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                                                                          Cartesianesimo filosofale

SVILUPPI DEL CARTESIANESIMO

(Appunti a cura di J. Magatti, G. Oldani e G. Arioli, studentesse della IV D del Liceo scientifico "B. Pascal" di  Abbiategrasso (2008-2009))

Cartesio fu il fondatore del razionalismo moderno poiché spostò al centro della conoscenza il soggetto (caratteristica sia di Cartesio, sia degli empiristici, sia di tutta la filosofia moderna).

 

Nel ‘600 e nel ‘700 il cartesianesimo fu la filosofia dominante e fu soggetta a molte critiche e condanne da parte della Chiesa che la accusava di ateismo.

I principali temi presi in considerazione dai pensatori appartenenti a questo periodo furono:

- il dualismo à tra le res cogitans e le res extensa;

- il cogito;

- l’innatismo delle idee (criticato da Locke);

- la metafisica à prove dell’esistenza di Dio;

- metodo deduttivo.

 

L’ambiente era diviso tra à CARTESIANI, di cui ne faceva parte Padre Marino Mersenne (il quale fece un tentativo

                                        di mediazione tra le conquiste scientifiche e la religione cristiana);

                     à e ANTI-CARTESIANI. Il movimento principale che contrastava i cartesiani era il libertinismo,

                         che nacque in Francia e nel quale veniva negato il concetto di ragione dogmatica (vedevano

                         nell’innatismo il dogmatismo che non è sottoponibile a critiche) e affermato quello di ragione

                         scettica, consapevole dei propri limiti. Per quanto riguardava l’aspetto etico si fecero portatori

                         di un’etica sganciata dalla religione e assunsero una posizione laica e naturalistica in

                         modo da non ricadere in un’etica autoritaria che tendeva a reprimere le espressioni del

                         piacere del corpo (essi entrarono in contrasto con i gesuiti).

                     à Pierre Gassendì cercò di giungere ad una mediazione e di conciliare l’atomismo di Epicuro con

                         la religione cristiana, sostenendo che la realtà fosse costituita da atomi che si muovono nel

                         vuoto e, diversamente da ciò che pensava Epicuro, che non sono eterni ma con un’origine e

                         una fine poiché creati da Dio.

 

In Europa si diffusero movimenti religiosi caratterizzati dal tentativo di interpretare il Cristianesimo in modo intimistico e rigoristico; al contrario dei gesuiti, che infatti vennero accusati di badare solo all’aspetto esteriore della religione (riti, cerimonie, ecc.), furono i puritani, gli anabattisti, i gansenisti e i quaqueri, che cercarono un rapporto intimistico con Dio.

I GIANSENISTI, che ebbero come maggior esponente Cornelius Giansen, originario della Francia, prospettavano un ritorno ai Vangeli e a Sant’Agostino.

Essi:

-          svalutavano le opere poiché credevano che la salvezza venisse concessa solo da Dio;

-          negavano il libero arbitrio;

-          avevano un rapporto introspettivo con Dio;

-          credevano nella Predestinazione.

La loro sede era l’abazia di Port Royal nella nacque l’indirizzo della logica portorealista, che era una logica mentalistica che si occupava delle operazioni della mente e non degli oggetti.

 

Il contrasto tra res cogitans e res extensa viene risolto da Malebranche e da Jeulinx con l’occasionalismo, ossia una soluzione che sostiene che non vi siano rapporti tra le due; (1)Dio gestisce il rapporto del nostro corpo e (2)quando accede qualcosa nel corpo Dio interviene (occasione) per provocare lo stesso cambiamento dell’anima in modo da farle corrispondere la stessa modificazione, e viceversa.