individuale, autonoma, autosufficiente e viva;

 

La realtà è costituita da un’infinità di monadi, ossia sostanze che possono essere paragonate ad atomi, ma a differenza di questi sono centri di vita e di energia.

 

Le monadi sono diverse per gradi (Dio = monade suprema) ed essendo vive sono tutte capaci di percezione = sentire inconsapevole e solo alcune sono capaci di appercezione = sentire con consapevolezza (à solo gli uomini ce l’hanno e le monadi superiori).

Le monadi percepiscono, sentono, appetiscono (appetire = desiderare).

Le monadi sono centri autonomi di rappresentazione e ognuna ha dentro di sé tutto l’universo; ma esse sono differenti tra loro, non esistono 2 monadi uguali (perché contrasterebbero il principio di ragion sufficiente) perché ogni monade rappresenta l’intero universo ma da una sua particolare prospettiva.

“Le monadi non hanno né porte né finestre” non hanno contatti né tra di loro né con l’universo.

 

*TEORIA DELLA CONOSCENZA (tratto dai saggi sull’intelletto umano; critica Locke)

Leibniz cerca di spiegare la conoscenza con il principio: “Nulla è nell’intelletto che non sia stato prima nei sensi, tranne l’intelletto stesso”; ciò fa capire che nell’intelletto c’è un innatismo virtuale (la ragione è innata).Critica Locke: è vero che non ci sono contenuti innati, ma le potenzialità e l’intelletto sono innati.

 

Che rapporto c’è quindi tra le monadi (che sono spirituali) e la materia?

La materia non esiste oggettivamente, ma è una nostra rappresentazione ben fondata  (come Hobbes) nega l’oggettività dello spazio (enti) e del tempo (eventi): essi sono delle coordinate mentali che noi proiettiamo; egli ha una visione soggettivistica e idealistica dello spazio e del tempo à ≠ da Newton che ha una visione oggettivistica (spazio e tempo indipendenti da noi e assoluti.

 

Per dare una risposta al rapporto esistente tra monadi e materia (anima e corpo) egli scarta la soluzione della ghiandola pineale di Cartesio e quella dell’occasionalismo (in cui Dio sarebbe un “cattivo orologiaio”).

Per Leibniz invece Dio è un “perfetto orologiaio e nella sua dottrina dell’armonia prestabilita afferma che i rapporti sono stati stabiliti fin dall’inizio (es. sensazione à volizione) e non c’è un contatto diretto tra pensiero ed estensione.

L’armonia prestabilita è una prova dell’esistenza di Dio.

 

*TEODICEA (prove dell’esistenza di Dio)

1^ prova  COSMOLOGICA: il mondo per noi è contingente e non necessario, quindi la ragion sufficiente della

                                          sua esistenza non è nel mondo stesso ma in un essere al di fuori dal mondo = Dio.

2^ prova  riprende l’argomento ontologico di Sant’Anselmo.

3^ prova  Dio è in un luogo dove risiedono tutte le essenze che poi verranno create; lui sceglie cosa creare o

                  non creare seguendo il principio del meglio (meio) à quindi il mondo che ha creato è il migliore dei

                  mondi possibili (non è il migliore perché l’ha creato Dio, ma Dio l’ha creato perché era il migliore

                  dei mondi possibili); sceglie di creare non realtà singole e particolari, ma interi mondi: visione

                  molto ottimista e molto criticata (“Candido o dell'ottimismo” di Voltairre.

                  Anche se è presente il male è comunque il migliore dei mondi possibili; per spiegare il male

                  riprende Sant’Agostino:               metafisico: non esiste perché l’unico principio metafisico è Dio

                                                    MALE       fisico: non è un vero e proprio male perché ha un fine buono

                                                                   morale: la nostra anima non segue Dio

 

Home