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                 Filosofia inglese del '600 filosofale

 

FILOSOFIA INGLESE 1600-1700

 

(Appunti a cura di Jessica Magatti, Chiara Laura, Giorgia Arioli, Valeria Rotella, Giorgia Oldani, Stefania Costa, studentesse della IV D  del Liceo "B. Pascal" di Abbiategrasso)

 

 

I temi del dibattito filosofico inglese, al quale viste le date partecipò anche Hume, sono 3:

1)      rapporto tra spirito e materia - Cartesio (pensiero ed estensione); Locke (idee e realtà).

Il principio dell’ideismo di Locke, secondo il quale il nostro pensiero quando conosciamo opera con le idee, verrà portato alle estreme conseguenze, negando la realtà oggettiva.

Il pensatore più radicale in questo ambito fu Berkeley che elaborò una propria visione filosofica chiamata immaterialismo: il mondo esiste solo nella nostra percezione e non possiamo essere sicuri che esista à “esse est percipi” = l’essere è percezione quindi noi possiamo solo percepire e chiederci come è la realtà al di fuori dalla nostra percezione è assurdo perché il mondo esiste solo nella nostra percezione. Però quando noi non ci siamo esiste lo stesso perché lo percepisce Dio.

Negò anche l’oggettività dello spazio e del tempo.

2)      tematica religiosa à in questo periodo si diffonde il DEISMO = religione che sosteneva che l’uomo

portasse con sé un sentimento religioso naturale indipendentemente delle varie rivelazioni, prima di qualunque religione storica. Il deismo rifiuta i dogmi e qualsiasi celebrazione e si unirà alla visione del Dio architetto di Newton: queste due idee confluiranno nell’illuminismo.

Successivamente alcuni cercarono di applicare il deismo al Cristianesimo riducendolo a pochi principi.

3)      riflessione sull’etica e sulla morale.

Riguardo a questo tema possiamo citare Shaftesbury, pensatore che portò avanti il principio dell’autonomia della morale rispetto alla religione; mentre tradizionalmente si pensava che la morale discendesse dalla religione poiché è Dio che detta cosa è bene e cosa è male. Possiamo dire che è la religione che discende dalla morale perché il bene e il male, appartenendo a Dio sono già concetti chiari a noi, che possediamo un senso morale che ci consente di discernere le cose buone da quelle cattive.

 

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