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                                                                       Husserl filosofale

Edmund HUSSERL (1859-1938)

(Appunti a cura di Jessica Magatti, studentessa della V D  del Liceo "B. Pascal" di Abbiategrasso)

 

FENOMENOLOGIA

◊La fenomenologia è una corrente filosofica sviluppatasi tra ‘800 e ‘900, precisamente nell’ultimo decennio dell’ ‘800 e nei primi due decenni del ‘900 (nel periodo del decadentismo). Si presenta come una delle correnti filosofiche nate in opposizione al positivismo, accusato di scientismo: ossia di aver cercato di spiegare tutto con la scienza (Bergson si opponeva alla scienza in quanto tale perchè non riesce a trovare l’essenza delle cose; anche Husserl sostiene che la scienza per le sue caratteristiche non riesce a penetrare l’essenza delle cose).

◊In Hegel la fenomenologia era la descrizione delle tappe della coscienza; ora con il termine FENOMENOLOGIA si intende quella scienza che vuole essere un’analisi dell’intenzionalità della coscienza (la coscienza è sempre coscienza di qualcosa).

Oggetto della fenomenologia, diversamente dalla scienza che si occupava dei dati naturali, sono i fenomeni, non nel senso di semplici apparenze, ma le relazioni che si stabiliscono tra la coscienza e gli oggetti naturali. Oggetto della fenomenologia sono quindi le modalità con cui la coscienza intenziona gli oggetti, ossia le essenze di tali oggetti (spostamento verso la soggettività)

◊La fenomenologia è: -una scienza intuitiva poiché le essenze non vengono conosciute empiricamente, ma si intuiscono

                                                                direttamente dalla ragione;

                                -una scienza descrittiva perché descrive le essenze di cui si occupa;

                                -una scienza fondativa perché vuole porsi come fondamento di tutte le altre scienze à studia cosa

                                                                 accade nella coscienza quando studia un oggetto, ossia le relazioni, le

                                                                 esperienze di vita = erlebnisse = il mondo della vita ed è per questo che

                                                                 viene prima di tutto il resto ed è il fondamento di tutte le altre scienze.

◊La fenomenologia è un ritorno alle cose stesse: essa si occupa delle essenze, che corrispondono alle relazione che la coscienza intesse con gli oggetti quando se li rappresenta (l’oggetto naturalistico non è l’oggetto in quanto tale, ma le modalità con cui la coscienza se lo rappresenta (antipositivismo).

 HUSSERL

Franz Brentano fu maestro di Husserl ed elaborò la dottrina dell’intenzionalità della coscienza, presente in “La psicologia dal punto di vista empirico”.

          └ Egli recupera dalla scolastica medioevale il termine “INTENZIO”: un oggetto di riferisce sempre a qualcosa di diverso da sé di cui ne prende il posto.

La base fondamentale di tutti i nostri atti è che la coscienza intenziona sempre qualcosa in 3 diversi modi:

1)      con la rappresentazione;

2)      con il giudizio;

3)      con il sentimento.

Da qui parte Husserl per elaborare la dottrina fenomenologica.

 

Edmund HUSSERL (1859-1938)

Egli studia logica, psicologia, matematica, fu allievo di Brentano e divenne docente universitario a Friburgo, da cui verrà radicato (era contro il nazismo).

 

*Opere: “Le ricerche logiche”

            “La filosofia come scienza rigorosa”

            “Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica”

            “Logica formale e trascendentale”

            “Meditazioni cartesiane”

            “La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale”

 

●Egli parte dal voler individuare l’origine dei concetti logici.

AL suo tempo riguardo la questione di che cosa fossero i concetti logici vi erano 2 posizioni contrastanti:

-gli psicologisti ritenevano che l’origine di questi concetti fosse dovuta all’attività psichica (stretto legame tra concetti e

   (empiristi)       funzioni psichiche e quindi tra dato intellettuale e dato empirico);

-i logicisti non si preoccupavano dell’origine di questi concetti e sostenevano che essi non hanno un legame con le

  (idealisti)  funzioni psichiche e che vivono in una sfera a parte che è la sfera del significato (in un mondo a parte

                 àPlatone).

-Husserl prese una posizione mediana più spostata però verso i logicisti: il concetto è un’essenza ideale ed eterna (universale) quindi non varia mai à è un EIDOS (idea platonica);

ma come attingo i concetti?

           └ tramite un’intuizione intellettuale della nostra ragione, che si ha indipendentemente dagli oggetti empirici (è come se venisse a priori); oggetto delle fenomenologia sono proprio queste essenze, non gli oggetti empirici intuiti tramite un’intuizione eideica (=intellettuale à invece l’empirista direbbe tramite l’esperienza).

Esempio: ho nella mente il concetto universale di colore, ma esso è diverso da un oggetto di quel colore.

                                                      ↓

Egli pone alla base della sua fenomenologia 2 principi:

1)      l’epoché: termine preso dagli scettici antichi à concetto di EPOCHE’ indicava la sospensione del giudizio (non sapendo che giudizio esprime di fronte al continuo cambiare delle cose il giudizio viene sospeso, non ci si pronuncia).

       └ Husserl: l’oggetto della fenomenologia è l’intuizione della coscienza nei confronti dell’oggetto; e per essere rigorosa è necessario concentrarsi sull’esperienza vissuta in modo, però, che non vi siano interferenze con il mondo esterno, empirico e quindi bisogna mettere tra parentesi il mondo. Questo mettere tra parentesi il mondo corrisponde ad applicare una riduzione eideica/fenomenologica e fa sì che rimanga solo la coscienza con la sua intenzionalità.

“Questo non significa negare l’esistenza del mondo, ma è solo SOSPENDERE IL MIO INTERESSAMENTO VERSO IL MONDO” à devo diventare uno spettatore disinteressato.

2)      l’intenzionalità della coscienza: ciò che rimane in seguito alla riduzione eideica è quindi la coscienza con la sua intenzionalità, ossia la coscienza pura, purificata dal mondo che è stato messo tra parentesi.

Quando opero quest’operazione di riduzione, però, è come se sdoppiassi il mio io:

               -da un lato avrò l’IO EMPIRICO,

               -dall’altro avrò l’IO FENOMENOLOGICO, che osserva disinteressatamente i rapporti tra l’io empirico e il

                                                                         mondo.

› Per avere una scienza rigorosa non ci si basa sull’oggettività, ma sulla soggettività (≠ positivismo), infatti la fenomenologia studia i fenomeni, ossia il mondo in cui le cose sono intenzionate dalla coscienza (vi sono 3 diversi modi: rappresentazione, giudizio, sentimento à le esperienze vissute vengono prima della logica).

› Il rapporto di intenzionalità tra la coscienza e l’oggetto è un rapporto di trascendentalità: c’è un distacco tra la coscienza e gli altri oggetti esterni perché sono diversi e non si può arrivare alla loro assolutezza oggettiva à per questo è necessario mettere tra parentesi il mondo e togliere ogni riferimento oggettivo, spostando l’attenzione verso il soggetto (idealismo trascendentale à connessione con Kant poneva la coscienza = centro unificatore di tutte le conoscenze à egli ci aveva detto che non è possibile conoscere il noumeno).

         └ Husserl individua 2 aspetti del rapporto di trascendentalità:

                -aspetto soggettivo = NOESIS à indica gli atti della coscienza quando essa intenziona gli oggetti

                                                                 (quindi indica quegli stati che sono modificazioni della coscienza:

                                                                 giudicare, percepire, emozionarsi);

                -aspetto oggettivo = NOEMA à indica il contenuto degli stati di coscienza (l’aspetto oggettivo del

                                                               rapporto stesso = ciò che mi emoziona e ciò che giudico; non è

                                                               l’oggetto dei positivisti, ma è sempre l’esperienza vissuta, il

                                                               percepito).

          └ Husserl distingue 2 percezioni del rapporto di trascendentalità:

                 -immanente = percezione che la coscienza ha di sé stessa (percezione sicura e indiscutibile),

                 -trascendente = percezione che la coscienza ha dell’oggetto esterno (percezione presuntiva, non

                                         certa).

                 Questa distinzione ci avvicina a Cartesio “Cogito ergo sum” à mette in dubbi tutto, ma non posso dubitare della mia coscienza perché dal momento che dubito penso e quindi esisto. Husserl dice che la mia emozione non può essere messa in dubbio però posso emozionarmi di qualcosa che non esiste quindi, mentre l’emozione esiste sempre, l’oggetto della mia emozione non sempre.

 

● “La crisi delle scienze europee”

Husserl critica le scienze moderne a partire da Galileo: il suo non è un rifiuto delle scienze, ma una critica nei confronti di un limite.

     └ La coscienza è un flusso di erlebnisse, di esperienze vissute, che messe insieme formano il mondo della vita = il mondo delle evidenze originarie (mondo che viene prima della logica e della scienza), è un mondo ante-predicativo (viene prima di elaborare predicati e fare giudizi).

La scienza moderna ha sostituito a questo mondo il mondo della natura (sostituzione del mondo della soggettività con il mondo dell’oggettività), non come essa è, ma simbolizzata (formule geometriche, logiche, che nella realtà non esistono): con Galileo, secondo Husserl è iniziata la MATEMATIZZAZIONE DELLA NATURA à si smarrisce il mondo della vita e la scienza non si pone più quelle domande fondamentali della vita e così la scienza si è DISUMANIZZATA: la scienza, che voleva conoscere l’oggettivismo, approderà allo scetticismo e ciò portò a tante tragedie nel ‘900.

Per risolvere questa crisi Husserl propone la fenomenologia: il ritorno agli oggetti come erlebnisse à la scienza ha dimenticato che la coscienza è qualcosa di originario e se vuole risolvere al crisi deve tornare al mondo della vita.

 

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