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                                                                     J S Mill filosofale

JOHN STUART MILL (1806 – 1873)

 

(Appunti a cura di Jessica Magatti, studentessa della V D  del Liceo "B. Pascal" di Abbiategrasso)

 

La corrente del positivismo esalta la ragione, la scienza, la conoscenza ed ha fede nel progresso e si è sviluppata sia in Francia che in Inghilterra con alcune differenze: questa diversità riguarda il modo di concepire la società:

·         Il positivismo francese (Comte) propende per una visione organicista e antiliberale della società (infatti ciò che conta non è l’individuo, ma la società nel suo tutto).

·         Il positivismo inglese (Mill) è una forma moderna di liberalismo in cui viene esaltato l’individuo con i suoi diritti e le sue libertà; “uno stato è tanto più superiore tanto più lascia liberi i suoi cittadini”.

 

Suo padre, James Mill, fu un filosofo famoso del ‘700 esponente dell’Utilitarismo, insieme a Geremy Bentham: corrente che sosteneva che la società deve prefiggersi il raggiungimento del maggior grado di felicità per il maggior numero di persone. Quindi ogni azione non è giusta o sbagliata in sé ma in riferimento della sua utilità sociale (non esiste il concetto di bene e male in sé, ma in relazione alla società) → lo stesso Stuart Mill può essere inserito in questa corrente. Inoltre la felicità non dipende da ciò che lo stato può darmi. Mill era impegnato nella “compagnia delle Indie”, fu deputato alla camera, difese i diritti dei cittadini, portò avanti delle battaglie per difendere i diritti delle donne.

*Opere: “sistema di logica induttiva e deduttiva”

            “principi di economia politica”

            “tre saggi sulla religione”

            “sulla libertà”

            “sulla schiavitù delle donne” → portò avanti una campagna di parità tra uomo e donna

            “sull’utilitarismo”

            “sul governo rappresentativo”

 

●La logica Mill riprende sostanzialmente il pensiero di Hobbes: la nostra mente si occupa dei nomi con i quali indichiamo le cose e, collegando i nomi tra di loro, elabora proposizioni.

Una proposizione è un giudizio sullo stato delle cose, sul mondo; con una semplice proposizione affermo o nego qualcosa sul mondo, semplice o complicata che essa sia; questa proposizione sarà:

- vera se corrisponde allo stato di cose che indica;

- falsa se non corrisponde alla realtà.

La veridicità o la falsità di queste proposizioni sta in relazione alla realtà : dunque se le proposizioni si riferiscono ad una realtà di cui non posso fare esperienza esse non saranno vere (alla base della conoscenza c’è lì esperienza: evidente richiamo all’empirismo, presente anche nel futuro neopositivismo à applicherà il principio dell’empirismo anche alla religione e all’etica).

                                     

Egli elabora la Teoria dell’inferenza (inferenza=dedurre)

Nella storia della logica troviamo 2 tipi di ragionamento:

1.      Induttivo: ragionamento che parte dal particolare all’universale;

2.      Deduttivo: procedimento inverso che parte dall’universale per poi scendere al particolare.

Stuart Mill spiega come in realtà vi sia un 3° tipo di ragionamento, il quale è il più frequente e viene chiamato TEORIA DELL’INFERENZA: ragionamento che parte dal particolare per giungere al particolare.

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Riprende la teoria classica del sillogismo (premessa maggiore + premessa minore + conclusione), il quale è un metodo di ragionamento deduttivo, infatti la premessa maggiore è di carattere universale e dopo di essa si scende nel particolare. Esempio: se tutti i Greci(generale) sono mortali e se Socrate(particolare) è greco allora Socrate è mortale.

                  └ Stuart Mill precisa come la premessa maggiore sia una generalizzazione del particolare, un’inferenza che ho ricevuto avendo visto morire varie persone greche, quindi già la prima proposizione è stata dedotta dal particolare: il ragionamento dell’uomo va dal particolare al particolare e alla base del ragionamento vi è l’esperienza (non può esserci conoscenza senza l’esperienza).

 

Ma dove sta la legittimità dell’inferenza? (Non è stato possibile vedere tutti gli uomini di tutte le epoche morire, è stato dedotto da alcuni casi. Dunque perché abbiamo potuto generalizzare il particolare?)

La legittimità dell’inferenza non viene ricavata da tutte le osservazioni possibili, ma grazie al principio di uniformità della natura: la natura è uniforme nei suoi sviluppi, è ripetitiva.

     └ Il principio di uniformità si basa sul principio di causalità: certe condizioni ne determinano necessariamente altre. [Invece si parla di DETERMINISMO (estremizzazione, La Place) quando si pensa di prevedere il futuro se si potesse conoscere lo stato dell’universo in tutte le sue determinazioni].

●Scienze Stuart Mill elabora una classificazione delle scienze, accettando quella di Comte ma aggiungendo alla sociologia anche: ETHOLOGIA(scienza che studia il carattere dell’individuo) e PSICOLOGIA.

      └ Parla sia di scienze naturali che si scienze umane, ma come si possono fondare queste discipline che si occupano dell’uomo? In esse devono essere trasferite i metodi delle scienze naturali; quindi anche nel comportamento umano dovrebbe vigere il principio di uniformità, ma l’uomo NON si comporta uniformemente come la natura. Quindi per le scienza umane non si ha un assoluto grado di certezza. Nonostante il fatto che il comportamento dell’uomo non sia prevedibile, Mill dice che non dobbiamo scoraggiarci dal formare una scienza del comportamento dell’uomo.

 

●Religione

Mill applica il criterio dell’empirismo anche alla religione:

1. uno stato della realtà non può esistere se non ce ne è stato uno precedente, dunque il mondo non si può essere creato dal nulla: Dio non può aver creato il mondo dal nulla.

2.In più dato che il mondo che esiste è imperfetto, contingente, finito, esso non può essere stato creato da un Dio perfetto à Il concetto di Dio che più si avvicina all’esperienza è quello di un Dio finito e limitato che combatte continuamente contro il male e il compito dell’uomo è quello di aiutare Dio a combattere continuamente il male (richiamo a Hume).

 

●Campo etico-politico tema trattato in “On liberty” e in “sulla schiavitù delle donne” (= ritiene che l’inferiorità della donna è solo storica, non è naturale perché si è determinata nel corso della storia per scelte fatte, per abitudini e necessità e dunque può essere superata à è a favore della parità tra uomo e donna)

In Comte abbiamo un visione antiliberale invece Stuart Mill sostiene in liberalismo, affermando l’autonomia di un cittadino rispetto allo stato: lo stato può esercitare la sua autorità solo per impedire all’individuo di ostacolare la libertà di un altro cittadino.

-         Se lo stato lascia liberi i cittadini essi cresceranno grandi, infatti Mill riteneva che “una società è tanto più superiore quanto più lascia liberi i cittadini”;

-         Se uno stato per costruirsi perfetto lascia i suoi cittadini al margine, includendoli semplicemente in un meccanismo, dunque essi cresceranno piccoli e nulla di grande potrà essere fatto con loro;

-         Dunque lo stato deve mettere in conto che i cittadini posso sbagliare, essi devono comunque essere lasciati liberi di pensare e di agire.

 

●“Principi di economia politica”

Come lo stato non deve intervenire nella vita dei cittadini, allo stesso modo non deve intervenire nell’economia perché il “mercato è in grado di autogestirsi”, lo stato deve intervenire solo per far rispettare le leggi.

Successivamente opera una distinzione tra:

·         Produzione delle ricchezze: in questo campo lo stato non può intervenire perché la produzione dipende da cause naturali;

·         Distribuzione delle ricchezze: essa dipende da chi fa le leggi quindi dalla volontà politica e si può intervenire con una legislazione per migliorarla.

Mill sosteneva che “la distribuzione della ricchezza è inversamente proporzionale alla fatica che è stata necessaria per produrla” → chi fa lavori più duri riceve di meno. Dunque il diritto degli operai si può affermare con riforme, Mill non era d’accordo con socialismo e marxismo.

Stuart Mill era a favore del comunismo: se mettessimo su un piatto della bilancia il comunismo con tutti i problemi che porta, ad esempio la mancanza di libertà, e sull’altro le ingiustizie alle quali è sottoposta la società, il comunismo non peserebbe un atomo.

 

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