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                                                                    Darwin filosofale

DARWIN (1809-1882)

 

(Appunti a cura di Jessica Magatti, studentessa della V D  del Liceo "B. Pascal" di Abbiategrasso)

 

L’evoluzionismo è una teoria scientifica che si sviluppa nel contesto del positivismo inglese e che suscitò molte polemiche soprattutto con la religione. Altri studiosi come Lamark (≠differenza fondamentale: Lamark sosteneva che vi fosse qualcosa di miracolistico alla base dell’evoluzione) e altri avevano elaborato già in precedenza delle teorie evoluzionistiche avendo messo in crisi la teoria tradizionale, la teoria della fissità delle specie che sosteneva che le specie fin dall’origine son sempre esistite e mai mutate (in ambito religioso questo sviluppo non avvenne).

Elaborò questa teoria in seguito ad un viaggio sul Beagles (’31-’36), andò anche alle Galapagos; durante questo viaggio fece molte osservazioni empiriche, conversò con allevatori e giardinieri ed elaborò la sua teoria che, però, non pubblicò subito. Nel ’58 Wallace gli inviò una lettera in cui gli comunicava di esser giunto ad una conclusione simile alla sua, così Darwin si affrettò e nel ’59 pubblico la sua teoria “Sull’origine delle specie” e nel ’71 “Sull’origine dell’uomo”.

 

Il problema di partenza era mettere in collegamento le piccolissime variazioni che noi riscontriamo tra gli individui della stessa specie, che Darwin chiamò variazioni fluttuanti, con le grandi variazioni che differenziano una specie dall’altra (capire come nel tempo queste piccole variazioni siamo potute diventare così evidenti).

                    └ Le specie attuali sono il risultato di un lungo processo di evoluzione e di trasformazione durato intere ere, che ha fatto sì che da quell’unico organismo si potessero originare varie specie che si differenziarono tra loro fino ad arrivare alle specie attuali (modificazioni lente che non possiamo notare).

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Come avviene l’evoluzione? Alcuni esseri viventi, pur della stessa specie, denotano delle modificazioni:

-alcune delle quali risultano ininfluenti in quanto si perdono nel corso delle sviluppo e si estingueranno;

-altre, che risultano vantaggiose, si trasmettono ereditariamente.

Secondo Lamark è l’ambiente che provoca queste variazioni in modo che gli animali si adattino all’ambiente; Darwin, invece, sostiene che queste variazioni non sono dovute all’ambiente, ma si verificano del tutto casualmente: sono anomalie che si verificano casualmente e continuamente e in alcuni casi risultano vantaggiose per il tipo di ambiente in cui gli esseri viventi si trovano a vivere (esempio delle giraffe: nell’ambito delle giraffe a collo corto iniziarono a nascere individui nomali con il collo lungo, che risultarono avvantaggiati; tale anomalia consentì loro di vivere per un tempo più lungo, di mangiare di più) .                             ↓

                                                        Darwin alla base dell’evoluzionismo pone dei riferimenti filosofici: Hobbes (lo stato di natura à gli esseri umani vivono in uno stato di guerra) e Malthus, che aveva scritto “Saggio sul principio di popolazione”, nel quale afferma che c’è un problema di proporzione perché mentre la produzione dei beni della terra si sviluppa secondo un ritmo aritmetico, gli esseri viventi si sviluppano con un ritmo geometrico; quindi i viventi diventano più numerosi degli alimenti, ma la natura opera una selezione che consente agli organismi più adattati di vivere.

                        └ Ricava da questa sua teoria una posizione cinica: bisognava vietare ai poveri di fare figli perché essi non avevano mezzi per mantenerli.                         

          └ Darwin pone 2 principi alla base dell’evoluzionismo:

1)Principio di lotta per la vita (richiamo a Hobbes);

2)La selezione naturale à la natura opera una selezione tra le stesse specie tramite la lotta per la vita, nella quale prevalgono i più avvantaggiati (richiamo a Malthus). Posizione positivista: questo lungo processo della specie porta al miglioramento.                                               ↓

                                   Nell’ “Origine dell’uomo” applicò anche all’uomo questa teoria: anche gli uomini sono il risultato di un’evoluzione a partire da quell’unico organismo originario à ciò generò scandalo in ambiti religiosi (si vedeva il venir meno della provvidenza), in cui l’uomo è visto come un essere particolare voluto da Dio. Inoltre qualche teologo propose qualche teoria di mediazione: sarebbe una legge di natura voluta da Dio. Darwin però non credeva in un intervento divino anche se sosteneva che l’uomo è diverso dagli altri animali, ma tale differenza è quantitativa, non qualitativa.

Anche in ambito scientifico fu mossa qualche obiezione: queste variazioni fluttuanti non sembrano così importanti da dare subito un vantaggio e la lotta per la vita sembra avvenire tra specie diverse (per Darwin nella specie si accoppiano più volte gli individui più forti e quindi vengono generati figli con nuove caratteristiche; un’altra obiezione: le anomalie funzionano in pieno quando l’individuo è adulto, dunque c’è un periodo in cui queste non incidono.

L’uomo aggiunge l’artificiale all’evoluzione staccandosi dall’ambito naturale.

 

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