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                                                   Decadentismo filosofale

DECADENTISMO

(Appunti a cura di Jessica Magatti, studentessa della V D  del Liceo "B. Pascal" di Abbiategrasso)

 

Gli anni centrali del 1800 furono occupati dal positivismo e dal marxismo, movimenti che ebbero in comune la pretesa di analizzare la realtà scientificamente. Negli ultimi decenni dell’800 queste due correnti andarono in crisi e prenderà il loro posto un altro grande movimento culturale, il decadentismo.

PREMESSE: il positivismo esaltò la scienza e la ragione non solo in quanto elementi conoscitivi ma strumenti che permettono gradualmente la costruzione di una società migliore (ottimismo e fiducia nel progresso).

Osservando il mondo a fine ‘800 notiamo come queste promesse non vennero esaudite infatti:

·          soffia già il vento della grande guerra che sta per arrivare;

·          nascono scontri per l’accaparramento delle risorse tra le potenze imperialistiche;

·          vi è uno sfruttamento degli operai nelle fabbriche;

·          non prevale la solidarietà (come aveva prospettato Comte), ma prevalgono gli interessi e l’egoismo sfrenato;

·          il mondo è disarmonico e appare frammentato;

·          si aveva la percezione che la borghesia (classe in ascesa) cominciava ad andare in crisi.

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La fiducia nel progresso andò scemando, si percepiva la decadenza

 

A questa corrente venne dato il nome decadentismo per la rivista francese chiamata “Le Decadente” e successivamente questa espressione venne usata da critici letterari verso quei poeti definiti “della crisi”, i quali utilizzarono la parola come vessillo (accezione positiva) poiché è proprio nell’epoca negativa che nascono i germi positivi di un mondo nuovo.

Inoltre il poeta Verlaine in una lirica intitolata “Languore” disse: “Mi sento come l’impero romano al tempo della sua decadenza” à aveva dunque la percezione di una società che si stava frantumando.

Come si sviluppa la sensibilità?

* L’individuo inizia a sentirsi anche lui in crisi e troverà conforto nelle grandi masse.

* La crisi colpì anche l’intellettuale che vide il suo ruolo di poeta vate (poeta guida del popolo à lo scrittore aveva un ruolo quasi pedagogico) andare in crisi: ora la figura dell’intellettuale diventa quasi irrilevante, infatti non ha più qualcosa di morale da trasmettere al pubblico così si ripiega su se stesso.

                                                          ↓

Da questo ripiegamento su se stessi nascono 2 movimenti decadentisti ben distinti:

1.       ESTETISMO: tentativo di rivalsa con l’esaltazione di sé nei confronti della società che lo circonda (prevale il narcisismo); gli esteti: Oscar Wilde, Gabriele D’Annunzio (il quale esasperò il concetto di superuomo di Nietzsche à l’umanità è una sorta di gregge e il superuomo invece afferma la sua personalità) vogliono dimostrare la propria originale personalità, vogliono far vedere quanto valgono e vogliono fare della loro vita un’opera d’arte.

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nasce così l’ideale dell’arte per l’arte: l’arte non avendo più nulla da insegnare (non comunica più un ethos) trova uno scopo in se stessa, arte è vista come una disciplina che deve solo provocare piacere, si auto contempla ed ha come fine sé stessa. L’arte si fa formale ricercatezza, sensualità, diventa cura del narcisismo dell’autore.

2.      SIMBOLISMO (Giovanni Pascoli): è una tendenza alla poesia delle piccole cose di vita quotidiana (non alle imprese eroiche ma all’intimità e agli affetti).

Le cose che vedo nella realtà non sono fatti da studiare scientificamente (positivismo) ma sono simboli che mi rimandano ad una realtà più profonda, non conoscibile con la ragione e con la scienza, ma con l’intuizione, con al poesia e con l’arte, discipline che possono entrare nel profondo della realtà.

            Anche gli strumenti, dei quali si servono questi artisti, sono differenti infatti viene usato un linguaggio

            metaforico, allusivo ed onomatopeico à Il Futurismo, ad esempio, voleva esprimersi con i suoni della realtà

            circostante.

 

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