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Feuerbach filosofale

FEUERBACH (1804-1877)

(Appunti a cura di Jessica Magatti, studentessa della V D  del Liceo "B. Pascal" di Abbiategrasso)

 

Fu uno dei massimi esponenti della sinistra hegeliana, tedesco che studiò filosofia e teologia.

*Opere: “Pensieri sulla morte e sull’immortalità” à opera giovanile in cui sosteneva che l’immortalità non può

            “L’essenza del cristianesimo”                     appartenere all’individuo, ma solo alla specie (affermazione grave per

            “L’essenza della religione”                         quel tempo, tant’è che gli preclude la carriera universitaria);

            “Tesi provvisorie per la riforma della filosofia”

            “Principi della filosofia dell’avvenire”

 

*Punti importanti della sua filosofia che l’hanno reso famoso:

1) TEORIA DELL’ALIENAZIONE RELIGIOSA

                               |_Egli sostiene che in ambito religioso l’uomo fa esperienza di una vita alienata.

            Parte chiedendosi: “Che cos’è la religione?” à la religione è coscienza dell’infinito; infinito non come qualcosa di estraneo e superiore all’umanità, ma l’infinito inteso come le infinite possibilità dell’umanità (potenzialità umane trasformate in qualcosa di infinito: vedo la sapienza à vorrei l’infinita sapienza; scienza à onniscienza; amore à infinito amore; forza à onnipotenza), come i nostri più nobili desideri che aspiriamo a veder realizzati nella realtà; così l’uomo crea un essere già dotato di tutto questo à siamo noi uomini che per vedere realizzate le nostre aspirazioni, le proiettiamo all’infinito creando così un essere supremo che le contenga: Dio (= proiezione delle nostre aspirazioni).

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Dio è ottativo del cuore, cambiato in un presente felice” (succo della sua teoria dell’alienazione religiosa).

            |_Dio è creazione dell’uomo: è un essere che l’uomo (1)ha immaginato e al quale ha attribuito questi più nobili e infinite qualità (infinito amore à diventa buono; infinita potenza à diventa potente; infinita onniscienza à diventa onnisciente); (2)il prodotto dell’uomo diventa poi autonomo da chi l’ha prodotto e assumendo queste caratteristiche diventa qualcosa di estraneo agli esseri umani e, diventando una potenza che si erge di fronte ai suoi produttori, li sottomette (alienazione).                                 ↓

                                           Allora in Dio troviamo l’essenza umana: conoscendo Dio, consociamo l’essenza umana à dobbiamo dunque ridurre la teologia all’antropologia.

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“La vera ed efficace critica nei confronti della religione non è quella mossa dai pensatori illuministi, che la negavano solamente considerandola una superstizione e un errore, ma è un lavoro filosofico che consiste nel ricondurre tutte le forme religiose alla dialettica della coscienza umana, che in queste forme religiose aliena la sua essenza”;

                 |_la critico efficacemente se mostro che è solo un’alienazione della coscienza umana. Situazione alienata perché vive in una situazione capovolta: nella realtà sono gli uomini che creano Dio, nella religione è Dio che crea gli uomini à “ridurre la teologia ad antropologia” significa infatti che l’uomo deve ricapovolgere la situazione.

 

2) CRITICA NEI CONFRONTI DELLA FILOSOFIA HEGELIANA

Fa una critica alla filosofia hegeliana molto simile a quella che ha fatto alla religione: “La filosofia hegeliana non è altro che la teologia travestita da filosofia”.

             |_Anch’essa prospetta una situazione alienata: quando Hegel parla dello spirito (pensiero assoluto) afferma che è da esso che si genera tutto à “all’origine c’è il pensiero, c’è l’idea”.

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Feuerbach, essendo un materialista, è contrario a questo pensiero: accusa Hegel di aver reso assoluto il pensiero umano, che è solo un prodotto degli uomini (l’idea viene dopo à Hegel aveva messo “il mondo sulla testa”).

    |_es. quando parliamo dello stato, diciamo che gli esseri umani si associano dando vita allo stato; invece Hegel prende lo stato e lo assolutizza, rendendolo incarnazione dello spirito assoluto à capovolgimento.

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La filosofia hegeliana va sottoposta a critica perché è una filosofia astratta, che Hegel ha preteso di dividere in categorie.

 

3) SUA PROPOSTA FILOSOFICA: UMANESIMO INTEGRALE

Come alternativa alla filosofia hegeliana egli propone la sua filosofia, che prende il nome di umanesimo integrale, poiché prospetta una considerazione dell’uomo integralmente inteso con la natura.

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Egli contrappone alla visione ideale dell’uomo di Hegel ≠ la sua di un uomo naturale: organismo che ha dei bisogni, dei desideri e cerca di realizzarli nel rapporto con gli altri.           

                                                                                     Elabora una teoria degli alimenti: “Se volete migliorare il vostro mondo, non declamate la religione, ma migliorate l’alimentazione, perché l’uomo è ciò che mangia” à l’uomo è interamente naturalità, sensibilità e il suo pensiero è un prodotto di questa materialità.

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Dobbiamo quindi ridurre la teologia ad antropologia: umanizzare il divino.

                    |_Il Cristianesimo è la religione più avanzata proprio perché è quella che ha fatto i migliori passi avanti verso l’umanizzazione del divino:

                           1_con il principio dell’incarnazione di Dio nell’uomo;

                           2_con il principio dell’amore universale tra tutti gli uomini (l’attenzione si sposta sull’uomo).

 

Alla base dell’essenza umana ci sono le interazioni fra gli esseri umani (relazione tra un “io” e un “tu”).

                    |_La vera essenza umana non è in un individuo, ma in una relazione; persino nella logica, la vera dialettica non è un monologo interiore di un filosofo chiuso al rapporto con gli altri, ma è sempre un dialogo.

Marx diceva: “Il modo in cui una donna è trattata in una società indica il grado di civilizzazione di questa”.

 

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